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#SustainableTalks: Domiziana Illengo di Krill Design

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Nei #SustainableTalks di oggi parleremo di economia circolare, innovazione e design con Domiziana Illengo, Marketing Manager di Krill Design.

Da mesi Covid-19 domina le nostre giornate in termini di destabilizzazione e necessità di riprogrammazione oltre alla difficoltà nel prevedere quando si tornerà alla normalità e come. In momenti come questo dove la maggior parte dei messaggi combinano drammaticità e speranza al tempo stesso, come editori e redattori il nostro obiettivo è “buttare il cuore al di la dell’ostacolo” consapevoli che il futuro sarà caratterizzato da una sempre maggiore attenzione alla sostenibilità nella sua accezione più ampia. Per questo motivo abbiamo integrato nel nostro piano editoriale delle interviste, #SustainableTalks - condotte ad esperti di settore e referenti aziendali - con l'obiettivo di scoprire e comprendere quali siano le esigenze attuali in tema di sostenibilità, come vengano soddisfatte e come vengano rendicontate, certi che un’esperienza condivisa possa favorire una ripartenza efficace ed efficiente.

Maria Grazia Persico

Da dove nasce la necessità di Krill Design di intraprendere un percorso di sostenibilità economica, ambientale e sociale?
Semplicemente, per Krill Design la sostenibilità è stata la base da cui partire. La Start up nasce dal desiderio di unire design e tecnologia al servizio di uno sviluppo sostenibile, così da poter strutturare una realtà che possa essere un’alternativa circolare ai tradizionali modelli lineari di produzione e consumo. Miliardi di scarti alimentari vengono generati ogni anno: l’ISPRA stima che a livello europeo si producano tra 118 e i 138 milioni di tonnellate di rifiuti, di cui circa 88 milioni sono rifiuti urbani.

Questo dato, motivante già da sé, unitamente ad una sempre maggiore custormer awareness, maggiori richieste di sostenibilità da parte dei consumatori e una sempre più frequente necessità da parte del Management di grandi Corporate di soluzioni concrete, innovative ed efficaci circa il proprio impatto ambientale, ha spinto Krill Design a contribuire ad uno sviluppo sostenibile. Sostenibile in ogni sua forma: economica, per noi e per i nostri clienti, dal momento che l’utilizzo di materie comunemente di scarto per produrre oggetti nuovi è una fonte di revenue, ambientale, intrinseco al nostro modello di business e, infine, sociale, visto che i progetti di Economia Circolare che disegnamo per i nostri clienti hanno anche una funzione divulgativa.

 

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L'adozione di questo percorso che effetti ha generato in termini di comunicazione interna ed esterna?
Internamente, essere una Start Up green implica che ogni persona che vi lavora condivida i medesimi valori di sostenibilità e sviluppo. Dunque, non è mai stato necessario istituire una comunicazione interna ad hoc, ma naturalmente l’intero organico è stato selezionato non solo per le proprie capacità e hard skills, ma anche su base valoriale. Per ciò che concerne la comunicazione esterna, abbiamo sovente avuto un riscontro positivo, sia da parte dei nostri clienti che da parte degli altri stakeholder. La Mission di Krill Design è sempre sottolineata con chiarezza ed un’ampia porzione delle nostre strategie comunicative, siano esse volte a ingaggiare nuovi potenziali clienti, a implementare la brand awareness, o ancora interloquire con tutti gli attori che possano essere interessati ad approfondire tematiche di sostenibilità e waste management, sono improntate alla trasparenza e alla trasmissione di un modello socio-economico circolare.

Come misurate oggi i vostri risultati in termini di sostenibilità? Disponete di un sistema di reportistica interno? Vi affidate a consulenti esterni?
Misuriamo i risultati di sostenibilità ambientale in termini di risparmio delle emissioni di CO2, mediante l’analisi dell'intero ciclo di vita del prodotto. Ciò implica la valutazione sia degli step produttivi interni alla Start Up, che propri delle Corporate entro le quali attiviamo loop di Economia Circolare. Internamente, ci basiamo su un sistema di valutazione principalmente qualitativo, imperniato su buone pratiche di logistica e produzione: le materie prime, come già evidenziato, sono tutte materiali di recupero, inoltre, la scelta di avvalersi della stampa 3D come metodologia produttiva è figlia di un attento processo di analisi e valutazione dell’impatto ambientale che essa ha in confronto ad altri metodi produttivi.

Grazie alle stampanti 3D possiamo definirci a tutti gli effetti un Digital Manufacturer, senza necessità di stock da magazzino, in quanto la produzione avviene quasi esclusivamente on-demand. Per la creazione di ogni biopolimero, utilizzato per la realizzazione dei prodotti, ci affidiamo ad un partner esterno che utilizza materiali e tecniche certificate. Abbiamo inoltre in programma di implementare un sistema di reportistica più dettagliato, per avere un controllo ancora maggiore sui nostri risultati in termini di sostenibilità. Per ciò che concerne, invece, l’inserimento nel ciclo produttivo delle Corporate clienti, ci avvaliamo delle valutazioni che quest’ultime ci forniscono circa il risparmio di emissioni di CO2, conseguente all’attivazione di un progetto circolare.

Con stretto riferimento al settore merceologico in cui opera l'azienda, la sostenibilità viene identificata come driver di crescita o competizione?
In riferimento al mercato dell’Economia Circolare e delle pratiche di CSR, la sostenibilità è senza dubbio un driver di crescita, dal momento che il servizio che viene offerto ai clienti è in diretta risposta al bisogno di quest’ultimi. Inoltre, c’è un sempre crescente interesse da parte delle Corporate di migliorare le proprie pratiche di sostenibilità, il che fa sì che la sostenibilità diventi obiettivo comune verso cui tendere.

Inoltre, per ciò che concerne il lato consumer del mercato dell’interior design, come mostra anche una ricerca IBM (Consumers Driving change, 2020, N.d.A.), i customer sono sempre maggiormente motivati a livello valoriale nella scelta del prodotto, tant’è vero che solo il 14% dei consumatori, a livello globale, sceglie un prodotto basandosi principalmente sul brand. Sono invece il 40% i consumatori che si dichiarano disposti a pagare un prezzo anche elevato per beni in linea con il proprio stile di vita, che sta mutando nella direzione di una maggiore accortezza ambientale. La sostenibilità, dunque, in questo secondo scenario risulta avere una doppia valenza, incoraggiando una crescita positiva, ma anche alimentando la competizione con gli altri brand, e facendosi caratteristica differenziante rispetto ad essi.

In che misura l'aderire e l'adottare un protocollo di sostenibilità in questo periodo potrà permettere alle imprese di proiettarsi meglio verso la ripresa post Covid-19?
Certamente non un tema facile. Gli interrogativi e i fattori coinvolti nello scenario post Covid-19 sono molti, come molta è anche l’incertezza. Sicuramente sarà necessario continuare a promuovere pratiche di sostenibilità, un elemento ormai diventato centrale. Sebbene questa pandemia abbia segnato una battuta d’arresto per molte delle imprese, pensiamo sia importante provare a sfruttarne le conseguenze per imparare a cambiare. Dal canto nostro, Krill Design continuerà a lavorare verso una sempre maggiore sostenibilità, non solo ambientale ma anche sociale, promuovendo, come già facciamo, progetti anche a impatto sociale e di divulgazione, adattando i propri processi e le proprie pratiche alla condizione presente e dell’immediato futuro.

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Tags: CSR & imprese