Desalinizzazione contro la crisi idrica: l’utopia diventa realtà?
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Desalinizzazione contro la crisi idrica: l’utopia diventa realtà?


Con il 70% della superficie del Pianeta ricoperta d’acqua, la desalinizzazione di mari e oceani potrebbe essere una svolta per le emergenze idriche mondiali. Dalla Rice University e da un designer italiano, due soluzioni che potrebbero rendere l’operazione possibile a basso costo.

L’emergenza idrica di questi giorni, che ha spinto molte amministrazioni a prendere provvedimenti per regolamentare e limitare l’uso dell’acqua potabile, non è una novità per l’Italia nei mesi estivi. In molte altre parti del mondo, la crisi idrica è una condizione purtroppo priva di carattere temporaneo e sufficientemente grave da provocare condizioni di vita insostenibili e conseguenti morti o migrazioni.

Secondo i dati presentati da Unicef nel 2015, 750 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile e circa 1.000 bambini muoiono ogni giorno per malattie legate alla mancanza di acqua sicura. Un triste paradosso, se si pensa al fatto che il 71% della superficie del nostro pianeta è ricoperta di acqua. Purtroppo inutilizzabile... fino ad ora?

Alcuni ricercatori della Rice University hanno presentato uno studio in cui rivelano le potenzialità di un nuovo macchinario volto a ottenere acqua potabile tramite desalinizzazione. Il processo non è del tutto nuovo, in realtà: esistono già dei sistemi di raccolta dell’acqua potabile tramite la bollitura dell’acqua salata e la raccolta del vapore in appositi tubi di condensazione. Fino ad oggi, però, ogni metodo è risultato estremamente costoso in termini di energia e scarso in termini di quantità di acqua potabile prodotta.

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La nuova tecnologia, invece, permette di ottenere acqua potabile con meno costi e maggiore resa. I ricercatori hanno sviluppato una membrana di distillazione solare tramite nanofotoni (NESMD). In questo processo, flussi di acqua calda e fredda vengono separati da una sottile membrana. Il vapore acqueo viene portato dalla membrana dal lato caldo al lato freddo, lasciandosi dietro il sale. In questo modo, è possibile ottenere acqua potabile a costo contenuto.

Per aumentare ulteriormente l’efficacia, gli studiosi hanno sfruttato delle membrane con nanoparticelle, già disponibili sul mercato, capaci di trasformare la luce in calore. In questo modo, si risparmia anche l’energia utile a portare l’acqua a bollore.

L’itero sistema modulare può essere alimentati da due pannelli solari. Concentrando la luce solare con una lente, gli studiosi sono arrivati a ottenere sei litri per metro quadro in un’ora.

In questa direzione si colloca anche un progetto italiano, quello dell’Eliodomestico del designer Gabriele Diamanti: uno strumento pensato per aiutare le famiglie delle aree più a rischio a produrre in modo autonomo la propria acqua potabile. Realizzato con materiali poveri e utilizzabile da chiunque, in qualsiasi luogo, Eliodomestico permette di produrre 5 litri di acqua potabile al giorno.

Si tratta di progetti che speriamo di poter vedere commercializzati e diffusi al più presto: la desalinizzazione dell’acqua potrebbe fare la differenza tra la vita e la morte per migliaia di persone, ogni giorno, in tutto il mondo.

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