Come progettare la resilienza di infrastrutture nei confronti di eventi naturali e cambiamenti climatici

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Come reagisce un territorio al verificarsi di un evento naturale? Come può una comunità ripartire dopo una catastrofe naturale e aumentare la propria capacità di far fronte a nuovi eventi? A queste e ad altre domande cerca di dare una risposta l’ingegneria della resilienza. La capacità di resistere, assorbire, reagire e adattarsi agli effetti di un evento naturale estremo da parte di un territorio e del suo tessuto sociale, è l’oggetto di studio dell’ingegneria della resilienza.

Lo studio della resilienza può coinvolgere più livelli di dimensioni e funzionalità sistemiche. Il framework PEOPLES è uno strumento usato e riconosciuto a livello internazionale, spiega i dettagli di questi livelli fornendo agli operatori una chiara traccia degli elementi da considerare:

  • Population: Popolazione e demografia
  • Environmental: Ambiente e servizi ecosistemici
  • Organizational: Servizi pubblici organizzati
  • Physical: Infrastrutture fisiche
  • Lifestyle: Competenza e capacità auto organizzativa
  • Economic: Sviluppo economico
  • Social/Cultural: Capitale socio-culturale

Scopri le relazioni tra cambiamenti climatici e rischio di frana in uno studio  di analisi condotto in Italia

L’output che ne emerge è frutto dell’aggregazione in un’unica valutazione complessiva dei risultati riferiti a ciascun livello. In questo modo è possibile delineare quali sono i livelli di resilienza attuali e quali quelli relativi a scenari futuri, considerando l’evoluzione naturale dell’area, gli effetti di decisioni strategiche e le conseguenze di possibili pericoli naturali (terremoti, frane, ondate di calore, esondazioni, ecc.) o antropogenici (terrorismo, disastri legati a infrastrutture, ecc.).

Da un punto di vista operativo, l’ingegneria della resilienza tiene conto di variabili quali:

  • Funzionalità: livello di "prestatività" di un sistema o di una o più componenti, intesa come grado di capacità di svolgere una funzione o di integrità strutturale in rapporto a soglie definite dall’analista. La funzionalità può essere stimata qualitativamente e/o quantitativamente, a seconda dell'oggetto dello studio e dei dati e modelli disponibili.
  • Periodo di controllo: intervallo temporale nel quale si stima l’andamento della funzionalità al fine di calcolare la resilienza.

Gli stravolgimenti climatici che affliggono il Pianeta rendono necessaria, in particolare, un’analisi dell’adattamento del territorio e delle infrastrutture ai cambiamenti climatici. Gli eventi estremi che avvengono con sempre maggiore frequenza, in conseguenza del mutamento delle condizioni atmosferiche, incidono non poco sulle caratteristiche di un’area. In particolare nei sistemi antropici, caratterizzati da notevole complessità e dalla compresenza di numerose strutture, infrastrutture e di popolazioni vulnerabili, le azioni di adattamento al clima cercano di limitare i danni e di aumentare la capacità dei sistemi di fare fronte piú efficacemente a tali eventi, sia dal punto di vista della prevenzione del danno, sia da quello del ripristino del proprio funzionamento.

La realizzazione di un’analisi di tale complessità richiede un approccio consulenziale, e in Italia sono poche le realtà con competenze così specifiche e trasversali. Tra queste la Georisk Engineering S.r.l, società di ingegneria toscana, è in grado di realizzare accurati studi di ingegneria della resilienza. Il metodo del team toscano è composto dai seguenti step: 

  • raccolta e analisi di indicatori qualitativi e/o quantitativi di resilienza;
  • sviluppo e implementazione di modelli di funzionalità e resilienza;
  • stima della resilienza;
  • progettazione "resilience-based";
  • mappatura e restituzione cartografica della resilienza mediante GIS.

In particolare, l'analisi e la progettazione "resilience-based" costituiscono ausili utili e importanti per le Amministrazioni e per gli stakeholder nella pianificazione della funzionalità e dell'adattamento di comunità o territori, grazie alla creazione di scenari rappresentativi dello stato attuale e dell'evoluzione futura delle comunità.

Nel suo etimo latino, resalio significa saltare. Il verbo metaforicamente indica l’azione di risalire su una barca dopo una tempesta. Forse è questo il vero significato della resilienza e dell’ingegneria della resilienza: essere pronti a mettersi in salvo dopo il verificarsi di un evento naturale, cercando di ridurre al minimo le perdite umane, ambientali e infrastrutturali e imparando a fortificarsi nei confronti di pericoli sempre più frequenti.

Rischio di frana in Italia: scarica lo studio condotto su un tratto di  autostrada Napoli-Salerno

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