Cartello autocarri, svolta storica: il Tribunale di Milano riconosce i risarcimenti alle imprese di autotrasporto
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Cartello autocarri, svolta storica: il Tribunale di Milano riconosce i risarcimenti alle imprese di autotrasporto

Risarcimenti fino a 13.000 euro a veicolo per le aziende aderenti a CNA Fita: una vittoria che valorizza la rappresentanza collettiva come strumento di giustizia economica per le PMI

Un risarcimento medio di 13.000 euro per ciascun veicolo acquistato tra il 1997 e il 2011. È questo l’esito della sentenza del Tribunale di Milano che segna una vittoria simbolica e concreta per centinaia di imprese aderenti a CNA Fita Lombardia, impegnate da anni in una complessa battaglia legale contro il cartello illecito dei principali costruttori di autocarri. L’azione risarcitoria collettiva era stata avviata nel 2017 a seguito della decisione della Commissione Europea che aveva accertato l’esistenza di un’intesa restrittiva tra le maggiori case produttrici di camion, colpevoli di aver coordinato i prezzi di vendita per anni, a danno diretto degli acquirenti.

Con il supporto dello Studio Legale Scoccini & Associati e della società A.L.I. – Antitrust Litigation Investment S.p.A., CNA Fita ha promosso una delle azioni antitrust più rilevanti del contesto italiano, culminata in una sentenza che riconosce un risarcimento pari all’8% del prezzo di acquisto dei mezzi, ben al di sopra della media del 5% solitamente applicata dai tribunali europei. Un traguardo che premia l’impegno dell’associazione e il ruolo centrale della rappresentanza collettiva nella tutela delle piccole e medie imprese del trasporto su strada. «È un grande risultato che premia il lavoro avviato nel 2017 da CNA FITA a tutela degli autotrasportatori lombardi e italiani», ha dichiarato Riccardo Gervasoni, Presidente di CNA FITA Lombardia. «Invitiamo tutte le imprese che ancora non l’hanno fatto a contattare la propria CNA territoriale per aderire all’azione».

Il riconoscimento arriva anche grazie al rifiuto, da parte di alcune case costruttrici, di trovare soluzioni transattive eque. Le analisi economiche presentate dagli esperti CNA Fita hanno permesso ai giudici di stabilire con precisione l’entità del danno economico, trasformando un contenzioso lungo e complesso in un’opportunità di giustizia concreta per centinaia di imprese del comparto. Oggi la sentenza – pur non ancora definitiva – assume un valore emblematico nel panorama del contenzioso antitrust italiano, indicando una strada percorribile per molte altre realtà produttive colpite da pratiche anticoncorrenziali. Una battaglia che non solo risarcisce il passato, ma rafforza la cultura della legalità e della trasparenza nell’economia reale.

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