Italia da record: nel 2017 recuperato quasi il 100% degli oli esausti

Continuano a migliorare le prestazioni italiane nel recupero degli oli usati: con quota 99%, la filiera italiana è un modello per tutta l’Europa.

Il Villaggio per la Terra, manifestazione organizzata da Earth Day Italia a Roma dal 21 al 25 aprile, ha promosso la sensibilizzazione e la formazione nei confronti delle tematiche ambientali, ma è stato anche occasione per la diffusione di buone notizie. Su tutte, il record dichiarato dal main sponsor dell’evento, il Conou (Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati): nel 2017 l’Italia è riuscita a recuperare il 99% degli oli usati raccoglibili. Gli oli esausti recuperati sono stati conferiti alle imprese di rigenerazione e sono stati trasformati in nuove basi lubrificanti, per essere poi reimmessi sul mercato.

Ad un passo dal 100%, il nostro Paese vanta un primato europeo e registra un miglioramento del 3,5% rispetto al 2016. Un numero che può sembrare piccolo, ma che così piccolo non è: la differenza è di circa 5.000 tonnellate di oli che, se sversati in acqua, avrebbero potuto inquinare una superficie grande 25 volte il lago di Garda.

Gli oli minerali usati costituiscono un pericolo non solo se sversati in acqua: dispersi nel terreno, possono raggiungere le falde acquifere e contaminare l’acqua potabile usata per l’irrigazione e per il consumo umano. Se bruciati, invece, immettono nell’atmosfera sostanze altamente inquinanti e pericolose per la salute.

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Nel 2017 sono state raccolte 182.252 tonnellate di olio lubrificante usato, pari al 45,2% del totale immesso al consumo in Italia nel corso dell’anno: considerando che oltre il 50% degli oli viene consumato durante l’utilizzo nei motori dei veicoli e nei macchinari industriali e che quindi costituisce una frazione non recuperabile, il dato equivale al 99% del potenziale raccoglibile.

Il recupero si traduce in un doppio risparmio: innanzitutto economico, dal momento che il riciclo di oltre 17.000 tonnellate di oli usati ha permesso di risparmiare oltre 52 milioni di euro sulle importazioni del petrolio greggio. Non meno importanti i risultati ambientali: grazie al recupero degli oli esausti è stato evitato di immettere 40mila tonnellate di CO2 nell’atmosfera e sono stati risparmiati 473mila metri cubi d’acqua, 240mila tonnellate di risorse naturali, fossili e minerali e infine 717 ettari di terreno.

Oggi, il Consorzio si può permettere di celebrare i propri risultati, ma continua anche a guardare avanti, a quell’obiettivo 100% spesso considerato come utopia. “Siamo convinti di aver creato le premesse utili per continuare a far crescere la nostra filiera e per incrementare ulteriormente le performance: i primi risultati ci danno ragione ed evidenziano che siamo sulla buona strada”, ha commentato il Presidente del Conou Paolo Tomasi.

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