Le interviste del Direttore: Fabio Minoli

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Intervista a Fabio Minoli, direttore della comunicazione, dei rapporti istituzionali e della sostenibilità di Bayer Italia.

Nonsoloambiente.it si pone da sempre come obiettivo quello di fornire un’informazione chiara e contestualizzata su primari argomenti di attualità che abbiano ricadute dirette o indirette sull'ambiente. La rubrica, realizzata su base settimanale e pubblicata nella giornata del martedì,  si basa sulla realizzazione di interviste condotte dal direttore in modo autonomo o a fronte di valutazione di temi o iniziative particolari, corredati di dati. Per informazioni scrivete a: direzione@nonsoloambiente.it

Bayer ha posto al centro della propria mission la sostenibilità. Il mese di aprile è stato costellato da importanti iniziative in ottica green in Italia:
- il 21 aprile è stato dato via libera al progetto “RICCAGIOIA AGRI HUB 5.0” promosso da Regione Lombardia e da alcuni attori pubblici/privati tra cui Bayer;
- Il 22 aprile, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, è stata inaugurata la Foresta Bayer Italia che prevede la piantumazione di 1650 alberi, ciascuno dedicato ad ogni dipendente.
Quali sono quindi le novità nel settore verde che avete in progetto per il futuro?

Come Gruppo leader nel campo della salute e della nutrizione, contribuire allo sviluppo sostenibile è un elemento centrale della strategia aziendale e dei nostri valori fondamentali. Attraverso l’innovazione, promuoviamo un uso responsabile delle risorse per aiutare le persone e il pianeta a prosperare guidati dal nostro scopo "Science for a Better Life" e dalla nostra visione "Health for All, Hunger for None". Come Bayer Italia da anni portiamo avanti attività ed iniziative legate a questo obiettivo comune, come i due esempi citati che meritano di essere considerati in maniera più ampia. Il Riccagioia Agri HUB 5.0, a Torrazza Coste nell’Oltrepò pavese, è un progetto promosso dalla Regione Lombardia con partner del calibro di Coldiretti, Bonifiche Ferraresi, Tim, Intesa San Paolo, Almaviva che combina la funzionalità di un sistema di rappresentanza pubblica e l’efficienza e l’efficacia del sistema privato in un settore, quello dell’agricoltura, dove il modello sostenibile ed innovativo di Bayer sarà un’opportunità di crescita del territorio, grazie al rilancio di questa azienda agricola di oltre 50 ettari. L’obiettivo principale è quello di risparmiare risorse sempre più preziose, come l’acqua, grazie alle nuove tecnologie dell’agricoltura 5.0. di precisione e alla diffusione di queste conoscenze tra gli agricoltori lombardi e nel nostro Paese.

La Foresta di Bayer Italia, in collaborazione con Treedom, è invece un’attività legata più alla comunicazione interna che per noi svolge un ruolo significativo come la comunicazione esterna. Per questo, il 22 aprile in occasione della Giornata della Terra, abbiamo voluto coinvolgere e sensibilizzare i nostri dipendenti sull’importanza della sostenibilità ambientale e della salvaguardia del Pianeta, approfondendo la conoscenza dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030. Con questo progetto abbiamo piantato 1650 alberi, uno per ogni dipendente, in Paesi in via di Sviluppo, dove i benefici ambientali e sociali che ne derivano potranno avere il maggiore impatto possibile. Oltre ai progetti locali, Bayer promuove con assoluta convinzione a livello globale le iniziative volte a rendere le nostre emissioni neutrali rispetto al clima entro il 2030 e stiamo lavorando con i nostri fornitori per ridurre la CO2 lungo tutta la nostra catena del valore. Inoltre, in qualità di leader nel settore agricolo l’obiettivo del Gruppo è di sostenere 100 milioni di piccoli agricoltori nei paesi meno sviluppati entro il 2030. La nostra ricerca e innovazione permetterà a questi agricoltori di aumentare la resa sui terreni agricoli e di ridurre l'impatto ambientale degli agrofarmaci del 30%.

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La sostenibilità è considerata volano dell’economia non solo nelle linee programmatiche comunitarie ma anche italiane. Emblematici in tal senso sono la nomina di un ministro ad hoc per la transizione ecologica e i fondi stanziati dal PNRR nella Missione Rivoluzione verde e transizione ecologica. Crede che l’Italia sia pronta per un cambio di passo del genere?

Il Covid ha aperto la strada a nuove priorità e a nuovi modelli organizzativi. Il PNRR è senza dubbio un’opportunità imperdibile per il nostro Paese, il Governo ha infatti trovato il giusto spazio per ben affrontare la questione della sostenibilità e dell’ambiente. La costituzione di un nuovo Ministero con più ampie deleghe offre un’occasione importante per cercare di assortire le risposte verso quelle che sono le leve legate all’ambiente e allo sviluppo di modelli più sostenibili. È un nuovo modello a 360 gradi che prevede e inserisce la transizione ecologica e la sostenibilità come elementi determinanti e comuni a tutti gli ambiti e aspetti di tenore economico.

Crescita e innovazione sono parole chiave per una realtà come Bayer. Come è stato gestire contestualmente più progetti ugualmente impegnativi in una fase di profonda confusione come quella generata dalla pandemia da Covid-19?

In Bayer Italia abbiamo reagito immediatamente alla situazione. Tre giorni dopo il primo caso “italiano” di Coronavirus è stato istituito un comitato per gestire la crisi. La prima azione è stata quella di mettere in sicurezza i dipendenti avviando immediatamente lo smart working e sospendendo l’attività di visita dei medici per gli informatori scientifici. La nostra reattività e flessibilità ci ha premiato e ha permesso di lavorare in modo efficace ed organizzato per tutti questi mesi. Da una situazione emergenziale abbiamo generato una grande opportunità anche per il futuro. Metteremo in pratica tutti quei processi, dallo smart working ai processi organizzativi digitali, già presenti in azienda ma che la pandemia ne ha decisamente accelerato la diffusione. Il nostro “Next Normal”, frutto di un accordo sindacali, prevede l’alternanza tra lavoro in presenza e in remoto senza più l’obbligo della timbratura, con l’obiettivo di superare la cultura del controllo sul lavoro e promuovere una cultura della responsabilità, della fiducia e della sostenibilità.

 

Fabio Minoli

Fabio Minoli nasce in Messico nel 1960. Dopo la laurea in giurisprudenza alla statale di Milano inizia a lavorare a Torino nel marketing di una primaria società assicurativa. A Milano avvia in Federchimica - la federazione nazionale delle imprese chimiche - la prima significativa esperienza nel settore della comunicazione. Successivamente, dopo un periodo all’ufficio stampa del Gruppo Rinascente, passa a Centromarca come responsabile delle relazioni esterne fino al 1995, anno in cui si dimette perché  eletto consigliere regionale e in seguito parlamentare. Ritorna alla attività manageriale nel 2006 come direttore centrale comunicazione e immagine di Federchimica. Qualche anno più tardi è presidente del Corecom - Comitato Regionale per le Comunicazioni -  della Lombardia. Si trasferisce a Roma nel 2013 come direttore delle relazioni esterne di Confindustria e portavoce del Presidente. Dal 2017 è direttore della comunicazione, dei rapporti istituzionali e della sostenibilità di Bayer Italia. E’ iscritto dal 2000 come pubblicista all’albo dei Giornalisti della Lombardia

 

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