<img height="1" width="1" style="display:none;" alt="" src="https://dc.ads.linkedin.com/collect/?pid=688850&amp;fmt=gif">

Le interviste del Direttore: Luciano Pirovano

Le interviste del direttore Luciano Pirovano

Per le Interviste del Direttore di oggi abbiamo intervistato Luciano Pirovano di Bolton Group.

La Business Unit Food di Bolton Group, tra i leader del mercato del settore conserve ittiche con i marchi Rio Mare, Saupiquet, Isabel e Cuca, è entrata a far parte di Napa, North Atlantic Pelagic Advocacy Group, una delle più importanti coalizioni a livello commerciale per l'approvvigionamento di prodotti ittici sostenibili e certificati. Quali sono le politiche che la Business Unit Food di Bolton Group intende attuare e quali gli obiettivi da raggiungere nel medio-lungo periodo?

Per noi l’adesione a un collettivo di advocacy come il NAPA per combatte l’overfishing degli stock pelagici nell'Atlantico nordorientale, in particolare per gli sgombri, rappresenta la conferma del nostro impegno nell’ambito della sostenibilità ambientale, per la salvaguardia degli oceani e per la promozione di un approvvigionamento ittico sostenibile e certificato per garantire la prosperità di questa risorsa. Crediamo di avere la responsabilità di influenzare il modo in cui operano le aziende del settore ittico, dando il nostro esempio e incentivando un cambiamento positivo verso migliori standard di sostenibilità all’interno della filiera. L’advocacy è, infatti, un commitment che rientra negli obiettivi concordati con WWF nel rinnovo della partnership del 2021 e che ci vede impegnati su diversi fronti, oltre che per la tutela degli stock pelagici del nordatlantico, anche per combattere lo sfruttamento del tonno pinne gialle nell’oceano Indiano.

Per questo motivo nel 2008 abbiamo fondato l’ISSF (International Seafood Sustainability Foundation) con l’obiettivo di emanare normative di autoregolamentazione per tutte le aziende del settore ittico che ne fanno parte. Si tratta di un obiettivo che stiamo perseguendo anche attraverso la partnership trasformativa con WWF, rinnovata nel 2021, che ci ha permesso di raggiungere già importanti risultati in termini di approvvigionamento responsabile. Siamo, infatti, orgogliosi del percorso che stiamo conducendo, che ci ha portati ad avere oltre il 70% dell’approvvigionamento di Rio Mare proveniente da attività di pesca certificate MSC o da aree coinvolte in progetti di miglioramento della pesca credibili e solidi e il 100% dei prodotti completamente tracciabile. Ma non ci fermiamo qui, perché la nostra roadmap prevede un ulteriore ambizioso obiettivo, quello di raggiungere 100% di tonno pescato da fishery certificate MSC o FIPs (Fishery Improvement Projects) credibili e solidi entro il 2024.

Vuoi scoprire di più sulle imprese e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile?  Scarica gratuitamente l'abstract del nostro eBook!

A suo avviso quanto è elevato il livello di attenzione delle aziende in merito alla prevenzione, mitigazione e risarcimento di potenziali impatti negativi provocati dall’attività di impresa lungo la filiera?

In seguito alla proposta dello scorso febbraio di inserimento della normativa sulla due diligence in merito alla sostenibilità ambientale e sociale, il livello di attenzione delle aziende si è alzato e sta portando molte realtà di fronte alla necessità di confrontarsi su questi temi, anche coloro che fino ad ora non avevano riservato particolari sforzi nell’applicazione e nel raggiungimento di determinati standard. La società in questi anni si è evoluta e il consumatore si è trasformato in un soggetto responsabile e consapevole, per cui nel momento in cui la due diligence verrà implementata, le aziende non dovranno dimostrare le proprie azioni e il raggiungimento degli obiettivi stabiliti solo alle istituzioni e ai partner, ma dovranno confrontarsi anche con i consumatori, le cui abitudini di spesa e di consumo sono sempre più influenzati da un tema di trasparenza e – a mio parere – si ricorderanno delle realtà che hanno cominciato a lavorare in questa direzione in tempi non sospetti. Come B.U Food di Bolton Group siamo impegnati su questi temi da circa 15 anni perché consapevoli che un’impresa non sia solo un soggetto economico ma abbia anche una responsabilità ambientale e sociale, da affrontare attraverso un percorso che richiede tempo e massima dedizione per raggiungere risultati concreti. Crediamo, inoltre, che in questo momento sia fondamentale per tutti fare un’obiettiva valutazione del proprio impatto e impostare una strategia comune, condividendo la propria esperienza, per guidare le aziende ad applicare soluzioni concrete in grado di ottenere risultati virtuosi nel breve e nel lungo periodo.

La sostenibilità sociale è probabilmente quella su cui molte imprese incontrano le maggiori difficoltà nel trovare ed attuare delle politiche ad hoc. A cosa è dovuto secondo lei tale fenomeno e quali possono essere le relative soluzioni?

Il tema della sostenibilità sociale è molto complesso perché prevede un confronto sul tema dei diritti umani con tutti i Paesi coinvolti nella propria filiera, che spesso hanno legislazioni e standard molto diversi e non sempre affini ai propri valori. Come azienda, il nostro obiettivo è garantire a tutte le comunità coinvolte nel nostro business delle condizioni di lavoro sicure e dignitose, l’eliminazione delle disuguaglianze e la parità di genere. Noi crediamo molto nell’espressione “Partnership is our Leadership”, e difatti per raggiungere questi obiettivi noi della Business Unit Food di Bolton Group abbiamo scelto di affiancarci a un partner di valore, in grado di guidarci e di aiutarci in questa importante sfida. Siamo stati, infatti, i primi al mondo a stringere una partnership con Oxfam Italia con un approccio multi-paese per costruire una “filiera sempre più equa” e promuovere una nuova visione di “cibo più giusto e sostenibile” anche per le persone che lo producono.

Luciano Pirovano
Luciano Pirovano è entrato in Bolton Group nel 2003 nel ruolo di Marketing Manager of Domestic Business e nel 2008 è diventato responsabile dello Sviluppo Sostenibile. In questo ruolo, coordina lo sviluppo di tre importanti partnership: quelle trasformative con WWF per la Salvaguardia degli Oceani e Oxfam per gli aspetti sociali della filiera, e quella con Global Compact che vede la BU Food di Bolton Group membro dell'Ocean Stewardship Coalition. È, inoltre, socio del comitato esecutivo di ISSF (International Seafood Sustainability Foundation)[1], di cui è stato Chairman per quattro anni. Nel 2021 ha ricevuto anche la nomina a chairman del Working Group di sostenibilità di AIPCE CEP [2].
[1] ISSF: organizzazione globale che riunisce i più autorevoli scienziati e biologi marini, diverse ONG (tra cui il WWF International) e il 75% delle aziende leader dell’industria conserviera del tonno. La Business Unit Food di Bolton Group è tra i fondatori e membri attivi di questa organizzazione. 
[2] AIPCE CEP: Associazione Europea che raggruppa le Associazioni Nazionali dell’Unione Europea dell’intero settore ittico, dal pesce fresco, surgelato al trasformato e conservato.

Scarica l'ebook gratuito: Come rendicontare la sostenibilità d'impresa!

Tags: Rubriche, Le interviste del Direttore