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Rifiuti speciali, come gestirli e smaltirli: la visione europea

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Oltre l'80% dei rifiuti prodotti in Italia è composto da rifiuti speciali. Come gestirli in sicurezza ora e in futuro? Il tema è stato al centro del convegno organizzato da Barricalla Spa e FISE Assombiente a Torino lo scorso 7 ottobre.

 

7 ottobre 2019. La cornice è quella dell'Energy Center del Politecnico di Torinoe l'occasione è quella del convegno Rifiuti speciali: la visione europea. Esperienze a confronto”organizzato da Barricalla Spa (società che gestisce l'impianto di Collegno di smaltimento per i rifiuti speciali)in collaborazione con FISE Assoambiente (Associazione delle imprese di igiene urbana, riciclo, recupero e smaltimento di rifiuti urbani e speciali ed attività di bonifica).

Un tema complesso e spinoso, considerato che oltre l’80%dei rifiuti che viene prodotto nel nostro Paese è composto da rifiuti speciali, pericolosi e non. Tutti devono essere analizzati, messi in sicurezza e smaltiti in maniera corretta, onde evitare danni ambientali  e sociali per i territori e le comunità.

Chicco Testa, Presidente di FISE Assoambiente, introducendo i lavori, ha evidenziato come non si comprenda il fatto che solo in Italia i rifiuti sono diventati non solo un problema ma un'emergenza, mentre in Europa sono gestiti come risorsa. Nei giorni precedenti al convegno, aveva commentato: “Un Paese responsabile deve poter disporre di un sistema di gestione dei rifiuti adeguato ed evoluto sul piano industriale e quindi della necessaria impiantistica per rispondere alle esigenze che emergono da una pianificazione del settore. Un sistema moderno è indispensabile per una corretta gestione dei rifiuti nel rispetto dell’ambiente, per la competitività del sistema Italia anche rispetto alle realtà europee, per l’attrazione di investimenti e quindi anche per un equo funzionamento del mercato del settore”.

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L’urgenza è grande e il tema ha bisogno di essere affrontato seriamente per risolvere i problemi oggi e per non doverci trovare in emergenza domani” ha dichiarato Alessandro Battaglino, Presidente di Barricalla Spa. “Per questo come Barricalla abbiamo deciso di assumere un compito forse non nostro, ma non più rimandabile: parlare di rifiuti speciali, divulgare, far conoscere perché solo così si può creare attenzione attraverso il tema.

Le questioni affrontate nel convegno sono quelle che dovrebbero trovare spazio (e risposta) nel dibattito pubblico e nell'agenda politica nazionale: cosa succederà in Italia quando le discariche saranno definitivamente piene? Quali sono le strategie messe in campo dagli altri Paesi europei?

Marco Steardo, Presidente Sezione Rifiuti speciali, Intermediazione e Bonifiche di FISE Assoambiente ha illustrato i risultati del Report dell'Associazione "Per una strategia nazionale dei rifiuti". Il responso? “Qualora arrivassimo a riciclare l'80% dei rifiuti della produzione attuale, avremmo comunque 30 milioni di tonnellate che devono trovare una gestione alternativa al riciclo”.

Di qui, la necessità di condividere esperienze e informazioni ha chiamato a raccolta quattro realtà, in rappresentanza di altrettanti Paesi europei, che operano nel campo dei rifiuti speciali: GSB per la Germania, Tradebe per la Spagna, SUEZ per la Francia e Barricalla per l’Italia.

Álvaro San Pedro di Tradebeha affermato: “Come azienda abbiamo avviato processi per recuperare i rifiuti pericolosi non idonei al riciclo con la produzione di nuovo combustibile”. Da parte sua, Dominik Deinze di GSB Bavariaha sottolineato come gli obiettivi principali del piano bavarese di gestione rifiuti pericolosi siano prossimità e autosufficienza. Principi condivisi anche in casa SUEZ, in rappresentanza della quale Christophe Malletha ricordato che l'economia circolare deve mantenere criteri rigorosi per evitare percorsi facilitati. SUEZ, ad esempio, tratta più di 3 milioni di tonnellate l'anno di rifiuti pericolosi per i quali il principio di prossimità spesso supera i confini nazionali.

Le conclusioni sono state affidate a Renzo Macelloni, Sindaco di Peccioli, in provincia di Pisa, che presenta il caso di Belvedere S.p.A., buona pratica ed esempio virtuoso di governance del territorio. “Barricalla e Peccioli sono impianti normali. Diventano speciali quando la normalità è un eccezione” ha specificato Macelloni. “Se gestisci correttamente e dai partecipazione anche economica a cittadini e imprese private si supera l'opposizione”.Scarica l'abstract del sondaggio:  "Gli italiani e la raccolta differenziata"

Tags: Rifiuti