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Le interviste del Direttore: Cecilia Preite Martinez

Le interviste del direttore Oxfam

Per le Interviste del Direttore di oggi abbiamo intervistato Cecilia Preite Martinez di Oxfam Italia.

Oxfam è una Confederazione costituita da 21 organizzazioni che hanno sede in altrettanti Paesi: Australia, Belgio, Brasile, Canada, Colombia, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Hong Kong, India, Irlanda, Italia, Messico, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Québec, Spagna, Stati Uniti d’America, Sudafrica, Turchia. È un movimento che lotta contro le disuguaglianze per porre fine alla povertà e all’ingiustizia ed è anche leader nel settore in merito ai progetti di sviluppo in ambito rurale e nel portare acqua e servizi igienico sanitari nelle emergenze. Qual è l’emergenza da affrontare immediatamente?

Torniamo sempre lì, in ogni angolo del mondo: la sperequazione tra ricchissimi e poveri. Lo abbiamo ribadito con un nostro intervento in questi giorni, a Davos al World Economic Forum 2022: durante la pandemia 573 persone hanno raggiunto lo status di miliardario, mentre circa un milione di persone ogni 33 ore rischia di finire in povertà estrema. La nostra analisi presentata nella giornata inaugurale, ha mostrato come l’emergenza sanitaria abbia avuto un impatto potentissimo soprattutto in tema di disuguaglianze. Oggi, sono 2.668 i Paperoni a livello mondiale con una fetta di ricchezza che ha raggiunto la cifra di 12.700 miliardi di dollari (+3.780 miliardi rispetto al 2020), poco meno del 15% del pil mondiale. Per capire quanto la forbice tra ultra-ricchi e resto della popolazione si sia divaricata nel tempo, basti pensare che nel 2000 la quota di ricchezza sul pil era inferiore al 4,5%. Un fenomeno che sembra non decelerare, oltre che attecchire a tutte le latitudini del Pianeta.

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Oxfam Italia recentemente ha avviato una partnership con I was a Sari, impresa sociale indiana fondata da Stefano Funari nel 2013, che offre accessori e capi contemporanei realizzati donando nuova vita a sari di seconda mano, il capo di abbigliamento tradizionale femminile considerato fonte di orgoglio culturale. Da cosa è nata questa iniziativa e quali sono i progetti in futuro in tal senso?

È più esatto dire che la rafforziamo: la partnership aveva preso avvio nel 2015, e oggi presentiamo il nuovo sito di e-commerce dedicato, shop.oxfam.it, che offrirà una selezione di capi di abbigliamento e accessori realizzati a mano da donne indiane in condizioni svantaggiate, recuperando vecchie stoffe inutilizzate per garantire loro l’indipendenza economica. Un progetto con una doppia anima, il riciclo di materiali inutilizzati trasformati in kimono, pigiami, pantaloni palazzo, preziose mule e accessori e insieme, ancora più importante, il restituire dignità ad un lavoro sartoriale femminile, favorendo l’emancipazione delle donne che li selezionano e li producono generando reddito per sé stesse e le famiglie. Siamo di fatto l’unico distributore in Italia di I was a Sari, e ogni prodotto rispetta integralmente gli standard internazionali del Commercio equo e solidale. Grazie al prefinanziamento, garantiamo alle donne la liquidità per l’acquisto delle materie prime per la loro lavorazione e con il Fair Trade Premium contribuiamo alla realizzazione presso le comunità di attività e infrastrutture sociali e civili. Ogni acquisto rappresenta tutto questo e indossare uno di questi capi, così preziosi per quello che sta dietro, è un segno tangibile di un grande impegno etico.

Quali politiche dovrebbero a suo avviso essere maggiormente supportate da parte dei Governi?

Credo che il nostro manifesto sia molto chiaro in questo. Un sistema di tassazione più progressivo, che porti gli individui più ricchi e le grandi società a pagare la giusta quota di tasse su redditi e ricchezza. Politiche occupazionali che garantiscano ai lavoratori un salario dignitoso e incoraggino le aziende a porre un limite massimo al divario retributivo tra i top manager e i loro dipendenti. In un contesto di forti cambiamenti nel mondo del lavoro è essenziale assicurare la tutela dei diritti dei lavoratori e, operando per la riduzione del precariato. L’innovazione tecnologia dovrebbe contribuire a ridurre le disuguaglianze, non ad accentuarle. Servizi pubblici di qualità in ambito educativo e sanitario, adeguatamente sostenuti dal bilancio pubblico, a cui tutti possano avere accesso senza discriminazioni di alcun tipo e senza disparità dovute al contesto territoriale in cui vivono. Uno sviluppo economico che rispetti i limiti naturali del nostro pianeta, favorendo investimenti in attività e tecnologie a basso impatto ambientale. E, non ultimo, un reale ascolto dei bisogni dei cittadini e non degli interessi di alcune élite privilegiate, rafforzando gli spazi di dialogo con la società civile.

Cecilia Preite Martinez
Responsabile Comunicazione e Community Engagement ad Oxfam Italia, racconto storie di cambiamento e di attivismo ma soprattutto ascolto quello che le persone hanno da dire sulle loro battaglie.

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