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Le interviste del Direttore: Silvano Joly

interviste del direttore silvano joly

Intervista a Silvano Joly - Country Sales Manager di Syncron per Italia e Spagna.

Nonsoloambiente.it si pone da sempre come obiettivo quello di fornire un’informazione chiara e contestualizzata su primari argomenti di attualità che abbiano ricadute dirette o indirette sull'ambiente. La rubrica, realizzata su base settimanale e pubblicata nella giornata del martedì,  si basa sulla realizzazione di interviste condotte dal direttore in modo autonomo o a fronte di valutazione di temi o iniziative particolari, corredati di dati . Per informazioni scrivete a: direzione@nonsoloambiente.it

Ci siamo lasciati alle spalle un 2020 contrassegnato da emergenza sanitaria, socialità ridotta, necessità di trovare strumenti e modalità alternative per sentirci vivi sia come persone che come professionisti. Il Suo background personale e professionale attesta la capacità di prestare pari attenzione al mondo dei professional – funzionali alla gestione di business complessi e realtà articolate – e al mondo dei giovani, creatori e gestori di start up innovative. A suo avviso quale dovrebbe essere il mix vincente di una società che, oltre a vedere nelle crisi una rara opportunità di crescita e cambiamento, comprenda anche come il “vecchio e il nuovo” possano coesistere?
Senz’altro il 2020 è stato un annus horribilis sotto molti punti di vista. Ma forse la più grande debacle è stata proprio quella sociale e civile. Molti hanno scelto di abdicare al ruolo istituzionale, sociale o aziendale loro conferito per scegliere il letargo del lock down, dal quale in effetti molti sembrano non essersi ancora risvegliati. Per fortuna abbiamo anche visto molte iniziative positive e ad alcune ho potuto aderire personalmente, ad esempio il Fashion StartUp BootCamp ha lanciato molteplici iniziative di grande successo che hanno coinvolto 965 startup capaci di soddisfare i bisogni di innovazione espressi dai leader del settore del Fashiontech.

Dopo mesi di lavoro che hanno coinvolto anche chi come me ha contribuito come Mentor Pro Bono sono state scelte 13 che rientrano nelle aree della comunicazione d’impresa, della sostenibilità e dell’Industria 4.0 e prenderanno parte al programma di accelerazione. Stefano Galassi, con Alceo Rapagna e Nazareno Mengoni, costituiscono il Direttivo di StartUpBootCamp FashionTech, ma il mix vincente è arrivato dalla coesione con le Aziende della Moda Made in Italy e con il frizzante ecosistema dei professionisti del settore che hanno contribuito con le loro competenze di Mentori. Quindi il “vecchio e nuovo” più che coesistere devono allearsi per sopravvivere, unendosi per indirizzare positivamente le differenti energie che possono esprimere singolarmente, aumentandone così la potenza. Come dice un proverbio Africano: “I giovani corrono veloci, ma i vecchi conoscono le piste”.

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Digitalizzazione e trasformazione digitale identificati sempre più come driver unico o prevalente per una crescita economica permanente. Non vi è dubbio che le soluzioni digitali costituiscano a tutti gli effetti una proposta di valore per i committenti ma dietro ogni proposta vi sono due componenti di pari dignità: la soluzione offerta e la consulenza fornita nell’ottica di ottenere la miglior implementazione possibile. Qual è il suo pensiero al riguardo?
Un’altra lezione che questo anno ci ha dato è che l’imperativo “Digitalize or Die” è assolutamente e drammaticamente vero. Il costo del “doing nothing” è stato enorme, ma ne hanno pagato un più caro prezzo le aziende, ma anche i professionisti o persino gli esercenti, che non avevano mai gestito il tema della digitalizzazione dei processi e si sono trovati off line e out of business contemporaneamente. Da gennaio ho assunto un nuovo incarico in Syncron e mi trovo proprio a gestire uno dei temi più attuali quello della Servitization, ovvero la trasformazione di un Prodotto in un Servizio attraverso soluzioni software adeguate aumentando l’offerta con un portafoglio più ampio, composto non solo da prodotti e servizi, ma da prodotti + servizi + supporto+ conoscenza + self-service.

Questa che non è altro che una “evoluzione digitale” che può avvenire solo con una approfondita e minuziosa analisi dell’attuale situazione e una reciproca definizione del nuovo scenario organizzativo. Consulenti e Editori di Software devono collaborare per aiutare le Aziende in questo processo evolutivo dedicando molto tempo all’analisi e alla stesura di un piano, proprio per essere poi efficaci nella messa in opera del progetto. Occorre appunto pensare a lungo per essere poi veloci a realizzare un compito complesso.

Trent’anni di esperienza professionale credo le abbiano permesso di conoscere contesti e persone diverse e complementari al tempo stesso dove, la capacità di fare gruppo e sistema dipende dalla visione e dall’approccio del manager chiamato a gestire l’insieme. Quale suggerimento darebbe a chi, in ottica di sostenibilità ambientale, sociale ed economica, è chiamato a gestire imprese sempre più complesse?
La migliore sintesi per una politica di sostenibilità nel suo insieme è descritta nei SBG che spesso non vengono citati né presi in considerazione in toto ma solo in parte, persino uno per uno. Questo approccio deriva proprio dalla difficoltà di gestire in ottica manageriale l’insieme del cosiddetto “Prodotto o Servizio Sostenibile” che dovrebbe appunto essere coesivo e inclusivo di tutte le fasi di produzione o erogazione e coinvolgere tutti gli attori, interni ed esterni all’Azienda. Questa visione di insieme manca ad ogni livello: ad esempio l’intero pianeta ha usato milioni di mascherine e guanti di gomma, sversato milioni di litri di disinfettanti per proteggersi senza mai riflettere sul loro impatto ambientale.

Lo stesso in azienda, anche se in modo meno drammatico. Un approccio votato al change management è probabilmente la soluzione: vanno pensate e definite azioni, gruppi di lavoro e percorsi di attività puntando non solo al risultato finale, ma anche a tutte le implicazioni che ogni singola iniziativa comporta. A riguardo ho trovato molto interessante la proposta di Materially che aiuta le Imprese nello sviluppo e nella diffusione dell’innovazione e della sostenibilità a partire dai materiali che sono stati raccolti ed indicizzati con un approccio design-oriented, attenzione ai temi della Circular Economy e dell’innovazione intelligente.

Lo stesso approccio di processo è stato ben descritto in un whitepaper redatto da Accenture e Fashion for Good, intitolato The Future of Circular Fashion (che potete leggere qui), che esamina tre diversi modelli: noleggio, abbonamento e usato e ne valuta la validità finanziaria nei mercati value, mid-market, premium e lusso. Quella della Sostenibilità è probabilmente una ulteriore rivoluzione che si sta sviluppando in parallelo a quella 4.0 e va gestita con la stessa attenzione, mole di risorse e impegno interdipartimentale.

Silvano Joly

Silvano Joly, dal 2021 guida SYNCRON in Italia e Spagna. Country Sales Manager per Innovation Leader come PTC, Reply, Sap, Dassault Systemes e Centric Software, ha lavorato anche con Aziende pre-IPO, start up e collabora con varie Università Italiane. Mentore pro-bono di start-up high-tech è da sempre amico della Piccola Casa della Provvidenza (Cottolengo), il più antico istituto dedicato all’assistenza di persone con gravi disabilità.

 

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Tags: CSR & imprese