Un Parco Metropolitano per contrastare l’afa in città

 

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Un’area protetta di oltre 55.000 ettari che unisca i due Parchi regionali dell’hinterland di Milano: ecco la ricetta Legambiente per combattere il caldo in città.

Le temperature roventi dell’estate in città rappresentano un vero e proprio cruccio per chi vive quotidianamente le grandi metropoli come Milano. Estati torride dovute non solo al meteo: si creano, infatti, delle vere e proprie isole di calore urbano, dovute all’eccessiva cementificazione e alla carenza di verde.

Che fare, dunque, per rendere le città più vivibili? Legambiente ha recentemente lanciato una proposta che prevede l’unione del Parco Agricolo Sud e il Parco Nord di Milano, creando un grande parco metropolitano di 55 mila ettari in collegamento con le aree agricole, i parchi e la rete fluviale.

Le isole di calore sono un fenomeno in aumento esponenziale in città, specie nelle zone con maggiore densità abitativa. L’assunto di Legambiente parte dal presupposto che, secondo le rilevazioni meteo, le grandi concentrazioni urbane registrano temperature minime maggiori rispetto ai paesi immediatamente limitrofi.

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Per citare un esempio, il 21 agosto la media delle temperature minime registrate nell’area urbana della città di Milano è stata di 24,7°C. Lo stesso giorno, nei comuni limitrofi con una presenza di aree verdi più massiccia, la temperatura minima è stata mediamente di 21,4°C.

Nelle aree prossime ai parchi che circondano la città le temperature sono state ancora più basse: ad esempio tra Abbiategrasso e Robecco S/N (Parco del Ticino) la minima è stata di circa 20°C, a Ceriano Laghetto nel Parco Groane si è scesi a 19,1°C, nella vicina Senago a 20,3°C e per finire al Boscoincittà, dunque di nuovo a Milano ma in una grande area forestale, la minima è stata di 20,2°C: 4,5°C in meno rispetto ai quartieri centrali.

A fare davvero la differenza nelle minime registrate è la temperatura all’interno delle abitazioni: di norma, è durante la notte che le nostre case disperdono il calore accumulato nelle ore calde. Nel centro di Milano, però, la dispersione di calore è impossibile nelle notti più calde e questo continua ad accumularsi, intensificando la percezione di afa.

La soluzione di Legambiente permetterebbe di creare una connessione ecologica tra due aree verdi già esistenti all’interno della Città Metropolitana. La superficie attualmente protetta supera già i 50.000 ettari e, con l’unificazione proposta dall’associazione ambientalista, si arriverebbe a oltre 55.000 ettari, più di un terzo della superficie complessiva della stessa Città Metropolitana.

Con l’aggiunta dei 55.000 ettari circa si potrebbero accogliere almeno cinque milioni di nuovi alberi, un nuovo polmone per far respirare l’agglomerato urbano.

“Il Parco Metropolitano è una sfida per la politica -ha dichiarato in una nota Marzio Marzorati, vicepresidente di Legambiente Lombardia- dimostri di essere in grado di cambiare il volto dell’area metropolitana per bloccare il consumo di suolo, rigenerare le aree urbane, conservare il paesaggio, mitigare il rischio idrogeologico e ridurre la temperatura e i suoi effetti preoccupanti. Una rete intensa di fruizione, sentieri, strade di campagna, aree sportive, laghetti, stagni, agricoltura ricca di natura che gestita in modo unitario può migliorare la qualità della vita dei quasi cinque milioni di persone che vivono in questo territorio”.

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