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Pratiche sleali nel commercio agroalimentare, lo stop del Consiglio dei Ministri

Pratiche sleali nel commercio agroalimentare, lo stop del Consiglio dei Ministri

Approvato in Consiglio dei Ministri lo schema di decreto legislativo che vieta il ricorso a pratiche sleali nei rapporti commerciali della filiera agroalimentare.

Addio alle pratiche sleali nel commercio della filiera agroalimentare. È stato approvato dal Consiglio dei Ministri, lo scorso 4 novembre, lo schema di decreto legislativo che le vieta, tanto tra imprese, quanto in materia di commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentari, a prescindere dai rispettivi fatturati dei contraenti.

Un livello di tutela comune in tutta la UE

Il recepimento della direttiva europea, proposta dal Presidente del Consiglio Mario Draghi e dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Stefano Patuanelli, insieme ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale, della giustizia, dell'economia e delle finanze e del Ministro dello sviluppo economico, prevede l'introduzione di un livello minimo di tutela comune a tutta l'Unione europea. Comprende, inoltre, un duplice elenco: da un lato, una lista di pratiche commerciali sleali vietate, dall'altro una serie di pratiche che saranno autorizzate solo se concordate in termini chiari e univoci al momento della conclusione dell'accordo di fornitura.

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Più equità per agricoltori e produttori

Stop all'imposizione di condizioni contrattuali eccessivamente gravose, come ad esempio la vendita di prodotti agricoli/alimentari a prezzi al di sotto dei costi di produzione e riequilibrati definitivamente i rapporti di forza tra le parti negli scambi commerciali, garantendo una posizione più equa per gli agricoltori e i produttori”, promette il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, commentando l'approvazione. Lo stesso Ministero ha, peraltro, la responsabilità di accertare e contrastare le eventuali violazioni delle disposizioni previste, affidata al Dipartimento dell'Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari del MIPAAF.

Lotta a 16 pratiche sleali

Come anticipato, la disposizione prevede l’introduzione di un livello minimo di tutela comune a tutti i Paesi dell’Unione europea. Tale standard si riferisce, nello specifico, a 16 pratiche ritenute sleali e, di conseguenza, vietate. Ecco, nel dettaglio, i loro campi di afferenza:

  • Termini di pagamento;
  • Obblighi dell'acquirente;
  • Divieti per entrambe le parti di un acquisto;
  • Doveri verso il fornitore;
  • Restituzioni dell'invenduto;
  • Pagamenti per immagazzinamento ed esposizione;
  • Marketing e pubblicità;
  • Organizzazione degli spazi destinati alla vendita;
  • Ricorso a gare e aste elettroniche a doppio ribasso;
  • Imposizione di condizioni contrattuali troppo gravose per il venditore;
  • Riferimenti contrattuali alle condizioni richieste dell’articolo 168, paragrafo 4 del regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013;
  • Condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti;
  • Condizioni di approvvigionamento.

 

La soddisfazione di Coldiretti

 

Secondo Coldiretti, l’approvazione delle norme contro le pratiche sleali nel commercio alimentare costituisce una svolta storica per garantire una giusta remunerazione ad agricoltori e allevatori.  

Arriva lo stop alle speculazioni sul cibo che sottopagano i produttori in un momento in cui sono costretti ad affrontare pesanti rincari dei costi, dai carburanti ai fertilizzanti, dalle macchine agli imballaggi, fino ai mangimi per il bestiame”, ha dichiarato il presidente Ettore Prandini, esprimendo così la propria soddisfazione per tempistiche e contenuti del provvedimento.

la sostenibilità nella filiera agroalimentare

Tags: Agroalimentare, Ambiente