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L’accordo con Banco BPM lega le condizioni finanziarie alle performance ambientali, sociali e di governance del Gruppo
Terna compie un nuovo passo nel percorso di integrazione della sostenibilità nella propria strategia industriale sottoscrivendo un Credit Facility Agreement ESG-linked da 100 milioni di euro con Banco BPM. L’operazione, annunciata il 30 marzo 2026, prevede una durata complessiva di cinque anni e introduce un meccanismo che collega il tasso di interesse anche al raggiungimento di specifici indicatori ambientali, sociali e di governance. La struttura ESG-linked della linea di credito rappresenta uno strumento sempre più diffuso nella finanza sostenibile e conferma la volontà del gestore della rete elettrica nazionale di integrare criteri ESG nelle scelte finanziarie, rafforzando la coerenza tra obiettivi industriali e responsabilità verso gli stakeholder. L’accordo consente a Terna di disporre di ulteriore liquidità in linea con la solidità finanziaria del Gruppo, consolidando al tempo stesso un modello di business orientato a valorizzare la sostenibilità come leva strategica di creazione di valore nel medio-lungo periodo.
L’operazione si inserisce nel più ampio percorso intrapreso dall’azienda per sostenere la transizione energetica del Paese attraverso investimenti infrastrutturali, innovazione tecnologica e strumenti finanziari coerenti con gli obiettivi europei di decarbonizzazione. In questo contesto, l’adozione di strumenti di finanza ESG-linked rafforza il posizionamento di Terna tra gli operatori energetici maggiormente impegnati nell’allineamento tra performance economica e sostenibilità ambientale e sociale.
Operazioni di finanziamento ESG-linked come quella sottoscritta da Terna si inseriscono in una tendenza sempre più consolidata nel settore energetico europeo, dove l’accesso al credito viene progressivamente associato a obiettivi misurabili di sostenibilità. Questo tipo di strumenti consente alle utility infrastrutturali di rafforzare l’allineamento tra strategia industriale, requisiti della finanza sostenibile e aspettative degli investitori istituzionali, sempre più orientati a valutare le performance ESG come indicatori della resilienza e della capacità di generare valore nel lungo periodo. Nel mercato europeo dei prestiti sindacati, i finanziamenti sostenibili rappresentano ormai circa il 19% del totale e, all’interno di questa categoria, oltre il 90% è costituito proprio da strumenti sustainability-linked, che collegano il costo del debito al raggiungimento di indicatori ESG misurabili.
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