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Ungheria: i “pirati dei rifiuti” contro l’inquinamento del fiume Tisza

Ungheria i “pirati dei rifiuti” contro l’inquinamento del fiume Tisza

Da nove anni la “Plastic Cup” è un evento divertente ma fondamentale per la protezione dell’ambiente fluviale.

I mari e i fiumi di tutto il mondo soffrono sempre di più per l’inquinamento da plastica. E il fiume Tisza, affluente del Danubio che dall’Ucraina attraversa l’Ungheria, la Romania, la Slovacchia e la Serbia, è tra i più inquinati a causa della massiccia presenza di bottiglie in PET lungo il suo corso. Secondo l’Environment Programme delle Nazioni Unite,”I rifiuti di plastica raggiungono diversi metri di altezza nella pianura alluvionale del fiume, una foresta selvaggia e unica nel suo genere”.

Ecco perché nove anni fa è stata istituita la Plastic Cup, una regata molto particolare che copre circa 70 chilometri, da Szatmárcseke a Tiszamogyorós, in Ungheria. Per più di una settimana, ad agosto, centinaia di volontari, i “pirati dei rifiuti”, raccolgono una grande quantità di imballaggi in PET per realizzare delle zattere o delle vere e proprie barche a vela o a remi con le quali si sfidano sulle acque del Tisza. Solo le imbarcazioni prodotte con bottiglie in plastica recuperate dalle acque del fiume possono infatti prendere parte alla regata, che negli ultimi anni ha visto aumentare sempre di più il numero di partecipanti.

Vuoi scoprire di più sul reato di abbandono dei rifiuti e delle sanzioni  correlate? Scarica gratuitamente il nostro approfondimento!I rifiuti non vengono raccolti solo prima della gara, ma anche nel suo pieno svolgimento: ogni equipaggio, infatti, deve raccogliere e caricare sulla barca quanti più rifiuti possibile. Al termine di ogni tappa, il raccolto viene consegnato agli organizzatori e misurato: vince chi raccoglie più tappi di plastica lungo il percorso. Anche il premio non è altro che una coppa realizzata con bottiglie in PET riciclate.

In questo modo, ogni anno, vengono rimosse circa 10 tonnellate di rifiuti in plastica dal fiume e dalle aree circostanti. Secondo gli organizzatori “La chiave del successo della Plastic Cup è l’essere in grado di trasformare qualcosa di difficile e pericoloso, come la raccolta dei rifiuti, in un momento divertente, nell’avventura di una vita. La nostra iniziativa è un tentativo di porre fine alle ricorrenti ondate di inquinamento, scoprendo i punti più inquinati e lavorando per ripulire le pianure alluvionali e il fiume stesso. Il lavoro è enorme”.

Di tutta la plastica raccolta, circa la metà viene poi trasformata in mobili dall’azienda belga Waste Free Oceans, specializzata nel riciclo di rifiuti marini e fluviali, mentre il resto viene riciclato in Ungheria. Il lavoro degli organizzatori non si esaurisce con la Plastic Cup: il team è infatti coinvolto in alcuni progetti dell’Unione europea, tra cui i programmi "Erasmus Five Countries", "One River" e l'azione di pulizia del Danubio. Nel 2019, inoltre, hanno avviato un’indagine sistematica sulle rive del Tisza, mediante un’applicazione per il cellulare che permette di localizzare le aree più inquinate e programmare così nuovi interventi, anche nelle Nazioni limitrofe attraversate dal Tisza.

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Tags: Rifiuti