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Pubblicata la Roadmap della Finanza Sostenibile 2022-2024

Pubblicata la Roadmap della Finanza Sostenibile 2022-2024

L’Europa si schiera ancora: contrasto al greenwashing e promozione della trasparenza per tutelare il mercato ESG e i suoi investitori. Obiettivo collaborazione grazie al dialogo possibile tra ANC e ESMA.

La crescente importanza della finanza sostenibile continua a calamitare le attenzioni della Comunità Europea. Con la pubblicazione della Roadmap della Finanza Sostenibile 2022-2024, diffusa lo scorso mese di febbraio dall’Autorità Europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA), aree di intervento e azioni da compiere per coordinare uno sviluppo, legale e coerente dei mercati ESG all’interno degli stati dell’Unione, sono messe nero su bianco.

Il piano ha uno scopo duplice; da un lato garantire interventi tempestivi dell’ESMA, che ha il compito di proteggere gli investitori e garantire l’equilibrio all’interno del mercato ESG, dall’altro misurare i progressi della stessa ESMA e, dove necessario, adeguare le priorità d’intervento alla luce delle evoluzioni di nuovi e vecchi fenomeni del mercato ESG.

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L’ESMA ha sviluppato nel 2020 la Strategia della Finanza Sostenibile come primo step di intervento, dando il là ad azioni che hanno permesso l’integrazione del concetto di sostenibilità sullo sviluppo del codice unico della finanza, la costruzione di approcci comuni per incorporare i fattori ESG (Environmental, Social and Governance) nelle azioni di supervisione delle NCA (o ANC, cioè le Autorità nazionali competenti). Ha permesso, inoltre, il monitoraggio degli sviluppi del mercato e l’identificazione dei rischi legati alla sostenibilità finanza, infine, dato la possibilità di rendere trasparente il ruolo dei fattori ESG nel processo di assegnazione del rating.

Nei 2021 la Commissione Europea ha ulteriormente sviluppato questi contenuti all’interno della Roadmap della Finanza Sostenibile, consapevole della velocità con cui il mercato ESG si è evoluto, quindi identificando, per l’appunto, le aree di intervento.

I capisaldi del documento sono tre: affrontare il fenomeno del greenwashing e promuovere la trasparenza, rafforzare le capacità di Autorità Nazionali Competenti e Autorità Europea degli Strumenti finanziari e dei mercati, sviluppare il monitoraggio della valutazione dei mercati e dei rischi ESG.

Saper riconoscere i prodotti finanziari solo in apparenza eco-sostenibili è fondamentale per incentivare l’economia green. La crescente domanda di investimenti ESG non è corrisposta ad un'adeguata trasparenza ed è poco misurabile il reale impatto sulla sostenibilità di alcuni prodotti finanziari disponibili nel mercato. Questa evidenza - si legge all’interno della Roadmap della Finanza Sostenibile 2022-2024 - comporta un rischio di rappresentazione ingannevole e divulgazione illecita di informative economiche, quindi una possibile vendita errata di etichette ESG e non ultimo problemi di stabilità finanziaria.

Anche per questo l’ESMA ha scelto di affrontare il problema del greenwashing, neologismo con cui vengono individuate tutte le operazioni falsamente vendute come sostenibili e che nascondono, in realtà, una normale attività d’impresa non in linea con i principi di sostenibilità. Non tutte le pratiche di greenwashing sono intercettate oggi dal mercato europeo, per questo è necessario che l’Ue si doti di una supervisione efficace e per prima delinei le varie sfaccettature del fenomeno.

La finanza sostenibile va incrementata anche attraverso un intervento di guida e controllo delle Autorità Nazionali Competenti. La Roadmap della Finanza Sostenibile propone di supportare la facilitazione dello scambio di conoscenze e informazioni in materia di ESG, tramite l’ESMA, e verso le ANC. Questo avverrà prestando ascolto alle realtà dei singoli territori dell’Unione, ma anche scambiando le esperienze con gli enti europei.

La stesura di una roadmap che supporta investitori e imprese verso la finanza sostenibile e l’educazione finanziaria è una delle strade che l’Unione Europea ha scelto di percorrere per implementare la Tassonomia, quindi puntare ad un’Europa climaticamente neutrale entro il 2050.

 

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Tags: finanza