Cuki Save Bag: un nuovo modo di pensare al cibo

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Contro lo spreco alimentare nasce il progetto congiunto tra Cuki e Banco Alimentare Onlus: Cuki Save Bag, per sensibilizzare sia i ristoratori che consumatori.

Quante volte al ristorante o in un fast food lasciate nel piatto più o meno metà della porzione di cibo che non avete consumato durante il pasto? E ancora, in quanti chiedete al cameriere di poter portare a casa il cibo avanzato per poterlo consumare in un secondo momento?

Secondo un'indagine svolta da Cuki chiamata “Doggy bag, a chi?”, volta a comprendere il tema dello spreco alimentare analizzando le abitudini alimentari degli italiani fuori casa, si evidenzia che il 58% degli intervistati non chiederebbe al cameriere di portare via il cibo perché ritenuta una cosa vergognosa non solo nei confronti del cameriere stesso ma specialmente verso le persone presenti al ristorante che vedrebbero il soggetto portare via gli avanzi. Il 37% si sente invece frenato poiché teme di essere l'unico a fare tale richiesta.

La colpa non è solo dei clienti ma anche gli stessi ristoratori che, nel 77% dei casi, non propongono “mai o raramente” ai clienti di portare via il cibo avanzato nelle classiche doggy bag.

Per sensibilizzare le persone e per combattere lo spreco alimentare, grazie anche alla legge Gadda (n. 166/16) in vigore dal 2016, nasce il progetto congiunto tra Cuki e Banco Alimentare Onlus chiamato Cuki Save Bag.

Il cibo avanzato verrebbe riposto in una pratica vaschetta in alluminio avvolta da una fascetta in cartoncino a forma di maniglia per agevolarne il trasporto (Kit Save Bag).

Il progetto ha un duplice scopo: in primis quello etico, ovvero sensibilizzare clienti e ristoratori ed introdurre un nuovo tipo di pensiero allontanando la vergogna di farsi impacchettare il cibo avanzato; in secondo luogo quello materiale, ovvero portare alla luce la lotta contro lo spreco alimentare. Purtroppo i dati relativi allo spreco alimentare evidenziano che siamo ancora lontani da un comportamento responsabile: il 40% degli italiani infatti avanza cibo al ristorante e questo è destinato alla discarica.

Oltre agli sconcertanti dati dello spreco di cibo vi è un altro dato allarmante: secondo uno studio condotto dalla FAO viene stimato che la perdita economica annua legata allo spreco alimentare nel mondo si aggira intorno ai 1.000 miliardi di euro, equivalenti all'emissione in atmosfera di 13 tonnellate l'anno di CO2. Numeri che, secondo la FAO, basterebbero a  fornire energia all’intero territorio italiano per più di 3 anni.

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Un'altra ricerca, sempre svolta da Cuki, ha voluto indagare come viene consumato il cibo che viene portato a casa: il 55% degli intervistati asserisce che viene condiviso tra i membri della famiglia evidenziando la convivialità del pasto, il 37% consuma personalmente e solo il 6% darebbe il cibo al proprio cane. Da questo ultimo interessante dato nasce quindi spontanea la domanda: se solo il 6% porta a casa il cibo avanzato per darlo al proprio cane, non è forse solo il nome doggy bag a frenare il consumatore e a metterlo in imbarazzo nel chiedere di poter portare a casa il cibo? Il 17% degli intervistati ha risposto infatti che è proprio il nome a frenare tale richiesta.

La pratica di portare via il cibo avanzato dal ristorante è già da anni una normale abitudine all'estero ed anche nel nostro Paese è evidente che deve entrare a far parte delle pratiche quotidiane senza timore e vergogna.

Oltre mille ristornati e catene hanno aderito all'iniziativa tra questi anche famose catene come Old Wild West, Pizzikotto, American Graffiti, Eataly e le Osterie Slowfood.

Carlo Bertolino, Direttore Marketing Divisione Largo Consumo di Cuki Cofresco s.p.a ha dichiarato: “Siamo molto contenti che Old Wild West sia al nostro fianco nella lotta allo spreco alimentare contribuendo a diffondere una buona pratica come quella di portarsi a casa il cibo non consumato nei ristoranti. Cuki, inoltre, è da tempo impegnata nell'attività di responsabilizzazione sociale, offrendo i propri contenitori per il trasporto, la protezione e la conservazione degli alimenti a sostegno del progetto Siticibo del Banco Alimentare: con il progetto Cuki Save Bag in 7 anni sono state oltre 3 milioni di porzioni di cibo non consumato dalle mense aziendali, scolastiche e ospedaliere, unitamente a prodotti freschi, frutta e pane, destinate agli enti caritativi  impegnati ad offrire pasti agli indigenti”.

Quando andate a mangiare fuori casa e avanzate cibo nel piatto non abbiate quindi timore di un giudizio altrui ma fate la scelta etica di farvelo impacchettare e consumatelo con comodità a casa, da soli o con la vostra famiglia. Sprecare un buon piatto è uno schiaffo alla povertà, all'economia e all'inquinamento. Fate una scelta etica per voi e per l'ambiente.

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