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Sconto tari sui rifiuti: chi ne può beneficiare e come

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La legge di conversione dell’ultimo decreto fiscale permette alle famiglie in condizioni di disagio economico e fisico di poter accedere a una agevolazione sulla tariffa per il servizio integrato dei rifiuti urbani.

Dopo il bonus luce, gas e acqua arriva il bonus Tari sulla tassa rifiuti. Si tratta di uno sconto sul tributo destinato a finanziare i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento. La Tari è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte suscettibili di produrre i rifiuti, dunque dal soggetto utilizzatore dell’immobile.

Il bonus sociale per la Tari è destinato alle famiglie con un reddito basso: nuclei familiari con Isee non superiore a 8.265 euro, famiglie con almeno 4 figli a carico e Isee non superiore a 20 mila euro, nucleo titolare di reddito/pensione di cittadinanza oppure famiglie in cui una grave malattia costringa uno dei componenti all’utilizzo di apparecchiature mediche alimentate con l’energia elettrica (elettromedicali) indispensabili per il mantenimento in vita.

A definire modalità attuative del nuovo bonus sarà l’Autorità per l’energia “tenuto conto del recupero dei costi efficienti di esercizio e di investimento” e sulla base dei principi e dei criteri individuati con un decreto del presidente del Consiglio dei Ministri. Quest’ultimo dovrà essere definito su proposta del Ministero del Lavoro di concerto con i dicasteri dell’Ambiente e dell’Economia e dovrà essere adottato entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del Dl, entro il prossimo 23 aprile.

La domanda potrà essere presentata al Comune di residenza o a un altro ente designato dal Comune, quali CAF (Centri di Assistenza Fiscale) o Comunità montane, utilizzando i moduli appositi. Anche i titolari di reddito o pensione di cittadinanza devono presentare la domanda con le stesse modalità degli altri soggetti. Per depositare la richiesta saranno necessari un documento di identità (o eventuale delega), l’attestazione dell’Isee in corso di validità e due moduli , disponibili entrambi sul sito dell’Autorità, che servono a fotografare la situazione economica familiare e a recuperare le informazioni relative alla propria fornitura. I titolari di reddito dovranno indicare anche il numero di protocollo o comunque l’attestazione utile a documentare la titolarità di Reddito di Cittadinanza o Pensione di Cittadinanza.

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In questi ultimi due casi la legge di conversione del decreto fiscale prevede anche l’estensione del bonus idrico. Coloro che ne beneficiano possono già accedere, come noto, anche al bonus luce e gas. Devono, come ricordato sopra, documentare all’atto della presentazione della domanda di “sconto” di essere titolari dell’assegno introdotto dal governo.

Il decreto fiscale prevede poi un ampliamento del bonus idrico, l’agevolazione applicata nella bolletta dell’acqua che includerà anche lo sconto per i costi relativi ai servizi di fognatura e depurazione. Il rafforzamento è scattato dal 1° gennaio: sarà Arera a definire le modalità di quantificazione, riconoscimento ed erogazione del nuovo sconto. Le condizioni di accesso saranno le stesse degli altri bonus. Lo sconto, esteso anche a fognatura e depurazione, potrà coprire per una famiglia tipo di tre persone in stato di bisogno (con consumo di 150 metri cubi annui) circa un terzo del valore della spesa annua sostenuta per la bolletta dell'acqua.

Dal 1 gennaio 2021 saranno inoltre riconosciuti in automatico i bonus luce, gas e acqua per i beneficiari. Sarà l’Autorità con suoi provvedimenti, sentito il Garante per la privacy a definire le modalità di trasmissione delle informazioni utili da parte dell’Inps al sistema informativo integrato, il maxi cervellone gestito dall’Acquirente Unico che contiene l’identikit di tutti i contatori elettrici e gas attivi.

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Tags: Rifiuti