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Patto europeo sulla plastica, l'adesione dell'Italia

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Rifiuti da materiali plastici, vietato sottovalutarli. Secondo le stime ONU, infatti, 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono ogni anno nel mare, con conseguenze ambientali devastanti. Ed ecco, allora, che una risposta decisa e coesa può e deve fare la differenza.

A questo proposito, lo scorso 6 marzo l'Italia ha aderito a Bruxelles al Patto europeo sulla plastica (European Plastic Pact), creato allo scopo di promuovere una strategia condivisa sul riuso e il riciclo tramite soluzioni innovative. Obiettivo: una transizione più rapida verso l’economia circolare.

Con l’adesione al Patto -lanciato nel 2019 dai Paesi Bassi e dalla Francia allo scopo di riunire governi e imprese che si pongano come precursori nella ricerca di misure all’avanguardia per la gestione della plastica- i Paesi si impegnano formalmente ad agire in quattro settori chiave. Innanzitutto, la progettazione circolare di prodotti e imballaggi in plastica. In secondo luogo, l’uso responsabile della plastica. Poi, il riciclaggio delle materie plastiche. Infine, l’utilizzo di plastica riciclata.

Abbiamo aderito con convinzione al Patto europeo sulla plastica” ha commentato il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa. “Siamo convinti che una tematica così complessa come quella legata alla plastica, e il contrasto all’inquinamento prodotto, necessiti di strumenti condivisi tra i Paesi europei e tra i molteplici attori coinvolti nella gestione”.

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In questo modo, si intende condividere a livello europeo target, strumenti e innovazioni utili a fare la differenza. Investimenti nelle infrastrutture di raccolta e riciclo di rifiuti, politiche fiscali di sostegno, azioni di sensibilizzazione verso i consumatori: queste le iniziative di natura volontaria che i vari Governi sono chiamati a intraprendere nell'ambito di una coalizione mirata al raggiungimento di obiettivi ben più ambiziosi rispetto agli attuali riferimenti normativi comunitari.

Il Patto è uno strumento interessante per affrontare meglio il ciclo della plastica, dalla progettazione dei prodotti alla produzione al corretto riciclo” ha continuato il ministro Costa. “Del resto, siamo già pienamente attivi a livello nazionale. Stiamo lavorando, con i ministeri competenti, a un piano nazionale sulla plastica sostenibile. La campagna plastic free del Ministero dell’Ambiente ha avuto numerosissime adesioni, inclusa quella del Quirinale. La legge ‘Salvamare’, già approvata alla Camera, è fondamentale per liberare il mare dai rifiuti e dalla plastica. Nel dl clima, sono previsti fondi ad hoc per le macchinette mangia-plastica. Sono tutti tasselli per contrastare la plastica monouso e gli imballaggi in plastica. La riduzione dei rifiuti e il riciclo di quelli esistenti è la base per il nostro futuro”.

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Tags: Rifiuti