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Speciale Decreto rinnovabili: intervista a Walter Righini, Fiper – Prima parte

Walter Righini - Nonsoloambiente

La nuova bozza del Decreto rinnovabili soddisfa solo in parte Fiper, Righini: "Bene la riduzione dei certificati verdi, che porterà maggiore concorrenza e trasparenza, ma il decreto dovrebbe valorizzare di più le rinnovabili termiche e avere una prospettiva di lungo periodo".

Dopo la pubblicazione da parte del MISE nella nuova bozza del Decreto sui meccanismi di incentivazione per le rinnovabili non fotovoltaiche per il biennio 2015-16 sono iniziate le reazioni da parte degli addetti ai lavori. Abbiamo intervistato sul tema Walter Righini, Presidente di Fiper - Federazione Italiana di Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili, l’associazione che riunisce i gestori di teleriscaldamento a biomassa legnosa e i produttori di biogas agricolo

 

"Le energie da fonti rinnovabili faticano a ottenere una dignità economica e politica rispetto alle fonti fossili. Come uscire dalla situazione, considerando che ormai in Italia hanno un peso superiore al 40%?"

L’unico modo per “riconoscere” la dignità economica e politica alla produzione di energia da fonti rinnovabili è mettere al centro della politica industriale nazionale l’energia e il clima. Senza un’adeguata spinta all’innovazione e alla riconversione verso un’economia a basso impatto ambientale, è impensabile un cambiamento di rotta. Detto cambiamento presuppone un’evoluzione culturale; non a caso persino Papa Francesco, ha preso una posizione chiara nella lotta ai cambiamenti climatici e alla necessità di ripensare un modello di sviluppo che salvaguardi e promuova l’ambiente. Come pure Stati Uniti e Cina hanno dato chiari segnali di apertura rispetto alla riduzione dei gas serra. In questo scenario è a nostro avviso anacronistico e estremamente conservativo ragionare ancora ed esclusivamente sulla dicotomia fossili-rinnovabili anche se è altrettanto chiaro che gli interessi in gioco sono elevatissimi.Una nuova visione presupporrebbe considerare le fonti fossili come garanzia energetica di medio lungo periodo per le prossime generazioni. Vuoi sapere quali sono le energie rinnovabili utilizzate per produrre energia  in Italia, e quali gli obiettivi per il 2030? Scarica il nostro ebook gratuito!   

In Italia, la Strategia Energetica Nazionale ha rappresentato il primo tentativo di ragionare in un’ottica di medio lungo periodo, riconoscendo alle fonti rinnovabili, all’efficienza energetica e alla mobilità sostenibile un ruolo di primo piano. Ci attendiamo che quanto prima la Strategia venga messa in atto attraverso un vera e propria pianificazione con un’ottica temporale idonea alle strategie da adottare. Non è più infatti immaginabile pensare solo esclusivamente in termini di KWh prodotti, senza considerare la filiera e valutare le esternalità (ambientali, sociali ed economiche,) che quell’unità di energia rinnovabile permette di contemporaneamente di attivare sul territorio.

In particolare, l’aspetto del presidio territoriale, assume una rilevanza straordinaria nella filiera dell’utilizzo delle biomasse e del biogas. Il recupero e l’impiego di biomasse legnose residuali derivanti dalla manutenzione boschiva, o i reflui e sottoprodotti agricoli permettono ai produttori di energia termica ed elettrica di svolgere un ruolo di primo piano con forti ricadute atte a prevenire i rischi idrogeologici e favorire l’integrazione tra le filiere food e non food.

 

"Nuovo Decreto rinnovabili di prossima attuazione: qual è la vostra posizione rispetto al testo attualmente in esame? Quali miglioramenti sarebbero auspicabili?"

Premesso che FIPER rappresenta in particolare gestori di impianti di teleriscaldamento a biomassa vergine e di biogas, innanzitutto mi preme sottolineare la idiosincrasia, anche e soprattutto a livello legislativo, tra il comparto termico/efficienza energetica e il comparto elettrico. Nel primo caso gli operatori del teleriscaldamento a biomassa sono in attesa da ormai ben 4 anni, ovvero dall’entrata in vigore del Decreto 3 marzo 2011, n.28 dell’emanazione del decreto attuativo sulle modalità di gestione del “fondo di garanzia” per la realizzazione delle reti di teleriscaldamento confluito poi nel fondo di efficienza energetica non ancora avviato. Dal 2011, si è quindi generato un gettito di circa 80 milioni di Euro confluito in seguito nel Fondo nazionale di efficienza energetica, bloccato attualmente presso la Cassa conguaglio per il settore elettrico.

 

Rispetto al DM in esame, nello specifico riferimento alla filiera biomasse-biogas, le tariffe riconosciute alla produzione di energia elettrica da biogas-biomasse rispetto a quelle definite nel DM 6 luglio 2012 sono leggermente diminuite, la tariffa riconosciuta alla produzione di energia elettrica da sottoprodotti è di 246 Euro/MW. E’ stato incomprensibilmente eliminato il premio ambientale, prima previsto, così come il bonus per il calore impiegato in reti di teleriscaldamento. Ciononostante viene mantenuto, fin dal 2008, il riconoscimento della tariffa di 280 Euro/Me per gli ex zuccherifici che decidano di riconvertirsi alla produzione di energia per un totale di 120 MWe disponibili bloccando di fatto da oltre 10 anni una risorsa di dica 100/120 Milioni di €. In questo caso risulta di estrema difficoltà la realizzazione di detti impianti (vedasi a riguardo l’appello che FIPER aveva lanciato nel 2013) e sarebbe auspicabile valutare seriamente la possibilità di allocare queste preziose risorse bloccate dal mancato avvio degli impianti al Fondo nazionale di efficienza energetica.

Altra miglioria riguarda la possibilità di riconoscere un incentivo alla produzione di energia elettrica derivante dall’efficientamento degli impianti esistenti di produzione calore e teleriscaldamento recuperando il calore derivante dal trattamento dei fumi. Azione questa che potrebbe rientrare negli interventi di potenziamento e di efficientamento degli impianti esistenti.

Questione fondamentale e di primaria importanza rimane poi la definizione dei criteri di sostenibilità per gli impianti alimentati a biomassa e biogas. Il decreto (art. 8) fa riferimento ai criteri di sostenibilità definiti nel d. Lgs 28/ 2001 che riguardano esclusivamente i biocarburanti e i bio-liquidi. Non sono stati ancora attuati in Italia i criteri di sostenibilità relativi alle biomasse e al biogas. Su questo aspetto auspichiamo un intervento forte e puntuale che miri a fare chiarezza una volta per tutte sul corretto impiego delle biomasse legnose a fini energetici valutando opportunamente costi e benefici.

Leggi la seconda parte dell'intervista a Walter Righini.

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Tags: rinnovabili