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Le interviste del Direttore: Alessandro Franceschini

Le interviste del direttore Alessandro Franceschini

Per le Interviste del Direttore di oggi abbiamo intervistato Alessandro Franceschini di Altromercato.

Altromercato è la principale realtà di Commercio Equo e Solidale italiana e tra le più grandi al mondo. È un’Impresa Sociale – Soc. Coop. formata da 87 Soci e 225 Botteghe, gestisce rapporti con 140 organizzazioni di produttori in oltre 40 paesi, nel Sud e nel Nord del mondo. Altromercato è una realtà che pone la sostenibilità al centro della propria policy. In merito al settore moda crede che la sostenibilità sia considerata un driver di crescita o di competizione?

C’è una grande attenzione da parte dei consumatori oggi verso la sostenibilità nell’ambito della moda. Questa attenzione ha dato vita ad un fenomeno molto contraddittorio che vede i marchi del lusso fare investimenti importanti e investire molte risorse nella Brand Reputation, implementando una serie di iniziative nell’ambito della responsabilità sociale e ambientale lungo tutta la filiera. È un fenomeno abbastanza recente e interessante che riguarda diversi marchi del lusso e che si scontra con ciò che accade nell’ambito della fast fashion, quel versante opposto della moda che vende capi e accessori a prezzi irrisori. La situazione attuale di crisi ha incrementato ancor di più questa macroscopica differenza pregiudicando tutta una serie di aspetti di equità sociale e qualità della materia prima. I produttori che lavorano in condizioni di grave precarietà nei Paesi più poveri del mondo, vengono pagati sempre meno e lavorano in pessime condizioni. È sempre più urgente un tema di “educazione” del consumatore, una sensibilizzazione rispetto al tema dell’”equa retribuzione”: se il prezzo di un capo o di un accessorio è troppo basso quasi sicuramente c’è una condizione di sfruttamento dell’ambiente e del lavoro delle persone, dall’altro capo del filo. Quindi per rispondere al quesito se la sostenibilità sia considerato un driver di crescita o competizione la risposta è sì, ma solo per i marchi del lusso, molto meno per la fast fashion che “gioca invece al ribasso”.

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Ultimamente si sente parlare prevalentemente di sostenibilità ambientale ed economica. Cosa si potrebbe fare a suo avviso per promuovere la sostenibilità sociale all’interno delle aziende?

Il tema della sostenibilità in Italia si è tinto di verde, c’è quindi l’errata percezione che sostenibilità voglia dire riduzione degli inquinanti, ma in realtà come ci insegnano i 17 SdGoals delle Nazioni Unite la sostenibilità è un processo molto più complicato che riguarda gli aspetti sociali, economici e ambientali. Altromercato infatti ha creato questo slogan: ”Prosperity for people and planet”, nel senso che pone lo sviluppo economico alla base delle condizioni di sviluppo della sostenibilità sociale e ambientale. Noi stiamo lavorando con aziende che puntano molto sulla CSR reale, non raccontata, che credono che il tema della sostenibilità debba entrare nel core dell’azienda. In quel momento il marchio diventa credibile per il consumatore e si percepisce anche all’esterno che la sostenibilità è agita. Il tema della sostenibilità sociale è meno sentito rispetto a quello ambientale, ma per noi è cruciale. Potremmo fare moltissimi esempi di casi in cui non esiste il tema dell’equità sociale e del welfare e a maggior ragione è sentito ancor meno il tema della sostenibilità ambientale. D’altronde come sottolineate anche voi, la sostenibilità “Non è solo ambiente”.

Per la promozione di una cultura sostenibile è necessaria una consapevolezza importante da parte della comunità. Crede che le Istituzioni adottino le politiche più efficaci per poter sensibilizzare i cittadini all’adozione di pratiche rispettose dell’ambiente e dei diritti sociali?  

L’educazione verso una cultura della sostenibilità è centrale; il lavoro culturale è imprescindibile come dice anche Don Luigi Ciotti nella prefazione al mio libro “Consumi o scegli? Il potere della sostenibilità per cambiare l’economia”. Don Ciotti scrive così: “La vera leva del cambiamento, lo sappiamo bene, è quella educativa e culturale. È sul quel piano, simbolico ma capace di orientare le azioni, che occorre oggi più che mai investire, per evitare che i disastri già ora evidenti diventino irreparabili”. C’è una maggiore attenzione a livello politico dettata anche dalle richieste dell’Europa. Se ne parla molto di più di qualche tempo fa. Ci sono dei buoni esempi a livello istituzionale e si può fare molto di più anche a livello locale, come nella ristorazione scolastica, come quelle realtà che sostengono le attività del Commercio equo e Solidale locale, le leggi regionali dedicate al Commercio equo. Iniziative specifiche che sostengono a vario titolo il Commercio equo e Solidale. Noi vogliamo stare all’interno del mercato quindi non vogliamo aiuti speciali, ma per noi più che per altre realtà profit sono molto importanti proprio le azioni di sensibilizzazione del cittadino. Alla fine è lui che deve decidere da che parte stare.

Alessandro Franceschini
Nasce a Treviso nel 1971, è Presidente di Altromercato dal giugno 2020 e da quasi 30 anni è impegnato attivamente nell’ambito del Commercio Equo e Solidale italiano. A Treviso è tra i fondatori della Fiera 4 passi, una delle fiere più importanti del nord est sulle tematiche della sostenibilità, fiera che coordina fino al 2019. Nel 2010 diventa presidente di AGICES, Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale, oggi Equo Garantito - l’associazione di categoria delle organizzazioni di fair trade italiane fino al 2016. Durante la sua presidenza ha seguito l’iter di approvazione alla Camera dei Deputati della Legge Nazionale sul Commercio Equo e Solidale (marzo 2016). Nel 2015 dà inoltre un importante contributo all’organizzazione della Fair Trade Week a Milano, con il più grande evento mondiale di Commercio Equo e Solidale mai organizzato, in parallelo all’Assemblea globale del World Fair Trade Organisation. Dal giugno 2020 assume il ruolo di Presidente di Altromercato e coordina il Comitato Brand Identity con l’obiettivo di stabilire le linee guida di uso del brand. Franceschini fa inoltre parte del Comitato Scientifico di NeXt (Nuova Economia per tutti). Laureato in Lettere Moderne, Filologia romanza, Storia, Italianistica, Filologia dantesca, crede ci sia molto bisogno di umanesimo nel mercato ed è convinto che, nell'economia, un approccio che tenga presenti istanze non prettamente economiche sia l’unica via possibile. Ha scritto diversi testi teatrali, alcuni testi per bambini e un breve saggio sullo sviluppo sostenibile dal titolo “Riprendiamoci la terra!”, (Altreconomia edizioni, prefazione di Carlo Petrini), oltre a vari articoli.

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