Smog e PM10: in Lombardia già 5 sforamenti nei primi 9 giorni del 2019

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L’anno non è cominciato nel migliore dei modi: polveri sottili alle stelle in Lombardia e le amministrazioni tardano a intervenire.

Sono forti le accuse che Legambiente muove verso le istituzioni in termini di smog. Questo 2019 è appena cominciato, ma già nei primi nove giorni la Lombardia si è distinta per aver sforato per cinque giorni consecutivi i limiti massimi tollerati dei valori di concentramento delle polveri sottili. È decisamente un primato poco invidiabile al quale, a detta dell’associazione ambientalista, pare che le istituzioni non vogliano ancora rinunciare.

La presidente di Legambiente Lombardia, Barbara Megetto, ha dichiarato infatti che: “le istituzioni sembrano non prendere seriamente l’emergenza e restano alla finestra ad attendere che siano le condizioni meteo a ripulire l’aria”

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Il 9 giugno del 2017 l’allora Ministro Galletti, insieme ai presidenti delle regioni Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna, ha sottoscritto il Protocollo delle Regioni del Bacino Padano con lo scopo di attuare delle misure per il miglioramento della qualità dell’aria. Tra gli interventi sarebbero contemplati degli automatismi d’azione, come blocchi del traffico, da mettere in atto qualora la concentrazione di polveri sottili nell’aria avesse superato i limiti concessi. Automatismi che a quanto pare sono stati sospesi: a conferma di ciò, infatti, Milano, Pavia e Cremona, già dal 2 gennaio, hanno fatto registrare delle condizioni dell'aria respirabile profondamente allarmanti ma le istituzioni, anziché muoversi per risolvere la situazione, hanno preferito restare in attesa.

La scarsità d’interesse da parte delle amministrazioni unitamente alla mancanza di investimenti e sforzi per cercare un rimedio a questa situazione non lascia ben presagire. Viene naturale riflettere su quale senso può avere, a questo punto, partecipare a progetti di livello mondiale per contrastare i cambiamenti climatici quando nemmeno nel contesto di una piccola cittadina non siamo in grado di compiere azioni concrete.

Purtroppo attendere l’arrivo della pioggia e del vento affinché ripuliscano l’aria ha già dimostrato di non essere una mossa vincente per la salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini padani. È necessario stabilire degli interventi di prevenzione e attivare i blocchi previsti dal protocollo in presenza di questi sforamenti.

Se, come si dice, il buongiorno si vede dal mattino, anche questo 2019 purtroppo non lascia ben sperare.
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