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POINTs: EBS Energia da Biomasse Solide

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Oggi viene pubblicato il contributo di EBS Energia da Biomasse Solide

Dalla RED III un freno alla produzione di energia rinnovabile da biomasse solide

Il Parlamento Europeo ha adottato nella seduta plenaria dello scorso 14 settembre la proposta di direttiva sulle energie rinnovabili (RED III) con cui si chiede di aumentare la quota di energia rinnovabile in Europa fino al 45% entro il 2030. La proposta modifica la RED II, evoluzione della direttiva inizialmente presentata nel 2021 nell’ambito del pacchetto Fit for 55 e rafforzata a maggio con il piano RepowerEU. Con questa revisione sono stati introdotti alcuni criteri restrittivi che colpiscono il settore delle biomasse solide che contribuisce con 4,2 GWh l’anno alla produzione di energia rinnovabile.

In virtù del suo ruolo, l’Associazione EBS che riunisce i principali operatori industriali di questo comparto in Italia, pone l’accento sulla necessità di rivedere alcuni aspetti della direttiva RED III per consentire di mantenere in funzione gli impianti di produzione energia elettrica rinnovabile da biomasse solide presenti su tutto il territorio nazionale e concorrono alla transizione ecologica e alla diversificazione del mix energetico. Rispetto alle modifiche della direttiva, EBS sottolinea che la posizione del Parlamento Europeo vieta l’incentivazione della biomassa legnosa primaria e il suo utilizzo, includendo in questa definizione anche gli scarti forestali. Tutto il legname abbattuto o comunque tagliato e asportato; tutto il legno ottenuto dalle rimozioni, ovvero le quantità di legno asportate dalle foreste, compreso il legno recuperato a causa della mortalità naturale, dell'abbattimento e del disboscamento; tutto il legno rimosso con o senza corteccia, incluso il legno rimosso in forma rotonda o divisa, grossolanamente squadrata o meno, ad esempio rami, radici, ceppi e radica (quando raccolti) e legno grossolanamente sagomato o appuntito. Gran parte della biomassa indicata non è adatta per l'uso in altre industrie della lavorazione del legno, come segherie, industria della cellulosa e della carta, perché la sua qualità è troppo bassa. Se tale biomassa di qualità inferiore non viene utilizzata per produrre bioenergia, rimarrà nelle foreste, aumentando il pericolo di focolai di parassiti e incendi. Conosciamo quali sono i rischi della mancata manutenzione dei territori boschivi e della degenerazione di materiale schiantato. Come purtroppo è avvenuto qualche anno fa con la tempesta Vaia. Gli alberi schiantati sono stati utilizzati fin dove possibile nelle segherie, ma si è riusciti a smaltire tutto il resto grazie alle centrali a biomasse solide. Allo stesso modo, in Italia, gli operatori del settore sono stati coinvolti dalle istituzioni locali nell’ultimo anno per preservare il patrimonio forestale nelle aree colpite dal bostrico o dalla xylella, raccogliendo il materiale reso inutilizzabile dall’infezione. L’appello alla legislazione dell'UE è che consenta agli Stati membri e ai silvicoltori di rimuovere e vendere biomassa di bassa qualità proveniente dalle loro foreste ai fini della produzione di energia, in una logica di economia circolare. In sostanza che non venga utilizzata la definizione di biomassa primaria come indicatore della sostenibilità della biomassa.

Oltre a contribuire alla decarbonizzazione con una fonte rinnovabile che ha nella programmabilità il suo punto di forza, il settore delle biomasse solide funziona da 15 anni secondo il modello virtuoso dell’economia circolare. L’incentivazione premia la filiera corta, quindi l’utilizzo a cascata di biomassa proveniente da un raggio di 70 chilometri dalla centrale (oppure entro una filiera nazionale disciplinata dal MIPAAF e regolata con contratti quadro volontari approvati dallo stesso Ministero). Oggi l’impiego annuo di biomassa solida in Italia supera i 2,5 milioni di tonnellate e più del 90% è raccolto secondo queste due modalità. L’auspicio è che in un momento storico complicato in cui l’energia rinnovabile è un fattore decisivo per il futuro del nostro pianeta, le istituzioni europee - Parlamento UE, Consiglio UE e Commissione Europea - riunite nel prossimo trilogo recepiscano il valore aggiunto e i benefici che le biomasse solide possono apportare alla transizione energetica in vista dell’approvazione finale della RED III prevista nella prima metà del 2023.

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