Un piano da 53 milioni di dollari per combattere la crisi alimentare in Madagascar

Siglato l’accordo tra lo Stato Africano e l’IFAD per migliorare la filiera agricola e la resilienza del territorio, caratterizzato da una delle più alte percentuali di malnutrizione cronica al mondo.

È il Paese con la più grande biodiversità di flora e fauna al mondo, ma è anche il Paese in cui l’alimentazione del 76% della popolazione non arriva a coprire il requisito minimo energetico di 2133 kilocalorie al giorno: stiamo parlando del Madagascar, paradiso turistico dai precari equilibri.

Qui, il tasso di povertà delle aree rurali supera l’80% e la malnutrizione cronica è tra le più alte al mondo. Le invasioni di locuste sono spesso causa di gravissimi danni all’agricoltura locale, ma il principale problema risiede altrove, ovvero negli scarsi investimenti sostenuti fino per le aree rurali e la tutela agricola.

Ecco perché il nuovo accordo firmato dal Madagascar con l’IFAD è più di un semplice finanziamento: è una speranza di vita per moltissime persone. Il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo fornirà al Paese africano un prestito di 26.5 milioni di dollari e ne donerà altrettanti per migliorare la sicurezza alimentare e la qualità dell’alimentazione, nonché per sviluppare progetti a sostegno della capacità di resilienza al cambiamento climatico nelle aree rurali.

 

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Il programma per lo sviluppo di catene del valore agricole inclusive (DEFIS) si svolgerà su un arco temporale di 10 anni e coinvolgerà 320.000 famiglie in otto regioni della parte meridionale del Paese. Il progetto sarà cofinanziato dal governo del Madagascar (33,7 milioni di dollari), dalla Banca Africana di Sviluppo (50 milioni di dollari), dal Fondo per lo sviluppo internazionale dell’OPEC (20 milioni di dollari), dal Fondo Verde per il clima (15 milioni di dollari) e dai beneficiari stessi del progetto (14,3 milioni di dollari). I restanti 64 milioni di dollari potrebbero essere forniti da successivi stanziamenti di risorse da parte dell’IFAD o da altri partner finanziari da individuare durante l’attuazione del DEFIS.

Tra gli obiettivi principali del programma vi è l’aumento della produttività delle piccole imprese agricole, puntando su otto catene del valore prioritarie: riso, mais, tapioca, arachidi, caffè, cipolle, piccoli ruminanti e miele. Un ulteriore sostegno sarà riservato alla diffusione della coltivazione del sorgo, particolarmente resistente e per questo utile ad aumentare la resilienza delle aree del Madagascar maggiormente colpite dai cambiamenti climatici.

Il problema dell’impatto dei cambiamenti climatici sulla produzione agricola è particolarmente devastante in aree già in difficoltà, come in Madagascar, ma non è solo qui che si fa sentire: la sicurezza alimentare potrebbe diventare una sfida per un numero maggiore di persone nel corso dei prossimi decenni.

Nonostante l’Italia si sia aggiudicata la settima posizione nella classifica del Food Sustainability Index di Fondazione Barilla Center For Food & Nutrition (Bcfn) e The Economist Intelligence Unit (EIU), nemmeno il nostro Paese può dirsi al riparo: durante il Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione, ad esempio, è emerso che il 40% del territorio sardo è esposto alla minaccia di fenomeni siccitosi tali da aumentare il degrado del suolo e ridurre la resa dei pascoli. Più in generale, per le aziende zootecniche e agricole i cambiamenti climatici potranno comportare cali di redditività del 13% nel 2030 - 2040: è importante che piani come il DEFIS risolvano le criticità, ma anche fare in modo che non diventino necessità anche in luoghi fino ad oggi sicuri.

 

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Tags: agroalimentare