Inquinamento, causa principale dell’ infertilità maschile

Gli studi in materia non lasciano adito a dubbi: c’è un nesso tra inquinamento e infertilità maschile.

L’inquinamento è un fattore determinante quando si parla di infertilità maschile. Secondo i ricercatori, le cause dell’infertilità maschile non sono da ricercare esclusivamente nella genetica o nell’età, ma soprattutto nell’incidenza di fattori esterni, come il fumo, l’alcol e l’alimentazione.

Questa tematica è stata ampiamente dibattuta durante il primo Congresso Nazionale sulla Procreazione Medicalmente Assistita, svoltosi a Firenze lo scorso febbraio. In questo frangente i ricercatori, dati alla mano, hanno analizzato l’incidenza di fattori ambientali sulla fertilità degli uomini, rivelando che il numero degli spermatozoi presenti nel liquido seminale negli ultimi 30 anni si è dimezzato.

Ma quali sono i fattori legati all’inquinamento che più incidono su questo preoccupante trend "destinato a peggiorare ulteriormente"? Nel 60% dei casi, l’infertilità è causata dall'esposizione ad agenti inquinanti, soprattutto alle polveri sottili.

 

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Anche l’esposizione a fonti di calore e radiazioni costituiscono una minaccia per la fertilità maschile: proprio per queste ragioni, le professioni più a rischio sono quelle dell’operaio e del cuoco.

La fertilità delle donne non è immune dall’intervento dannoso di fattori esterni: in pole position l'abuso o un uso poco attento di alcuni farmaci, come l'ibuprofene. Tra le cause dell’infertilità che accomunano entrambi i sessi vi sono diversi elementi di tossicità presenti in alcuni alimenti o nelle bevande, tra cui la stessa plastica utilizzata per l’imbottigliamento.

Pensa, ad esempio, alla plastica delle bottiglie d’acqua minerale: come sai, se esposte alla luce del sole per lunghi periodi, queste rilasciano sostanze a base di estrogeni sintetici, minacciando quindi la fertilità maschile.

Purtroppo sono tantissimi gli agenti chimici con cui entriamo in contatto ogni giorno che impattano sulla nostra salute (e sulla nostra fertilità): ne sono esempi iperfluorati, contenuti in diversi prodotti di uso comune, gli ftalati, impiegati nei giocattoli per bambini e i parabeni, presenti soprattutto nei profumi e nei saponi.

Oltre ai fattori sopracitati, è bene ricordare i “soliti noti”, come fumo e alcol.

Ad illustrare l’influenza dell’inquinamento sull’infertilità è Il professor Luca Mencaglia, specialista in Ginecologia e Ostetricia e direttore dell’Unità Operativa Complessa Centro PMA USL sud-est Toscana:

"Alcuni ambienti particolarmente sottoposti a inquinanti, come l'area di Pescia (Pistoia), dove sono presenti strutture che fanno uso di concimi e fertilizzanti, possono mettere a rischio la fertilità maschile".

Come abbiamo detto, queste influenze sono strettamente correlate allo stile di vita e, soprattutto, al lavoro che si svolge. I cuochi, esposti costantemente a fonti di calore, rappresentano una categoria di lavoratori a rischio, così come gli operai.

A ricoprire un ruolo fondamentale è anche l’alimentazione. Secondo gli esperti, per ridurre il rischio di infertilità è bene seguire un regime alimentare equilibrato come la dieta mediterranea. Alcune verdure, che contengono sostanze antiossidanti, possono aiutare a migliorare la fertilità, fermo restando che non esistono ricette miracolose in tal senso.

Dieta mediterranea e stile di vita salutare, se associati alle tecniche di concepimento assistito, possono aumentare le possibilità di procreazione.

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