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#SustainableTalks: Péter Ilyés di E.ON Italia

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Nei #SustainableTalks di oggi parleremo di approccio olistico, rispetto delle risorse naturali e  Green Bond Principles con Péter Ilyés, CEO di E.ON Italia

Da mesi Covid-19 domina le nostre giornate in termini di destabilizzazione e necessità di riprogrammazione oltre alla difficoltà nel prevedere quando si tornerà alla normalità e come. In momenti come questo dove la maggior parte dei messaggi combinano drammaticità e speranza al tempo stesso, come editori e redattori il nostro obiettivo è “buttare il cuore al di la dell’ostacolo” consapevoli che il futuro sarà caratterizzato da una sempre maggiore attenzione alla sostenibilità nella sua accezione più ampia. Per questo motivo abbiamo integrato nel nostro piano editoriale delle interviste, #SustainableTalks - condotte ad esperti di settore e referenti aziendali - con l'obiettivo di scoprire e comprendere quali siano le esigenze attuali in tema di sostenibilità, come vengano soddisfatte e come vengano rendicontate, certi che un’esperienza condivisa possa favorire una ripartenza efficace ed efficiente.

Maria Grazia Persico

Da dove nasce la necessità per l’azienda in cui lavora di intraprendere un percorso di sostenibilità economica, ambientale e sociale?
La spinta verso un percorso concreto e fattivo di sostenibilità è duplice. Da un lato riteniamo sia un key driver di trasformazione del futuro fondamentale per rispondere alle aspettative della società agendo con responsabilità sociale e nel rispetto delle risorse naturali; dall'altro è ormai imprescindibile ripensare la relazione tra operatori dell’energia e cittadini che, dall'essere storicamente radicata su una percezione distante di “provider”, vogliamo trasformare restituendo valore aggiunto anche a partire dal nostro ruolo di guida nella transizione energetica. Questo obiettivo comune di azienda, cittadino e comunità ci porta all'urgenza di agire insieme per contribuire a migliorare la vita delle persone guidando la transizione verso un futuro energetico sostenibile. Per questo motivo abbiamo posto la sostenibilità al centro del nostro modello di business, adottando un approccio olistico, che parte dall'interno dell’azienda e si rivolge anche ai consumatori e ai cittadini, coinvolgendoli in una community di persone consapevoli, che condividono idee e buone pratiche, in grado di generare un cambiamento diffuso e trasversale.

L’adozione di questo percorso che effetti ha generato in termini di comunicazione interna ed esterna?
Il nostro approccio e anche la nostra comunicazione – all'interno e all'esterno – sono focalizzati sul coinvolgimento e l’ingaggio delle persone, con l’obiettivo di sensibilizzare ad una maggiore consapevolezza del ruolo che ognuno può avere nel promuovere comportamenti virtuosi che impattino la collettività. Lo scopo della nostra piattaforma di comunicazione #OdiamoGliSprechi è proprio quello di dare vita a una community di persone impegnate alla lotta agli sprechi e all'adozione di uno stile di vista sostenibile. Grazie ad alcuni progetti specificamente orientati alla sostenibilità, abbiamo raggiunto un ampio grado di coinvolgimento, sia al nostro interno sia all'esterno dell’azienda. È il caso dei Boschi E.ON, cresciuto grazie ai circa 100.000 clienti che dal 2011 hanno scelto di sostenerci nella più grande iniziativa di forestazione di un’azienda privata in Italia; ed è il caso di “Energy4Blue”, il progetto lanciato lo scorso anno per la salvaguardia dell’ecosistema marino che ha coinvolto circa 15.000 persone nelle attività di pulizia delle spiagge e fondali e di sostegno alle tartarughe marine minacciate dall'inquinamento da plastica. Recentemente abbiamo ricevuto un riconoscimento ai Branded Content&Entertainment Awards di AdcGroup per la realizzazione di un’esperienza di ingaggio ispirata alla sostenibilità durante il Jova Beach Party la scorsa estate, a testimonianza del valore e dell’efficacia riconosciuti da un panel di professionisti del settore al nostro approccio di comunicazione.

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Come misurate oggi i vostri risultati in termini di sostenibilità? Disponete di una sistema di reportistica interno? Vi affidate a consulenti esterni?
Il nostro impegno verso la sostenibilità è in primo luogo testimoniato dagli oltre 4 miliardi di Green Bond emessi dal Gruppo per finanziare progetti sostenibili relativi alle rinnovabili, all'efficienza energetica e alla mobilità sostenibile, attenendosi alle linee guida ICMA Green Bond Principles (GBP). Queste risorse contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi che l’azienda si è data, di eliminare le emissioni dirette di CO2 entro il 2040 e quelle indirette entro il 2050. Utilizziamo la CO2 evitata come parametro costante per misurare il successo dei nostri progetti, sia quelli direttamente correlati all’uso efficiente dell’energia elettrica e del gas sia quelli che la riguardano in modo più ampio, come ad esempio le iniziative interne di mobilità elettrica che abbiamo attivato a favore dei dipendenti: grazie alle auto elettriche aziendali in condivisione e alla nostra flotta di ebike, da poco ampliata a 40 mezzi elettrici.

Per quanto riguarda l’attività di reportistica, in linea con le indicazioni della Global Reporting Initiative (GRI) pubblichiamo annualmente nel nostro Sustainability Report, con la rendicontazione di tutte le attività e degli ambiti che hanno un significativo impatto economico, ambientale e sociale e che influenzano in modo sostanziale le valutazioni e le decisioni dei loro stakeholder. Abbiamo identificato questi ambiti attraverso un'analisi di materialità, che aggiorniamo annualmente dal 2006. La nostra analisi di materialità nel 2019 è stata condotta con lo scopo di determinare se ci sono stati cambiamenti importanti negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite, nella nostra strategia, nella nostra policy e nel contesto normativo. 

Con stretto riferimento al settore merceologico in cui opera l’azienda, la sostenibilità viene identificata come driver di crescita o competizione?
Entrambi: ciò che rappresenta un fattore distintivo per la competizione diventa motore di crescita. Siamo impegnati nello sviluppo e nella fornitura di soluzioni innovative ed efficienti, in grado di consentire ai nostri clienti di consumare meno e meglio l’energia. Riteniamo che l’empowerment del cliente debba rappresentare un obiettivo fondamentale per gli operatori del settore, in quanto crediamo che la transizione energetica non si potrà realizzare se non attraverso la partecipazione attiva dei consumatori. Per questo investiamo molto nelle tecnologie digitali: dai sistemi per il monitoraggio e il controllo dei consumi, agli impianti per l’autoproduzione da fonte rinnovabile – in particolare fotovoltaico; dalle soluzioni per la mobilità elettrica, a quelle per l’efficientamento dei siti produttivi e per la produzione combinata di energia e calore. Siamo tuttavia convinti che le tecnologie abilitanti siano strumenti necessari ma non sufficienti a promuovere il cambiamento dei comportamenti: per questo intendiamo dare vita ad un’alleanza con i nostri clienti, accompagnandoli in un percorso di cambiamento delle abitudini di consumo per una gestione più efficiente delle forniture, in linea con le proprie esigenze. Riteniamo che questa relazione rappresenti un valore aggiunto e un elemento distintivo per la nostra offerta.

In che misura l’aderire e l’adottare un protocollo di sostenibilità in questo periodo potrà permettere alle imprese di proiettarsi meglio verso la ripresa post Covid-19?
La situazione attuale in un certo senso costringe tutti noi a scegliere che tipo di futuro vogliamo costruire. Per cui credo che le imprese, che oggi si trovano a fronteggiare situazioni più o meno complesse nell'organizzazione della propria attività e nei confronti del personale, possano cogliere l’occasione per orientare il proprio sviluppo alla sostenibilità, sia ambientale che sociale. L’opportunità che vogliamo cogliere concretamente in questo momento è anche quella di migliorare la qualità della vita delle nostre persone, senza dimenticarci dell’ambiente. Penso ad esempio all’uso degli uffici nei mesi a venire, che molte aziende – compresa la nostra – devono in qualche modo ripensare. L’estensione del lavoro da remoto, che molte imprese stanno prendendo in considerazione, può portare a una riduzione consistente delle emissioni dovute al taglio degli spostamenti casa-ufficio dei dipendenti. Accanto all'estensione del remote working, per esempio, per contribuire a proteggere la salute dei nostri dipendenti anche negli spostamenti, abbiamo ampliato l’iniziativa di e-mobility sharing interno “Moving@E.ON”, mettendo a disposizione del personale 40 nuove biciclette elettriche, che si aggiungono alle auto elettriche già in dotazione.

Nelle prossime settimane quindi, tutti i dipendenti – sia coloro che hanno la necessità di recarsi in ufficio, sia chi continuerà a lavorare da casa – potranno usufruire della flotta di eBike per i trasferimenti casa-ufficio e anche per l’utilizzo privato. Questa iniziativa, che risponde a un’esigenza espressa dagli stessi dipendenti nell'ambito di un sondaggio interno effettuato nel mese di aprile, contribuirà anche a ridurre il traffico sulle strade e sui mezzi pubblici, la cui capacità è attualmente limitata per ragioni di sicurezza. Abbiamo calcolato che la drastica riduzione degli spostamenti casa-lavoro in relazione allo smart working, unita all'utilizzo dei mezzi elettrici, contribuirà al taglio di 94,6 tonnellate di CO2 nel periodo marzo-agosto 2020.

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Tags: CSR & Imprese Sostenibili