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Sviluppo sostenibile grazie a tecnologie efficienti e know how Made in Italy

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Il tema dello sviluppo sostenibile è stato uno dei principali argomenti trattati in occasione del seminario informativo/divulgativo promosso da Assofoodtec lo scorso 22 giugno presso la sede di Confindustria Padova.

Alla presenza di Stephen D'Alessandro, Agricoltura Specialist, Global Practice (GFADR) di Banca Mondiale e di Giovanni Daniele, Principal Investment Officer, Client Coverage Executive di IFC (International Finance Corporation) si è discusso di opportunità di sviluppo e investimento per le imprese della filiera tecnologica di processo.

Obiettivo della Banca Mondiale, in forma diretta o tramite le cinque consorelle IBRD, IDA, IFC, MIGA e ICSID, è contribuire alla riduzione del tasso di povertà nei Paesi in via di sviluppo, e in quello che più genericamente definiamo terzo mondo, portando conoscenze e competenze che permettano alle popolazione di accedere ad un dignitoso livello di auto-sussistenza.

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Con questi obiettivi, nel 2014 sono stati stanziati 65,5 miliardi di dollari per progetti che si sono realizzati in America Latina per il 12%, nell'Africa sub sahariana per il 26%, nel sud est asiatico per un altrettanto 26% e nell'Est asiatico e area del Pacifico per un residuo 15%. Di questi investimenti 18,6 miliardi vedono il cappello di IBRD (ente che si occupa dello sviluppo dei Paesi in fase di ricostruzione con reddito medio), 22,3 miliardi provengono da IDA (che si occupa di progetti in Paesi a basso reddito), 17,3 miliardi sono frutto di stanziamenti dell'IFC, e il 3,2% provengono dal MIGA.

Oggetto prevalente degli investimenti è lo sviluppo agricolo dato che ci troviamo di fronte ad aree rurali abitate da 842 milioni di persone affamate che, nell'arco dei prossimi 30 anni, sono destinate a triplicarsi con una conseguente richiesta di cibo che raggiungerà il 360% rispetto ai dati attuali.

Principali Paesi che hanno beneficiato degli aiuti sono Brasile, India, Cina e Ucraina per i fondi IBRD e India, Pakistan e Bangladesh per i fondi IDA. I progetti finanziati in questi luoghi hanno permesso una riduzione del tasso di povertà di 3 punti percentuali nell'arco temporale compreso tra il 2010 e il 2014 e l'obiettivo ambizioso per il 2030 è di arrivare a un tasso di povertà complessivo non superiore al 3%, contro l'attuale 17%.

Stabilito l'obiettivo e definiti i progetti si ritorna al tema dello sviluppo sostenibile. Si richiede che, oltre ad incrementare la produzione nelle aree indicate, si accompagni anche la diffusione della cultura di riduzione degli sprechi alimentari, grazie a procedure innovative di stoccaggio e trasformazione sul posto che permettano di ovviare ai problemi creati dai cambiamenti climatici e dalla volatilità dei prezzi. La riduzione delle emissioni e una catena del valore più rafforzata saranno logiche conseguenze di un processo attuato con responsabilità e competenza, quella che viene riconosciuta alle aziende italiane della filiera rappresentata da Assofoodtec.

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Tags: Studi e ricerche