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POINTs: EBS Energia da Biomasse Solide

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Per la rubrica POINTs di oggi, viene pubblicato il contributo di EBS Energia da Biomasse Solide

Valorizzare il mix di rinnovabili già disponibili per favorire l’indipendenza energetica dell’Italia

Il drammatico contesto creatosi con il conflitto in Ucraina impone una forte accelerazione allo sviluppo delle rinnovabili nel nostro Paese per sopperire all’importante domanda di gas con l’obiettivo di ridurre la storica dipendenza energetica dall’estero. In tale scenario, le biomasse solide rappresentano un caso esemplare di come il mercato dell’energia viva una confusione normativa in un momento strategico per il nostro Paese.

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Con l’aggravarsi del quadro geopolitico, l’auspicio è di non fare ulteriori passi indietro pregiudicando le fonti virtuose e l’economia circolare che vi fa riferimento. Occorre una visione laterale, su scala europea e di lungo periodo che consenta di pianificare il futuro per non ritrovarsi impreparati a gestire le prossime contingenze, anche utilizzando risorse e tecnologie già disponibili per guidare il cambiamento in chiave sostenibile ed efficiente. Tra queste figurano gli impianti a biomasse solide che, basandosi sul modello dell’economia circolare, contribuiscono alla produzione nazionale di energia elettrica per oltre 4.000 GWh/anno. Per produrre la stessa energia sarebbero necessari 0,8 miliardi di metri cubi di gas. Tra le fonti rinnovabili le biomasse solide sono anche quelle in grado di garantire la maggiore continuità, concorrendo alla stabilità della rete elettrica. Il settore impiega oltre 5 mila lavoratori, tra diretti e indiretti.

L’incentivazione alla produzione di energia rinnovabile dei grandi impianti a biomasse nasce con i Certificati Verdi, introdotti dalla Legge n. 244/2007, poi gradualmente sostituiti con un sistema di tipo feed-in premium (art. 24, c. 2, lett. b del D. Lgs n. 28/2011), per una durata pari alla vita media utile convenzionale delle specifiche tipologie di impianto. A fine 2019 in Italia risultavano incentivati 410 impianti alimentati a biomassa per una potenza di oltre 780 MW (fonte: Rapporto Statistico GSE 2019). Gran parte della potenza installata opera in siti produttivi come distillerie e/o industrie di trasformazione, recuperando sottoprodotti e scarti provenienti dai propri processi industriali e dalle filiere vitivinicola, agroalimentare, forestale e del legno, altrimenti destinati a smaltimento. Filiere riconosciute dallo stesso Ministero delle Politiche Agricole, che assegna una premialità aggiuntiva a chi rispetta determinati criteri (il cosiddetto “premio di filiera corta”).

Eppure queste virtuose fonti di energia soffrono da anni una preoccupante incertezza normativa: causa l’impossibilità di pianificare gli investimenti per realizzare nuove installazioni, o anche solo adeguare quelle esistenti, già dal 2023 si spegneranno i primi impianti. Ciò accadrà nel momento in cui il contributo delle rinnovabili è più necessario, anche per non fallire negli obiettivi europei di sostenibilità al 2030. Infatti la quota di produzione di energia prodotta dagli impianti da biomasse solide è stata conteggiata ai fini del Pniec che recepisce gli obiettivi UE definiti nella direttiva RED II, verso la transizione ecologica. Lo stesso DLgs n. 28/2011 (art. 24, c. 8) stabiliva che, sulla base di indirizzi stabiliti dal Ministro dello Sviluppo economico, l’Autorità per l'energia (oggi ARERA) definisse “prezzi minimi garantiti”, ovvero l’integrazione dei ricavi conseguenti alla partecipazione al mercato elettrico per quegli impianti che avessero proseguito l’attività oltre la scadenza degli incentivi. A distanza di 10 anni la normativa non è ancora stata applicata. Inutile dire che il tempo stringe e la crisi del gas non accenna a diminuire.

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Dal mese di febbraio abbiamo introdotto la rubrica POINTs, dedicata a raccogliere ed ascoltare le associazioni di categoria in merito a dati, notizie di attualità nonché decreti legislativi e norme di riferimento in quanto - consapevoli del potere e del diritto di rappresentanza che esercitano - riteniamo siano stakeholder primari e di riferimento per fornire al lettore un punto di vista necessario, frutto di una competenza residente.

Tags: Rubriche, POINTs