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Piano nazionale risparmio gas: il MITE firma i decreti per limitare l’uso del riscaldamento domestico

Piano nazionale risparmio gas il MITE firma i decreti per limitare l’uso del riscaldamento domestico

Previsti limiti differenti per le diverse aree del paese, previsto un risparmio di 3,2 miliardi di metri cubi e riduzione del rischio di dipendenza dalla Russia.


Nell’ambito del nuovo piano nazionale per il risparmio del gas, volto a contrastare gli effetti del rincari delle materie prime in atto ed a garantire la regolarità dell’approvvigionamento di metano per il Paese, riducendo i rischi connessi auna potenziale interruzione totale dei flussi dalla Russia, Il MITE ha diffuso il decreto sulla riduzione del riscaldamento per uso domestico. La norma, che ha valore per gli edifici adibiti principalmente ad uso abitativo, ma prevede limitazioni esplicite per asili e case di cura, oltre che eccezioni ad hoc, stabilite in separata sede, per edifici adibiti ad uso industriale o di officine artigianali, prevede che gli impianti centralizzati dei riscaldamenti condominiali vengano accesi otto giorni dopo la data consueta per ciascuna delle fasce climatiche dal DPR 412/1993, e spenti sette giorni prima. Inoltre, gli stessi impianti saranno accesi per un’ora in meno rispetto agli anni precedenti, ed in alcuni casi riducendo di un grado la temperatura massima.

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È da precisare che non tutto il Paese subirà similmente gli effetti della norma, in quanto le aree più fredde (fascia F, insistente soprattutto sull’arco alpino) non subiranno alcuna riduzione di orari e date, mentre le altre fasce subiranno riduzioni crescenti fino alla fascia A (Lampedusa, Porto Empedocle) dove i riscaldamenti resteranno accesi per massimo 5 ore al giorno.

In dettaglio le limitazioni orarie e di calendario secondo ciascuna delle zone:

  • zona A: 5 ore al giorno dal 8 dicembre al 7 marzo
  • zona B: 7 ore al giorno dal 8 dicembre al 23 marzo
  • zona C: 9 ore al giorno dal 22 novembre al 23 marzo
  • zona D: 11 ore giornaliere dal 8 novembre al 7 aprile
  • zona E: 13 ore al giorno dal 22 ottobre al 7 aprile
  • zona F: nessuna limitazione

Le fasce climatiche su cui si basa l’andamento degli impianti di riscaldamento condominiali in Italia sono basate sull’andamento dei gradi giorno, e non sono direttamente basate sulla collocazione geografica delle provincie italiane: I gradi giorno si calcolano sommando la differenza, nell’arco di un anno, tra la temperatura ambientale quotidiana e la temperatura di un ambiente interno convenzionalmente fissata a 20°C. Per tale motivo, ad esempio, i comuni delle aree montuose del centro-sud ricadono nella stessa fascia climatica delle città della pianura padana. È stato comunque previsto che, in caso di eventi metereologici estremi, le autorità dei singoli comuni possano, con provvedimenti motivati, autorizzare modifiche temporanee ai provvedimenti del Ministero.

In base ai dati forniti dal Ministero, le norme connesse al contenimento degli impianti di riscaldamento consentiranno al Paese di ridurre i consumi di metano di circa 3,2 miliardi di Smc di gas, pari ad un terzo
delle importazioni totali di gas dalla Russia
, ed a circa un ventesimo degli import totali.
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Tags: Rubriche, Monitoraggio Legislativo Ambientale