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Sofcom: depurando l’acqua si può generare energia

sofcom

Il Politecnico di Torino sposa il progetto Sofcom, che consente di produrre energia attraverso la depurazione delle acque con una cella a combustibile ad alta efficienza.

Il progetto Sofcom, presentato a Torino nel corso del seminario "Patrimonio idrico, risorse rinnovabili e ambiente. Il presente e il futuro della depurazione in Europa", organizzato da SMAT, si inserisce all'interno della settima edizione del Programma Quadro ed ha ottenuto un finanziamento di 6,2 milioni di euro da parte della Commissione Europea.

Il progetto Sofcom, che sposa la tematica della sostenibilità ambientale, coinvolge circa 10 soggetti, tra aziende ed esperti, appartenenti a 7 Paesi del nostro continente, tutti coordinati dal Politecnico di Torino. Attraverso questo progetto si potranno ottenere simultaneamente energia elettrica, calore e acqua depurata.

Il progetto Sofcom, inaugurato a novembre 2011, prende il nome dalla sigla SOFC (Solid Oxide Fuel Cell), una tecnologia di celle a combustibile ad ossidi solidi che funzionano a circa 800 gradi centigradi e che sono alimentate a biogas.

 

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"Il cuore del sistema è costituito infatti dalla cella combustibile a ossidi solidi che lavora ad alta temperatura e trasforma il biogas, prodotto dal processo bio-chimico finalizzato alla depurazione dalle acque di scarico che confluiscono nei depuratori, in energia elettrica attraverso un procedimento elettrochimico a efficienza maggiore rispetto a quelli tradizionali basati su una macchina termica (...) Il sistema è cogenerativo, in quanto consente inoltre il parziale recupero del calore prodotto dalla cella. Da un punto di vista di strategia energetica, il prototipo dimostra come i sistemi SFC (Smart Fuel Cell) possano rappresentare una importante chiave di volta per i sistemi energetici del futuro, basati su combustibili rinnovabili, altissima efficienza di conversione elettrica e recupero totale delle sostanze utilizzate (carbonio, idrogeno, ossigeno), potenzialmente tendenti a realizzare un concetto di poli-generazione (...). Inoltre, una cella SOFC permette un recupero più semplice della CO2 che può essere separata facilmente dall'acqua con cui è miscelata. Il flusso di CO2 viene così recuperato per il ri-fissaggio del carbonio in forma di biomasse", hanno spiegato i ricercatori del Polito, polo universitario che ha ottenuto fondi anche per un altro progetto europeo, il Demosofc, volto a realizzare un impianto di celle di 175 kW.

Inoltre, Paolo Romano, amministratore delegato di SMAT, partner di Sofcom e del futuro Demosofc, ha sottolineato l'importanza internazionale dei progetti: "Il riconoscimento dell'Unione Europea ha anche un'ulteriore finalità: sviluppare la produzione industriale di un sistema a miglior resa e basso impatto ambientale consentendo un elevato abbattimento dei costi per renderlo più competitivo rispetto ai sistemi tradizionali".

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Tags: Studi e ricerche