PNRR: pubblicata la tabella di marcia degli investimenti
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PNRR: pubblicata la tabella di marcia degli investimenti

Lo scorso 6 agosto il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha firmato il decreto di assegnazione delle risorse finanziarie del PNRR ripartite tra le varie Amministrazioni coinvolte. Il decreto ha ricevuto inoltre l’avallo da parte della Ragioneria Generale dello Stato, un organo centrale che ha come principale funzione quella di garantire la corretta programmazione e la rigorosa gestione delle risorse pubbliche.

I finanziamenti ripartiti tra i vari Ministeri

Il documento illustra il plafond di finanziamenti che ogni Ministero riceverà per l’esecuzione di tutti gli interventi contemplati nel Pnrr. I 191,5 miliardi di euro del PNRR saranno distribuiti in maniera differente tra i vari Ministeri, in particolare parte delle risorse sarà così distribuita:

  • 15, 62 miliardi di Euro al Ministero della Salute;
  • 34,68 miliardi di Euro al Ministero della Transizione ecologica;
  • 39,70 miliardi di Euro al Ministero delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili;
  • 17,59 miliardi di Euro al Ministero dell’Istruzione;
  • 18,16 miliardi di Euro al Ministero dello Sviluppo Economico;
  • 11,73 miliardi di Euro al Ministero dell’Università e della Ricerca;
  • 12,48 miliardi di Euro al Ministero dell’Interno;
  • 7, 25 miliardi di Euro al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali;
  • 3,68 miliardi di Euro al Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali;
  • 2,72 miliardi di Euro al Ministero della Giustizia e del Consiglio di Stato;
  • 2,40 miliardi di Euro al Ministero del Turismo;
  • 12,84 miliardi di Euro al Ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione digitale.

Il documento inoltre prevede che le Amministrazioni debbano adottare ogni iniziativa necessaria per assicurare l’efficace e corretto utilizzo delle risorse finanziarie e concorrono a realizzare i traguardi (milestone) e gli obiettivi (target) del PNRR. Le Amministrazioni sono tenute a vigilare sulla tempestiva, efficace e corretta attuazione degli interventi di competenza e a inviare i dati relativi al sistema di monitoraggio gestito dal Dipartimento Ragioneria Generale dello Stato – Servizio centrale per il PNRR.

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I numerosi progetti finanziati

I progetti che saranno realizzati con i fondi messi a disposizione del PNRR sono numerosi ed investono una pluralità di settori. In particolare, le risorse saranno destinate a finanziare, tra l’altro, i seguenti progetti:

  • La riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua, compresa la digitalizzazione e il monitoraggio delle reti, azione che prevederà anche il coinvolgimento di ARERA;
  • La sperimentazione dell’idrogeno per il trasporto stradale, in cui sarà necessaria la collaborazione del Ministero delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili e del Ministero della Transizione ecologica;
  • Il rafforzamento dei nodi ferroviari metropolitani e dei collegamenti nazionali chiave;
  • La ricerca e lo sviluppo dell’idrogeno;
  • Gli interventi per la sostenibilità ambientale dei Porti;
  • L’industria eolica;
  • Rinnovabili e batterie;
  • Il Fondo per il Programma Nazionale della Ricerca (PNR) e Progetti di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN);
  • Piani Urbani Integrati;
  • Finanziamenti di start up;
  • Partenariati Horizon Europe;
  • Piano nazionale di digitalizzazione per il patrimonio culturale;
  • Servizi di infrastruttura cloud;
  • Caput Mundi. Next Generation EU per grandi eventi turistici;
  • Estensione dell’utilizzo delle piattaforme nazionali di identità Digitale (SPID, CIE) e dell’anagrafe nazionale digitale (ANPR);
  • Italia 5G – Corridoi 5G;
  • Space Factory.

Il PNRR rappresenta una sfida di dimensioni epocali non soltanto per la classe politica ma anche per la collettività intesa nella sua dimensione più ampia dal momento che per realizzare le riforme e gli interventi contemplati nei documenti programmatici redatti negli ultimi mesi vi deve essere una maggiore consapevolezza nonché assunzione di responsabilità da parte di tutti, ivi compresi i cittadini che possono essere il reale motore dei cambiamenti.

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