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Le interviste del direttore: Andrea Boraschi

Interviste del direttore Andrea Boraschi-1

Intervista a Andrea Boraschi di ANIPLA.

Nonsoloambiente.it si pone da sempre come obiettivo quello di fornire un’informazione chiara e contestualizzata su primari argomenti di attualità che abbiano ricadute dirette o indirette sull'ambiente. La rubrica, realizzata su base settimanale e pubblicata nella giornata del martedì,  si basa sulla realizzazione di interviste condotte dal direttore in modo autonomo o a fronte di valutazione di temi o iniziative particolari, corredati di dati. Per informazioni scrivete a: direzione@nonsoloambiente.it
A.N.I.P.L.A., Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione, è un punto di riferimento per gli operatori del settore. In un momento storico particolarmente delicato quale quello attuale crede che al comparto industriale venga dato da parte delle istituzioni il giusto supporto anche e soprattutto in termini economici?

In risposta alla situazione pandemica e post-pandemica italiana, l’azione delle istituzioni verso il comparto industriale, ma più in generale verso tutte le imprese e PMI italiane, è stato sicuramente lento nel trovare una sintesi nel primo periodo della crisi dovuta a Covid 19, lento (si pensi a Cura Italia uscito solo a fine trimestre 2020 e soggetto a ritardo attuativo) sicuramente rispetto ai maggiori paesi europei e agli stati uniti. Tuttavia, ha poi trovato la sua strada attraverso i più recenti decreti Ristori e Sostegni di fine 2020 e Marzo / Maggio 2021 in cui gli aiuti si sono concentrati su sgravi fiscali, finanziamenti alle imprese e contributi a fondo perduto alle start up. Sono stati poi interventi efficaci in termini economici per il comparto imprese? Si parla di circa 20 miliardi di sussidi nell’ultimo anno e mezzo, a mio parere adeguate visto il nostro bilancio e il periodo infausto. 

Potevano essi essere meglio indirizzati? Si, forse, ma parliamoci chiaro, nello scenario catastrofico che abbiamo vissuto in cui gli effetti a pioggia hanno colpito vite, imprese e comportamenti della popolazione e le cui conseguenze saranno nostre compagne di viaggio per i prossimi anni, io sfido chiunque a sostenere che ci sarebbero potute essere scelte migliori o peggiori. Come sappiamo, la coperta è corta da anni e la pandemia è un altro fattore che tenderà a farla accorciare ancora di più. Ora vediamo cosa succederà col piano di ripresa e resilienza (Next Generation EU) per il quale il Governo ha stanziato l’investimento di circa 24 miliardi di euro in digitalizzazione, innovazione e competitività nel sistema produttivo. Sicuramente esso dovrebbe facilitare l’accesso ai finanziamenti da parte delle PMI che di solito vengono tagliate fuori perché non potrebbero generare garanzie sufficienti alle banche a copertura dei finanziamenti.

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L’automazione è uno strumento essenziale per l’efficientamento del processo produttivo dal momento che consente di ottimizzare l’intera catena. Automazione e digitalizzazione costituiscono un binomio imprescindibile. Crede che il livello di digitalizzazione delle imprese italiane sia competitivo o che ci sia ancora molto da fare in tal senso?

La strada è ancora in salita, soprattutto per le piccole imprese, ma ciò che deve essere chiaro è che il processo di digitalizzazione deve essere facilitato da parte delle istituzioni. mi rifaccio a dati che ci riguardano. Secondo il rapporto DESI 2020 (Digital Economy and Society Index) circa lo stato generale di digitalizzazione dei paesi europei, l’Italia occupa il terzultimo posto in Europa, ma in realtà naviga ben oltre i primi venti già da qualche anno. Secondo il PMI Digital Index 2020 di GoDaddy, effettuato lo scorso luglio su un campione di 4.000 piccole e medie imprese italiane, il grado di digitalizzazione aggregato si attesta su un punteggio di 56/100, due punti in più rispetto al 2019, sempre una ventina di punti più basso rispetto alle concorrenti nord europee. 

Secondo il report di EIB (European Investiments Bank) 2020/2021 che ha preso in analisi 13500 aziende nell’UE, GB e USA,, l’Italia è in ritardo nel processo di adozione di tecnologie digitali rispetto a UE, soprattutto nel settore manifatturiero e PMI che rappresenta la maggior parte dell’occupazione in Italia, mentre è abbastanza ben messo se vediamo la situazione delle medie e grandi imprese (tasso di digitalizzazione maggiore dell’80%). Questo chiaramente non ci deve tranquillizzare, più è marcato il gap di digitalizzazione tra PMI e grandi imprese peggio sarà per la nostra economia. Digitalizzazione significa investimento in capitale umano, specializzazione, competenze trasversali, resilienza e meno vulnerabilità alle crisi di mercato e pandemiche. Il processo di digitalizzazione guiderà sempre più il tasso di occupazione. In generale, le imprese più innovative contribuiranno maggiormente alla crescita dell’occupazione, mentre le imprese poco digitalizzate saranno più soggette a fare scomparire posti di lavoro. Non è più il momento di perdere tempo in posizioni di inerzia e resistenza che, in assenza di una programmazione lungimirante fondata sulla prioritaria rilevanza del digitale, possono determinare gravi conseguenze nell’immediato futuro per la collettività.

Andrea Boraschi

Laureato in Ingegneria Informatica. Responsabile di progetto delle discipline Automazione, Strumentazione e Telecomunicazioni presso XSIGHT by Saipem. Quasi 20 anni di esperienza nella discipline di strumentazione e controllo, prima come fornitore di sistemi di controllo e sicurezza, poi come responsabile e consulente di disciplina in diverse società di Ingegneria, dalla fase di studio di base di impianto alla messa in servizio, in diversi comparti industriali. Completano il profilo l’esperienza nel campo della sicurezza e cybersicurezza funzionali e diversi accrediti internazionali conseguiti negli anni.

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Tags: CSR & imprese