Progetto “Arcipelago pulito” per un ecosistema migliore

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Il progetto ha come scopo la pulizia delle acque marine da parte dei pescatori per incentivare a non rigettare in mare la plastica che i pescherecci issano sulle barche quando pescano. Tra il mese di aprile e settembre sono stati raccolti 16 q di rifiuti da parte sei pescherecci coinvolti nel programma. Il problema rimane il vuoto legislativo da colmare.

Grazie ad un protocollo di intesa siglato a marzo tra Regione Toscana, Ministero dell'Ambiente, Unicoop Firenze, Legambiente, Guarda Costiera, Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale, la società Labromare, Revet, la cooperativa Cft e i pescatori, si è dato il via al progetto “Arcipegalo pulito” che vuole promuovere e sensibilizzare l'attenzione dei pescatori nel prendersi cura del mare in cui tutti si pesca e che è fonte di sostentamento non solo per l'uomo ma per l'intero ecosistema marino.

Giunti a fine progetto, protagonisti sei pescherecci di Livorno che hanno lavorato su base volontaria per sei mesi, ora si chiede a gran voce al Ministro Costa di apportare modifiche alla legge vigente secondo cui chiunque peschi e tenga sulla propria barca qualsiasi genere di rifiuto raccolto in mare ne è responsabile e debba anche assumersi i costi di smaltimento. Durante lo svolgimento del progetto “Arcipelago pulito” i pescatori erano tenuti a trattenere sulla propria imbarcazione i rifiuti e portarli al porto dove erano stati posizionati dei contenitori per la raccolta di plastica che successivamente sarebbe stata analizzata e nei casi positivi avviata alla fase di riciclo.

Prima del progetto la plastica imbarcata durante la pesca era ritenuta rifiuto speciale e quindi gravava sull'imbarcazione che la riportava sulla banchina portuale, motivazione per cui la maggior parte dei pescherecci rigettava in mare i rifiuti issati. 

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Claudio Vannini, Responsabile relazioni esterne Unicoop Firenze ha dichiarato: “Con questo progetto speriamo si possa fare una legge che obblighi i pescatori a non ributtare i rifiuti in mare ma riportarli alla banchina per poterli riciclare ripulendo così il mare, anche se non del tutto, ma dando un buon contributo”.

I pescatori sostenuti da Labromare, la concessionaria per il porto di Livorno per la pulizia degli specchi acquei portuali, che periodicamente si occupa di svuotare i cassoni presenti nel porto in cui i pescherecci svuotano i contenuti plasticosi issati sulla barca, in più si occupa di trasportarli alla Revet, azienda leader nella gestione integrata del ciclo dei rifiuti, dove i rifiuti vengono analizzati e classificati per essere destinati al riciclo o allo smaltimento.

"L'esperimento che in questi mesi stiamo facendo ci dice che i pescatori possono dare un contributo importante per pulire il mare - spiega Vittorio Bugli, Assessore alla Presidenza Regione Toscana - e come Regione siamo pronti a mettere a disposizione l'esperienza fatta ed avanzare proposte normative". 

I pescatori di Livorno coinvolti hanno raccolto 1590 chilogrammi di rifiuti e poco meno di un quarto delle plastiche raccolte sono risultate riciclabili. "Se moltiplichiamo questo dato per tutti i pescherecci presenti in Italia – aggiunge Bugli – possiamo comprendere il contributo che allargare questo progetto darebbe alla salvaguardia dell'ambiente e allo sviluppo di un'economia collaborativa".

Si pensi che per soddisfare il fabbisogno nazionale vengono utilizzate tra i 7 e 8 miliardi di bottiglie in plastica (da 1,5 litri) risultanti dalla lavorazione di 456 mila tonnellate di petrolio, che causano l’emissione di 1,2 milioni di tonnellate di CO2. Soltanto un terzo delle bottiglie viene avviato a riciclo. Le restanti vengono portate in discarica, inceneritore o disperse nell’ambiente causando una grave perdita di biodiversità e aggravando le condizioni delle risorse idriche naturali, secondo quanto riportato dall'Osservatorio Nazionale sullo stile di vita 2018. 

Sicuramente questo potrebbe essere un buon inizio virtuoso per la salvaguardia dell'ambiente marino e per porre una maggior attenzione e sensibilizzazione del Governo sulle problematiche ambientali.

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