Sostenibilità d’impresa contro i cambiamenti climatici
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Sostenibilità d’impresa contro i cambiamenti climatici

Il report annuale di CDP rivela come le più importanti imprese mondiali stiano adeguando le proprie strategie di business: manager ambientali nei CdA, pianificazione a lungo termine e adozione di parametri scientifici comuni sono gli strumenti per una miglior sostenibiltà economica e ambientale.

Ci sono i meeting internazionali, le occasioni in Agenda in cui le politiche globali mirano a coordinarsi stabilendo obiettivi e proponendosi di rispettarli a livello nazionale. E poi ci sono gli attori, i protagonisti, spesso grandi aziende multinazionali, che devono eleggere tali principi a linee guida delle proprie strategie industriali. Le più importanti imprese mondiali hanno inquadrato il momento storico: un’occasione per assumere una ruolo di leadership nella sostenibilità d’impresa, scelta vincente per ottenere successo economico nel periodo di transizione verso la low carbon economy.

Questo, perlomeno, è quanto emerge dal report annuale Picking Up the Pace. Giunto alla seconda edizione, si tratta dell’elaborato di punta di CDP, organizzazione no profit che fornisce a imprese e governi un sistema globale di misurazione e rendicontazione ambientale. L’analisi, di quella che è considerata una delle più importanti società di ricerca in materia di clima, ha valutato un campione di 1829 aziende, l’insieme delle quali rappresenta il 12% delle emissioni globali di gas a effetto serra.

Il trend rivela tre sostanziali evoluzioni positive nelle dinamiche di business volte al contrasto attivo del cambiamento climatico: creazione di figure ad hoc all’interno dei consigli di amministrazione, adozione di linee scientifiche comuni e crescente attenzione a strategie a lungo termine. In altre parole, la sostenibilità ambientale è entrata di diritto tra i parametri di pianificazione aziendale.

 

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Per quanto concerne i CdA, ben il 98% delle grandi aziende ha infatti deciso di inserire, o delegare ai presenti le relative responsabilità, uno o più manager con attività gestionali legate all’impatto sul clima. Inoltre, ben il 90% ha deciso di adottare incentivi finanziari per raggiungere obiettivi climatici. In parallelo, nel momento di decidere le strategie di business, le imprese stanno sempre più prendendo in considerazione obiettivi strutturati a seguito di analisi scientifiche.

Questo fa sì che ci si trovi di fronte a presupposti oggettivi e condivisi, e che l’implementazione strategica diventi operativa all’interno di un network internazionale la cui azione incrociata produce risultati migliori dal punto di vista dell’efficienza globale. “In questo modo” – commenta Jeff Seabright, Chief Sustainability Officer di Uniliver – “anche se una data impresa ovviamente non può ridurre le emissioni alla stessa velocità delle altre, si lavora comunque all’unisono, rivolti nella stessa direzione”. Entro il 2019, per esempio, oltre 500 delle aziende consultate aderiranno agli obiettivi di Science Based Target.

Analizzando i dati annuali insieme ad alcuni partner, CDP ha stilato la classifica delle 160 aziende più virtuose in merito all’adozione di strategie vincenti relative a clima, acqua e deforestazione. Un principio di trasparenza che si spera possa incentivare le meno efficienti a implementare miglioramenti per rafforzare la propria immagine pubblica. Tra le migliori, al momento, figurano Colgate Palmolive, Diageo, J.Sainsbury, Sky, Sony Corporation, Unilever e L’Oréal. In generale, si segnala inoltre che il numero delle aziende rispondenti alimentate da energie rinnovabili è cresciuto del 23% nell’ultimo anno.

Un altro dato da non tralasciare, infine, è la crescita del numero di aziende che hanno deciso di adottare un piano strategico a lungo termine in grado di monitorare il proprio futuro a basse emissioni. Se l’89% di esse ha fissato dei target per il 2017 e il 68% per il 2020, un quinto del totale (20%) ha altresì già pianificato azioni che impatteranno sul business fino al 2030 e oltre. Segnale di come si stia iniziando a comprendere che le scelte effettuate nel presente non siano mai state così in grado come oggi di indirizzare il futuro, del proprio business così come del pianeta.

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