Anci - GSE: firmato l’accordo per l’efficientamento degli edifici pubblici

Il protocollo d’intesa permetterà l’attuazione su larga scala del progetto “Sostenibilità in Comune”, per ridurre l’impatto ambientale del patrimonio edilizio pubblico.

La bolla che ha causato la crisi del settore immobiliare nel 2007 non è l’unica ragione per la quale il mercato stenta a ripartire: il grande ostacolo dell’Italia, oggi, è un patrimonio immobiliare costituito per la maggior parte di abitazioni troppo grandi rispetto ai desideri dei nuclei familiari attuali e con bassi livelli di efficienza energetica. Questo secondo problema non riguarda soltanto gli edifici abitativi, ma anche quelli della pubblica amministrazione.

Uso di fonti di energia rinnovabile ed efficientamento energetico degli edifici sono le macro categorie di interventi che coinvolgeranno i Comuni italiani, grazie a una nuova collaborazione tra Anci e GSE. Il protocollo d’intesa permetterà l’attuazione su larga scala del progetto GSE “Sostenibilità in Comune”, avviato per supportare e sensibilizzare i Comuni aiutandoli a ridurre il loro impatto ambientale.

 

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A partire dal 2013, il GSE mette a disposizione 200 milioni di euro ogni anno per migliorare l’efficienza energetica del patrimonio edilizio pubblico: il progetto conta già oltre 1.700 progetti di riqualificazione effettuati in 800 Comuni italiani. Gli interventi previsti dall’accordo riguardano prevalentemente l’ottimizzazione degli impianti di produzione di energia rinnovabile già presenti sul territorio e il supporto per la progettazione e attuazione di interventi per la mobilità sostenibile. Gli interventi già realizzati grazie al contributo del GSE hanno finora consentito un risparmio energetico pari a 300.000 tonnellate di petrolio e 790.000 tonnellate di gas responsabili dell’effetto serra.

Il risparmio di energia si traduce in un risparmio economico, finora valutato in circa 170 milioni di euro annui. Il Protocollo d’Intesa intende dunque estendere le buone pratiche creando modelli virtuosi di economia circolare, nei quali la riduzione dell’impatto ambientale si lega ad un aumento di posti di lavoro e di produzione di reddito sul territorio. Gli interventi saranno accompagnati da attività formative che coinvolgeranno gli amministratori e il personale dei Comuni, per formarli sulle opportunità di finanziamento per la riqualificazione energetica.

L’ambizione di Anci è quella di poter vantare un gran numero di Comuni capaci di seguire l’esempio dei dieci virtuosi sopra i centomila abitanti che già hanno raggiunto l’autosufficienza energetica: tra questi Parma, Foggia, Latina, Ravenna e Pescara. Attraverso una visione sinergia, l’accordo potrebbe portare i Comuni a compiere qualche passo sulla strada che porta a quell’Economia della Ciambella teorizzata da Kate Raworth, ovvero un modello economico che non può prescindere dall’etica e dalla sostenibilità, in cui ogni azione genera non solo consumo ma anche e soprattutto valore.

 

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