Smart energy, la digitalizzazione al servizio della transizione energetica

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Per restare al passo con i grandi cambiamenti in corso, il settore elettrico richiede approcci e strumenti innovativi, adeguati all'evoluzione. Il convegno di Althesys “Il mercato elettrico italiano, tra policy e strategie industriali” ha fornito un'occasione di dibattito sul presente e il futuro dell'energia in Italia.

L'avvento delle rinnovabili; la progressiva apertura del mercato libero alla riforma tariffaria; la graduale transizione verso i prosumer. Il settore elettrico ha vissuto negli ultimi anni forti cambiamenti e, in un futuro imminente, ulteriori scenari in divenire lo renderanno ancora più complesso.

Nuovi piani regolatori, innovazioni tecnologiche e economiche richiederanno approcci e strumenti adeguati per restare al passo con l'evoluzione. E così, da qualche tempo la smart energy e la digitalizzazione stanno via via acquistando un'importanza crescente: su 101 operazioni di mercato registrate nel primo semestre dell’anno, il 16% riguardano proprio queste voci, posizionandosi solo dietro all’eolico (34%) e al solare fotovoltaico (33%). Un terzo della quota smart energy riguarda l’e-mobility.

È quanto emerso dal confronto dei maggiori player del settore durante l’incontro Il mercato elettrico italiano, tra policy e strategie industriali, organizzato a Milano lo scorso 16 ottobre da Althesys, società indipendente specializzata nella consulenza strategica in campo ambientale ed energetico.

Il nuovo mercato richiede una visione nuova, poiché sono cambiati i modelli e la struttura che lo facevano funzionare, così come l’avevamo conosciuto fino a ieri. Bisognerà capire, a questo punto, quale impatto potranno avere sia la riduzione dei costi derivanti dalle tecnologie rinnovabili, sia gli investimenti necessari per infrastrutture, accumuli e servizi innovativi per gestire la maggiore complessità sul sistema che ne deriverà”, ha detto Alessandro Marangoni, Ceo di Althesys.

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Nell'ottica di fornire strumenti in grado di comprendere meglio gli scenari e giungere a un'armonizzazione fra evoluzione tecnologica e quadro regolatorio, il convegno ha fornito lo spunto per presentare le potenzialità di NET (New Electricity Trends), il nuovo strumento per l’analisi e l’interpretazione del mercato elettrico messo a punto dalla società.

La complessità rilevata analizzando il quadro generale deriva peraltro da alcune considerazioni, dibattute nel corso dell'incontro.

Da una parte, gli obiettivi di decarbonizzazione europea (32% di rinnovabili sull'energia consumata entro il 2030) dovrebbe portare l'Italia a  rivedere al rialzo il target della Strategia Energetica Nazionale (SEN) 2017, fissato al 28%. Secondo questi dati - ha dichiarato Marangoni - il fotovoltaico sarebbe tenuto a triplicare la produzione (da quasi 20 GW a 68 GW), con una quota di FER elettriche che dovrebbe passare dal 55% (previsto dalla Strategia energetica nazionale) al 62%. L’eolico dovrebbe invece più che raddoppiare da quasi 10 GW a 26.

Nel medio-lungo periodo, inoltre, si ridurrà sensibilmente la produzione flessibile termoelettrica.  Di qui nasce la necessità di ulteriori investimenti in reti, accumuli e nuovi impianti di generazione.

Altra questione, i prezzi. Dopo molti mesi di stabilità, oggi i costi del termoelettrico sono risaliti bruscamente e sono oggi superiori a quelli delle rinnovabili.

Per queste ragioni, è emerso come imprescindibile mettere in campo strumenti per garantire la capacità di energia elettrica necessaria nel medio-lungo periodo e  mantenere adeguato - in termini di produzione e sicurezza - il sistema elettrico italiano.

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