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Passi avanti per la tutela della filiera agroalimentare sostenibile

pomodori

È di questi giorni la notizia dell’impegno di Coldiretti in collaborazione con la divisione italiana del colosso britannico Princes, uniti per tutelare la filiera del pomodoro pugliese.

Se parliamo di eccellenza italiana la mente non può che volare all’enogastronomia e tutto ciò che riguarda l’alimentare. Purtroppo però, complici la disinformazione, forme di tutela poco efficienti e politiche internazionali sull’import/export che lasciano il tempo che trovano, capita di trovarsi all’estero e vedere sugli scaffali dei negozi dei prodotti dall’aspetto decisamente discutibile. Confezioni che conducono il pensiero al nostro Paese, con tanto di tricolore e diciture in italiano ma che di italiano, nella sostanza, hanno davvero ben poco. È ancora vivo nella memoria lo scandalo del “Parmesan” statunitense, quello che veniva venduto come formaggio grattugiato e che si scoprì essere in buona parte segatura. Il fenomeno ormai è diffuso ed è conosciuto come italian sounding.

Fortunatamente, per contro, stiamo assistendo alla nascita di iniziative per contrastare il fenomeno a tutela dell’eccellenza italica. Recentemente abbiamo assistito alla discesa in campo di Princes, una compagnia Britannica leader del food&beverage, la cui divisione italiana Princes Industrie Alimentari gestisce a Foggia il più grande stabilimento europeo per la lavorazione del pomodoro.

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Princes ha unito le forze con Coldiretti, per dar battaglia all’italian sounding, firmando un accordo nazionale per la tutela e valorizzazione della filiera del pomodoro pugliese. Lo scopo dell’accordo è di proteggere e incrementare la competitività di questo specifico settore dell’agricoltura nostrana, per garantire la preservazione della filiera per qualità e sostenibilità, sia ambientale sia sociale.

I coltivatori associati a Coldiretti che vorranno avere un ruolo nel progetto dovranno produrre secondo i dettami di un disciplinare rigido ma che consente di garantire un’elevata qualità e sostenibilità ambientale. In compenso l’accordo prevede che a essi venga riconosciuto un prezzo di acquisto equo, proporzionale ai costi di produzione. Oltre a ciò, viene loro offerta l’opportunità di firmare dei contratti di fornitura triennali, l’accesso a forme di credito agevolate per l’impresa e agli aiuti nazionali ed europei per l’agricoltura. Inoltre i coltivatori potranno usufruire gratuitamente dei servizi di trasporto pubblico per il raggiungimento dei campi dedicati alle colture del pomodoro.

La corretta attuazione di questo ciclo produttivo sarà resa possibile dallo sviluppo di un sistema digitale basato sulla blockchain, ossia un sistema che consente il monitoraggio di tutte le fasi della lavorazione per garantire gli standard qualitativi, etici e di provenienza del pomodoro.

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Tags: agroalimentare