Quanto è sostenibile il Festival della canzone italiana?
Sostenibilità

Quanto è sostenibile il Festival della canzone italiana?

Ogni febbraio, la città ligure diventa il centro della musica italiana e dell’attenzione mediatica. Ma accanto a paillettes, share record e polemiche artistiche, cresce una domanda sempre più pressante: quanto è sostenibile il Festival di Sanremo?

Negli ultimi anni il tema ambientale è entrato — almeno nelle dichiarazioni — nell’agenda dell’organizzazione guidata dalla RAI. Tuttavia, come spesso accade nei grandi eventi, il bilancio tra impegni annunciati e impatti reali resta complesso e merita un’analisi più approfondita.

I passi avanti: meno plastica e più attenzione ai rifiuti

Tra le iniziative più visibili c’è stata la progressiva riduzione della plastica monouso nelle aree ufficiali del Festival. Bottiglie in vetro o borracce riutilizzabili hanno sostituito — almeno in parte — i contenitori usa e getta dietro le quinte e nelle zone stampa.

Il Comune di Sanremo, inoltre, ha rafforzato negli ultimi anni la raccolta differenziata durante la settimana della kermesse, con isole ecologiche temporanee e campagne di sensibilizzazione per residenti e turisti. Sono segnali importanti, soprattutto considerando l’enorme afflusso di persone che la manifestazione genera.

Positivo anche l’aumento dell’attenzione verso la mobilità urbana: più navette, limitazioni al traffico in alcune aree centrali e inviti all’uso dei mezzi pubblici. Misure utili, ma ancora lontane da una vera strategia di mobilità sostenibile su larga scala.

Il nodo energetico: l’impronta del grande spettacolo

Il cuore del problema resta però l’energia. Un evento televisivo di questa portata — con scenografie monumentali, illuminazione intensiva e produzione in diretta — comporta consumi energetici molto elevati.

Negli ultimi anni la RAI ha dichiarato di lavorare su produzioni sempre più efficienti e di ricorrere in parte a energia da fonti rinnovabili. Tuttavia, i dati pubblici dettagliati sull’impronta carbonica complessiva del Festival restano limitati. Per un evento che ambisce a essere vetrina nazionale, la trasparenza su questo fronte sarebbe un passo decisivo.

Un altro elemento critico riguarda l’indotto: alberghi pieni, voli e treni aggiuntivi, logistica per artisti e troupe. È qui che si concentra una quota significativa delle emissioni, spesso difficili da monitorare ma tutt’altro che marginali.

Comunicazione green: tra sensibilizzazione e rischio greenwashing

Sul palco dell’Ariston il tema ambientale è comparso più volte, attraverso monologhi, ospiti e campagne social. La visibilità del Festival rappresenta indubbiamente un megafono potente per diffondere messaggi sulla sostenibilità.

Il rischio, però, è quello del greenwashing: quando la narrazione ecologica corre più veloce delle trasformazioni concrete. Per evitarlo servono obiettivi misurabili, report pubblici e una strategia ambientale strutturata che vada oltre le singole iniziative simboliche.

In questo senso, alcune buone pratiche internazionali — come la certificazione degli eventi sostenibili o il calcolo ufficiale delle emissioni — potrebbero diventare il prossimo passo evolutivo per Sanremo.

L’impatto sulla città: economia locale vs pressione ambientale

Per Sanremo il Festival è una risorsa economica enorme: alberghi al completo, ristoranti pieni, visibilità internazionale. Tuttavia, l’impatto ambientale locale non è trascurabile.

Durante la settimana della manifestazione aumentano:

  • produzione di rifiuti urbani
  • traffico veicolare
  • consumi idrici ed energetici
  • pressione sulle infrastrutture cittadine

La sfida per l’amministrazione comunale è trasformare questo picco in un laboratorio di sostenibilità urbana. Alcuni segnali ci sono — come i piani per la mobilità e la gestione dei rifiuti — ma manca ancora una visione integrata di lungo periodo.

Cosa potrebbe fare di più il Festival

Se l’obiettivo è diventare un modello di evento culturale sostenibile, i margini di miglioramento sono ampi. Tra le azioni più incisive:

  • pubblicazione annuale dell’impronta carbonica del Festival
  • obiettivi di riduzione delle emissioni verificabili
  • maggiore uso di scenografie modulari e riutilizzabili
  • incentivi forti alla mobilità ferroviaria per pubblico e addetti
  • certificazioni ambientali indipendenti

Non si tratta solo di reputazione: eventi musicali e televisivi in tutta Europa stanno accelerando su questi fronti, e Sanremo rischia di inseguire anziché guidare.

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