Italia che ricicla 2023, Perrotta: “Ecco i tre punti per l’Agenda 2024-2025”
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Italia che ricicla 2023, Perrotta: “Ecco i tre punti per l’Agenda 2024-2025”

Dalla presentazione del Rapporto annuale “L’Italia che Ricicla 2023” tenutasi oggi a Roma, sono emersi diversi dati relativi al settore del riciclo e nella produzione di nuovi materiali da rifiuti.

In particolare, l’Italia risulta in buona posizione per il raggiungimento di alcuni obiettivi UE al 2025 e al 2035: il riciclo dei rifiuti urbani ha raggiunto quota 51,4% (obiettivo 2025: 55%), il tasso di riciclo degli imballaggi il 72,8% (ben oltre il target del 65% al 2025). 

Ma più del presente contano gli obiettivi per il domani che sono stati definiti da Elisabetta Perrotta, direttrice di Assoambiente che ha spiegato i tre punti per l’agenda 2024-2025: “Per quanto riguarda l’Italia che ricicla 2023 presentata oggi da Assoambiente il principale messaggio che vogliamo lasciare quest’anno è questa Agenda di lavoro rivolta alle istituzioni. Un’Agenda di lavoro per il 2024 e il 2025. Possiamo sintetizzarla in tre punti. Il primo, l’esigenza di una semplificazione normativa affinché si arrivi a un mercato europeo unico per i materiali riciclati, tema ancora oggi difficile. Il secondo punto riguarda un’attenzione della normativa a quelle che sono le innovazioni, tecnologiche o meno, per la transizione ambientale ed energetica. Il terzo è il più importante rispetto a quanto è emerso oggi nella presentazione del rapporto è adottare un whatever it takes. Tutte le iniziative necessarie e opportune per mettere in campo il riciclo e i risultati del riciclo per una reale transizione di economia circolare”.

Obbiettivi che possono essere raggiunti solo con un lavoro che implichi un impegno del Legislatore per rimuovere tutti gli ostacoli burocratici che ancora frenano una pieno sviluppo delle filiere. “L’industria del riciclo richiede un adeguato sostegno da parte dei decisori politici, affinché vengano rimossi tutti gli ostacoli normativi, giuridici ed economici che ne frenano il pieno sviluppo trasversale alle diverse filiere. Solo così questo settore potrà davvero fungere da abilitatore della transizione green, in grado di intercettare efficacemente tanto gli aspetti di circolarità, quanto quelli energetici”, ha aggiunto Chicco Testa - Presidente di Assoambiente.

Per scaricare il Report completo clicca qua.

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