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Oggi viene pubblicato il contributo di Aicel

Le scelte ecosostenibili per le imprese attive nel commercio elettronico 

Il tema della sostenibilità ambientale nell’e-commerce è sempre più attuale e stringente alla prova dei traguardi da raggiungere nel processo di transizione ecologica che l’Italia e l’Europa stanno affrontando. Il florido settore degli acquisti online è strettamente legato al comparto della logistica in cui confluisce la parte clou delle pratiche ambientali di un’azienda. È senza dubbio che il commercio online rappresenti uno dei comparti dell’economia italiana più vivaci. Gli ultimi dati Istat sul commercio al dettaglio (luglio 2022) mostrano una crescita dell’e-commerce pari al +20,6% su luglio 2021 e del + 3,7% rispetto al periodo giugno-luglio dell’anno precedente. “Risultati che sono motivo di orgoglio per il settore, ma che proprio per il peso che ha acquisito negli anni il nostro settore devono far pensare con uno sforzo maggiore anche all’urgenza di soluzioni logistiche efficaci per il rispetto dell’ambiente”, afferma Andrea Spedale - presidente di AicelSe infatti le multinazionali dell’e-commerce hanno più spesso obiettivi di sostenibilità dichiarati, la situazione è ancora molto incerta da questo punto di vista tra le PMI. Da una recente ricerca del Green Transition Hub della LIUC Università Cattaneo è emerso che il 45% di queste ultime nella logistica non ha dichiarato i propri obiettivi di sostenibilità. Piccoli passi sono stati fatti, ad esempio con investimenti in imballi ecosostenibili, ma la strada è ancora lunga. “Probabilmente non tanto per motivi di carattere culturale quanto per i costi che spesso gli investimenti green richiedono in una situazione economica aggravata anche dai costi energetici”, aggiunge Spedale. D’altronde la stessa tendenza è emersa anche in un sondaggio realizzato da Aicel tra i suoi associati (aprile 2022). Tra i risultati dell’analisi di Aicel, spicca il 74,5% degli intervistati che non prevede modalità di spedizione senza fretta”. A utilizzare questa formula più ecologica, che richiede qualche giorno per la consegna a domicilio, è il 22,7% degli associati. Solo il 2,7% la valorizza spiegando al consumatore la maggiore sostenibilità di questa opzione. Per le imprese oggi è ormai imprescindibile organizzarsi strutturalmente con scelte sia interne sia di filiera. Nelle loro priorità dovrebbe rientrare per esempio l’utilizzo di server farm dotate di macchine performanti (ma purtroppo sempre più energivore) e l’opportunità di cambiare la valutazione dei partner secondo parametri ambientali, come la capacità di servirsi di alimentazione da fonti rinnovabili o di carbon credit, i certificati che compensano le emissioni CO2. Per le aziende che operano nell’e-commerce questa è una scelta strategica nel processo di decarbonizzazione che riguarda tutti, nonché un elemento distintivo nel mercato che determina ricadute positive sulla reputazione.

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