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Obiettivo bioeconomia circolare: il life cycle thinking uno strumento prezioso

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Bioeconomia ed economia circolare altro non sono che modelli virtuosi, in grado di tenere conto dell'impatto di un prodotto o di un servizio nel suo intero ciclo di vita. In questo senso il Life Cycle Thinking si rivela uno strumento prezioso per verificare soluzioni di circolarità a partire da ingredienti naturali e sostenibili.Non solo economia circolare, non solo bioeconomia, ma un approccio circolare alla bioeconomia. Non si tratta di un gioco di parole, ma di un modello che presuppone un obiettivo ambizioso e fondamentale: ripensare criticamente la cultura della produzione, della conservazione e della distribuzione, superando la piaga ambientale dello scarto.

Le ragioni per un cambio di mentalità sono ormai sotto gli occhi di tutti: in un mondo in cui si stima una crescita della popolazione fino a quota 9 miliardi entro il 2050, la crescita continua di domanda relativa a risorse limitate (e impoverite dall'azione umana) mette a rischio la sicurezza nell'approvvigionamento delle stesse.

La bioeconomia, di per sé, è il tentativo di generare un mercato all'interno del limite imposto dalle risorse naturali. Comparto che attinge a risorse biologiche rinnovabili, sta vivendo una crescita fortissima, tanto che solo in Italia rappresenta il 10,1% del Pil. Il macro-settore comprende agricoltura, silvicoltura, produzione alimentare, chimica ed energetica e, stando ai dati del Rapporto sulla Bioeconomia in Europa del 2018, ha un valore di ben 260 miliardi di euro.

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La natura stessa del comparto implica l'obiettivo- nonché il dovere- di implementare modelli di economia circolare, valorizzando o dando nuova vita a sottoprodotti o rifiuti organici di altre produzioni attraverso il recupero di materia. La bioeconomia mira, in particolare, a promuovere linee produttive eco-compatibili a partire da un uso efficiente di risorse derivanti anche da altre filiere. Tale modello economico intende, dunque, realizzare attività di chiusura del ciclo (closing loop) negli ecosistemi industriali, dando nuova vita agli scarti e riducendo al minimo gli sprechi grazie anche all'impiego di nuove tecnologie a basso impatto.

Ma come essere certi dell'efficienza e dell'effettiva sostenibilità del metodo? Secondo l'analisi di alcuni ricercatori dell'Università di Milano- Bicocca “Il life cycle thinking come strumento di supporto verso la bioeconomia circolare: un caso studio nell’industria cosmetica”, il Life Cycle Thinking si rivela uno strumento prezioso per verificare soluzioni di circolarità. In assenza di tale tipo di approccio, il rischio è infatti che presunti ingredienti a basso impatto possano determinare risvolti poco sostenibili se valutati nell’intero ciclo di vita.

Considerare tutte le fasi e prenderle accuratamente in esame consente di isolare gli impatti e comprendere dove è necessario intervenire per contenerli. E così, non solo la scelta dei materiali, ma anche l'intera linea produttiva, nonché la logistica utilizzata, la capacità di riusare i sottoprodotti con procedimenti non dannosi, il packaginge l'eventuale re-packaging; tutti questi elementi risultano fondamentali per “depurare” la bioeconomia da eventuali falle e puntare a una vera circolarità di sistema.

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Tags: Economia Circolare