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Le interviste del Direttore: Olio Monini

Filiera dell’olio italiano olio monini

Nonsoloambiente.it si pone da sempre come obiettivo quello di fornire un’informazione chiara e contestualizzata su primari argomenti di attualità che abbiano ricadute dirette o indirette sull'ambiente. In tal senso – ogni martedì – Maria Grazia Persico intervisterà le prime linee di aziende direttamente coinvolte nel tema che desideriamo approfondire.

Filiera dell’olio italiano: reputazione basata su tre pilastri portanti unitamente ad una qualità apprezzabile derivante da una grande attenzione alla biodiversità. Può spiegarci cosa si evince dallo studio condotto dallo studio Ambrosetti per Monini e presentato in occasione dell ultima edizione di Cibus?
Lo studio, una radiografia accurata e trasversale – dal mercato alle innovazioni produttive, dalla produzione all’ambiente, alla nutrizione – dell’universo olio, evidenzia due aspetti fondamentali: il ruolo strategico della filiera olivicola per una transizione in chiave sostenibile del settore agroalimentare europeo; l’enorme potenziale - il più alto tasso di biodiversità olivicola al mondo (583 cultivar, il doppio della Spagna), la varietà di ecosistemi naturali, il patrimonio tecnologico dell’industria di trasformazione – della filiera italiana, che avrebbe tutte le “carte in regola” per primeggiare a livello mondiale, sia in termini di qualità e gusto, sia di proprietà nutraceutiche. Spesso si sente dire che l’olio italiano è – o potrebbe essere – il migliore al mondo. In questo studio viene spiegato il perché.

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Contestualmente all'evidenza dei plus della filiera riscontriamo anche dei minus o quantomeno dei problemi o de limiti ad una crescita e allo sviluppo della filiera? Può spiegarci quali sono i principali intoppi che si riscontrano e come potrebbero essere risolti?
Per l’appunto si parla di primato potenziale. Lo studio evidenzia con chiarezza limiti strutturali e organizzativi – come una distribuzione disomogenea del valore lungo la filiera, la marginalità ridotta per molti attori, la scarsa propensione all’innovazione in olivicoltura, la competizione sui prezzi che spinge a volte la prima distribuzione a concentrarsi solo sulla qualità – che, uniti alla scarsa percezione del prodotto da parte dei consumatori, minano la competitività della filiera. Questi limiti possono essere superati solo con un approccio di sistema.

Da qui nascono le sei proposte, concrete e operative, che l’analisi propone per un rilancio effettivo della filiera, in chiave moderna e sostenibile. In sintesi si raccomanda di promuovere un sistema agricolo a più olivicolture (tradizionale e intensiva), di favorire la creazione di sinergie tra mondo della ricerca e imprese, di pagare il giusto prezzo a tutti gli attori della filiera per aumentare la redditività e favorire investimenti, di adottare pratiche sostenibili per ridurre gli impatti ambientali, di favorire l’educazione sul valore nutrizionale dell’olio di oliva, di promuovere la certificazione di un olio extra vergine premium che assicuri realmente un prodotto di qualità superiore.

In conclusione, guardando al futuro, quanto un reale approccio alla sostenibilità potrà essere di supporto alla filiera e come va contestualizzato questo approccio nel contesto dell’olio extravergine?
La sostenibilità è un fattore chiave e imprescindibile per lo sviluppo futuro della filiera. Come azienda ne siamo fortemente convinti e non a caso a marzo di quest’anno abbiamo presentato il nostro “Piano di Sostenibilità 2020 – 2030”, cuore delle iniziative con cui abbiamo voluto celebrare i nostri primi 100 anni di vita. Si tratta di un progetto di ampio respiro, lungo dieci anni, che parte dalla terra per arrivare alla cultura e all'educazione alimentare. La sostenibilità va infatti intesa come approccio di sistema: non solo ambientale, ma anche economica e sociale.

Noi abbiamo tracciato il nostro percorso verso la sostenibilità, suddividendolo in 3 macro-aree: in campo, dentro la bottiglia, sulla tua tavola. Sul fronte agricolo realizzeremo, tra l’altro, un polmone verde nel cuore dell’Italia, investendo nella produzione integrata e biologica e nell'irrigazione di precisione; sul fronte produttivo rafforzeremo il nostro impegno nell'alta qualità, ma anche nella tracciabilità della bottiglia e nel confezionamento, sempre più leggero ed ecologico; infine sul fronte alimentare rafforzeremo il nostro sostegno alla ricerca scientifica, all'educazione delle nuove generazioni e alla promozione di uno stile di vita sano.

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Tags: agroalimentare