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Le interviste del Direttore: Paolo Da Meda

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Intervista a Paolo Da Meda, Technical field manager in Acquaflex srl.

Nonsoloambiente.it si pone da sempre come obiettivo quello di fornire un’informazione chiara e contestualizzata su primari argomenti di attualità che abbiano ricadute dirette o indirette sull'ambiente. La rubrica, realizzata su base settimanale e pubblicata nella giornata del martedì,  si basa sulla realizzazione di interviste condotte dal direttore in modo autonomo o a fronte di valutazione di temi o iniziative particolari, corredati di dati. Per informazioni scrivete a: direzione@nonsoloambiente.it

Praticare la sostenibilità nel settore chimico non sembra essere più un’utopia. Acquaflex è riuscita nel processo di trattamento chimico delle acque a sviluppare soluzioni a basso impatto ambientale. Quanto tempo è stato impiegato per realizzare questi metodi innovativi e in cosa consistono esattamente?
Acquaflex è una società italiana che sviluppa prodotti chimici innovativi impiegati nel trattamento delle acque tecnologiche, nei processi produttivi di carta e cartone, nella detergenza industriale. In questi tre settori l’impatto sull’ambiente è da molti anni un elemento utilizzato dal mercato per valutare la qualità delle soluzioni proposte: per la nostra azienda sviluppare trattamenti a basso impatto ambientale è quindi una necessità, da sempre ed in tutti i mercati ove operiamo.

Due anni fa abbiamo deciso di spingerci oltre e di anticipare le richieste dei nostri clienti: è stato perciò avviato un progetto di ricerca volto allo sviluppo di additivi chimici dedicati al trattamento delle acque ecosostenibili e caratterizzati da un impatto ambientale pressoché nullo. Due anni devono essere considerati un tempo congruo vista l’ambiziosità del progetto e la sua complessità, considerando Acquaflex giudica i formulati sviluppati idonei all’impiego solo dopo il superamento di una serie di test effettuati prima in laboratorio, poi in impianti pilota e, infine, in impianti industriali operanti in condizioni reali. La nuova linea di prodotti è pronta e sarà presentata, come è consuetudine per Acquaflex, nel prossimo mese di ottobre.

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In un settore altamente tecnico e all’avanguardia quale quello chimico quali sono le competenze necessarie per poter perseguire uno sviluppo sostenibile?
Relativamente ai settori dell’industria chimica dove noi operiamo, il punto di partenza per uno sviluppo sostenibile è una profonda conoscenza dei principi attivi impiegati, dei loro meccanismi di funzionamento e del loro comportamento una volta introdotti nell’ambiente. Se si è privi di questa conoscenza non è possibile fare efficacemente l’attività di ricerca che è alla base di qualunque sviluppo. Affinché però lo sviluppo sia effettivamente sostenibile è necessario coniugare compatibilità ambientale ad efficienza ed efficacia; per ottenere ciò è necessario possedere competenze approfondite in merito agli impianti ed ai processi che verranno sottoposti ai nostri trattamenti o ove si utilizzeranno i nostri prodotti. Ritengo quindi che per perseguire uno sviluppo sostenibile sia necessario avere uno spettro molto ampio di competenze, integrate tra loro, che consentano di progettare soluzioni al contempo efficaci, ambientalmente sostenibili ma anche economicamente vantaggiose. Questo mix di competenze caratterizza il nostro reparto R&D, che è il cuore di Acquaflex.

Crede che l’Italia disponga delle risorse necessarie sia sotto un profilo economico che accademico per far sì che la chimica verde prenda davvero piede nel sistema produttivo nazionale? A suo avviso esiste un Paese che l’Italia dovrebbe prendere come modello in tal senso?
Non ho alcun dubbio che l’Italia abbia le competenze tecniche necessarie per garantire l’affermazione della chimica verde e penso che con una adeguata scrittura e gestione del Recovery Plan avremo anche le risorse economiche necessarie. Non credo però che per fare questo si debba prendere qualche paese straniero come modello. Ritengo che ci si debba porre obiettivi ambiziosi, pari a quelli dei nostri partner europei, riconoscendo che partiamo da una situazione di svantaggio che renderà per l’Italia più difficile il raggiungimento di tali obiettivi; ma il modello di sviluppo che ci dovremo dare per affermare la chimica verde anche nel nostro paese dovrà essere costruito sulla base della specificità del nostro tessuto industriale, della nostra società e del nostro territorio. Copiare modelli da altre nazioni temo ci porterebbe ad un fallimento che noi e l’ambiente non ci possiamo permettere.

 

Paolo Da Meda

Classe 1971, chimico, Paolo Da Meda entra in Acquaflex immediatamente dopo il conseguimento della laurea (1998) e in questa azienda si sviluppa tutta la sua carriera durante la quale si è occupato di marketing e supporto tecnico commerciale alla rete vendita; attualmente occupa la posizione di Technical field manager. Esperto in trattamento di acqua tecnologiche, di processo e nel controllo del rischio legionellosi, ha operato come consulente per importanti industrie alimentari e chimico farmaceutiche. Collabora con il dipartimento di biomedicina comparate e alimentazione dell’università degli studi di Padova.

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Tags: CSR & imprese