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La cartiera di Cuneo salvata dai dipendenti: storia di un'eccellenza ambientale

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I dipendenti della cartiera Pirinoli hanno salvato l’azienda dalla chiusura e l’hanno trasformata in un modello di economia circolare.

La cartiera Pirinoli, a pochi chilometri da Cuneo, produce carta per imballaggi dal 1872 e all’inizio del 2000 è tra le prime 10 in Europa. Una realtà florida che opera in Italia e in Europa ma che nel 2012 non ottiene i ritorni sperati: dopo aver licenziato i 154 lavoratori la cartiera di Roccavione dichiara fallimento. Molti dei dipendenti però non si sono rassegnati: per tre anni hanno presidiato lo stabilimento giorno e notte, mantenendo i macchinari attivi e operativi. A regalare una nuova vita alla cartiera ci hanno pensato proprio i lavoratori. L’azienda è stata rilevata infatti dagli stessi dipendenti come cooperativa orientata verso l’economia circolare. Nel 2015 la produzione è ripartita con performance encomiabili. La cartiera ha ottenuto già nel 2006 l’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.), dimostrando di rispettare tutte le normative internazionali riguardanti consumi ed emissioni nel pieno rispetto di quanto previsto nelle B.A.T. (Best Available Technics).

Oltre l’80% delle fibre utilizzate proviene da carta riciclata proveniente dalla raccolta differenziata, solo il 5% dell’acqua che serve per la produzione viene prelevato dal fiume, il 95% dell’acqua, previo trattamento, viene riutilizzata nel processo produttivo. La Cartiera Pirinoli necessita di meno di 10 litri d’acqua per kg di cartoncino prodotto.

Il 100% dei fanghi provenienti dagli impianti di depurazione delle acque (pigmenti, fibre, fanghi biologici, cariche minerali) viene riutilizzato per la produzione.

Quanto alle emissioni in atmosfera, i fumi emessi sono costituiti principalmente da vapore acqueo e, grazie alla cogenerazione, i gas di scarico hanno unlivello bassissimo di COe sono praticamente esenti da CO.

 

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La nuova centrale di cogenerazione ad alto rendimento installata presso la cartiera Pirinoli S.C. è stata progettata nell’ambito del POR FESR 2014-2020 della Regione Piemonte e l’intervento è stato finanziato con il concorso di risorse comunitarie del FESR, dello Stato Italiano e della Regione Piemonte.
Il nuovo impianto di cogenerazione ad alto rendimento, alimentato a gas naturale, è basato su una tecnologia con turbina a gas a ciclo semplice di costruzione SOLAR TURBINES. L’impianto produce energia elettrica e termica che copre l’intero fabbisogno del sito produttivo dell’azienda; grazie alle tecnologie di ultima generazione applicate, permette un elevato recupero dell’energia termica dei fumi, evitandone la dispersione nell’ambiente. Il nuovo impianto avrà un impatto positivo sulle emissioni di COed NOin atmosfera, sia a livello locale che sistemico. Inoltre, grazie alle nuove tecnologie, l’impianto avrà ottime ricadute in termini di inquinamento acustico, tutto ciò in linea con le politiche ambientali della Regione Piemonte.

La cartiera oggi ha 70 soci-lavoratori, finiti sulla ribalta nazionale e al centro di studi in corsi universitari per aver trasformato la chiusura in rinascita.

Lo scorso dicembre la cartiera ha vinto la tredicesima edizione del Premio “Luisa Minazzi – Ambientalista dell’anno” promossa da Legambiente. Il riconoscimento è stato assegnato ai soci dello stabilimento di Roccavione (Cn) a Casale Monferrato (Al), la città piemontese teatro da alcuni anni dell’importante riconoscimento.

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Tags: Economia Circolare