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POINTs: EBS Energia da Biomasse Solide

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Oggi viene pubblicato il contributo di EBS Energia da Biomasse Solide

Lo scorso marzo la Commissione Europea ha adottato una comunicazione contenente una strategia per affrontare l’aumento dei prezzi dell’energia e rendere l’Europa indipendente dai combustibili fossili russi ben prima del 2030, a partire dal gas. Un documento che, definito con urgenza in seguito ai recenti avvenimenti bellici, manca però di visione e non include soluzioni, come quelle dellindustria della bioenergia, le biomasse solide e i biocarburanti, in grado di dare una rapida risposta alla dipendenza energetica. Sulla scorta di queste osservazioni, l’Associazione EBS (Energia da biomasse solide) ha sottoscritto con altre 517 realtà italiane e internazionali una lettera rivolta alla presidente Ursula von der Leyen, al vicepresidente esecutivo Frans Timmermans e ai commissari Kadri Simson e Thierry Breton in cui è espresso il malcontento per la mancanza di un approccio coerente a lungo termine.

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Nei suoi intenti, la strategia REPowerEU delinea una serie di misure per rispondere allaumento dei prezzi dellenergia in Europa e per ricostituire le scorte di gas per il prossimo inverno. Al centro, la diversificazione delle forniture di gas, ma anche delle fonti, con un massiccio investimento nelle rinnovabili che darebbe una spinta significativa al New Green Deal, e la protezione dei consumatori dai contraccolpi economici della crisi. L’obiettivo è ridurre la domanda di gas russo di due terzi prima delle fine dell’anno. Successivamente alla strategia, la Commissione Europea ha presentato il piano operativo in cui emerge la posizione marginale delle biomasse solide e delle bioenergie: solo in un paragrafo viene riconosciuto il loro contributo nel mix energetico rinnovabile (pari a circa il 60%) e viene previsto un aumento moderato ma costante del settore al 2030.

 

Tuttavia, è evidente la mancanza di valide opzioni diversificate e di un mix energetico che sia sicuro, stabile, accessibile e fondato su fonti esclusivamente rinnovabili. Un mix con una componente fondamentale per l’efficienza, la programmabilità e la logica di economia circolare: le biomasse solide. L’energia di questa fonte rinnovabile viene prodotta da residui provenienti da diverse industrie e materie prime creando importanti sinergie con altre filiere, come quella agricola e agroindustriale. Il sistema funziona in gran parte attraverso la gestione sostenibile delle foreste, con tutti i vantaggi che questo comporta in termini di manutenzione del territorio, aumento dello stock di carbonio, conservazione della natura e non ultimo la creazione di posti di lavoro e la generazione di reddito per le comunità locali. Mantenere in buona salute un bosco significa per un Paese risparmiare gli elevatissimi costi da sostenere in situazioni emergenziali causate da fenomeni estremi di tipo idrogeologico o incendi. In una situazione come quella attuale di crisi energetica la priorità dovrebbe essere mantenere e tutelare il parco di produzione energetica da fonti rinnovabili esistente, prima ancora di investire su nuove infrastrutture e soluzioni. Di fronte alla “fame” di energia che ha l'Europa, è inconcepibile che non si tenga conto degli impianti rinnovabili che già esistono, valorizzando le biomasse forestali con schemi virtuosi di economia circolare e importanti benefici economici per la collettività e la fiscalità.

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