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Trasporto marittimo, approvato il decreto anti-emissioni

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Nuove sanzioni per chi sfora i limiti di CO2 nell'ambito del trasporto marittimo internazionale. Il fine del decreto, recentemente approvato, è di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra in tutti i settori dell'economia, senza eccezioni per il trasporto via mare.

Emissioni di anidride carbonica e trasporto marittimo: nuove sanzioni per chi sfora i limiti. Durante il Consiglio dei Ministri di venerdì 19 luglio 2019, il Governo ha approvato in esame definitivo il decreto legislativo che riporta la "Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui al regolamento (UE) 2015/757 concernente il monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni di anidride carbonica generate dal trasporto marittimo". Le firme sul provvedimento, che darà attuazione al Regolamento UE in materia, sono dei ministri per gli Affari europei, della Giustizia e dell’Ambiente.

Il fine è lampante: ridurre le emissioni di gas a effetto serra in tutti i settori dell’economia, senza eccezioni per il trasporto via mare. “È necessario” ha dichiarato il ministro Costa “che tutti i settori dell'economia, compreso il settore del trasporto marittimo internazionale, concorrano alla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra. Con questo provvedimento andiamo in questa direzione. Il contributo di tutti è fondamentale nella battaglia globale per il clima”.

Il decreto si inserisce in un sistema che, sulla base dell'emergenza climatica globale, intende punire il mancato rispetto degli obblighi di monitoraggio e comunicazione delle emissioni.

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In particolare, il testo calcola la sanzione pecuniaria amministrativa a seconda della gravità della condotta illecita: l'inadempienza totale o parziale degli obblighi di monitoraggio, la mancata predisposizione e trasmissione del piano di monitoraggio,  il mancato rispetto degli obblighi di verifica periodica e di modifica del piano stesso costituiranno oggetto di sanzioni differenti in termini quantitativi. 

L'attività di vigilanza e di accertamento sarà esercitata dal Corpo delle Capitanerie di porto - Guardia Costiera, che dipende funzionalmente dal Ministero dell’Ambiente. L’irrogazione delle sanzioni spetterà, invece, al Comitato nazionale per la gestione della direttiva 2003/87/CE e per il supporto nella gestione delle attività di progetto del Protocollo di Kyoto, quale autorità nazionale competente.

I proventi delle sanzioni saranno riassegnati al Ministero dell’Ambiente per il finanziamento delle misure di riduzione delle emissioni, in un circolo virtuoso -si spera- quanto più possibile efficiente nella lotta al surriscaldamento globale.

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Tags: Diritto e Legislazione