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Logistica, tallone d’Achille dell’agroalimentare in Italia

porti

In Italia il settore agroalimentare è un’eccellenza, ma la sua competitività è frenata da un sistema logistico inefficiente. La Regione Emilia Romagna, coinvolta direttamente in veste di Hub nazionale per il commercio agroalimentare, chiede più sforzi per la crescita.

L’agroalimentare è un settore trainante per l’economia italiana, ma ha un tallone d’Achille: l’efficienza del proprio comparto logistico, che necessita di essere migliorata attraverso un’ottimizzazione delle infrastrutture. Proprio di questo si è parlato a Bologna il 4 settembre scorso durante il Convegno sulla logistica del sistema agroalimentare,  organizzato dalla regione Emilia Romagna e durante il quale aziende e istituzioni si sono confrontate per discutere dell’attuale situazione della logistica nel settore agroalimentare e proporre soluzioni innovative al fine di migliorare la sostenibilità e l’efficienza dell’intera industria.

Al centro delle discussioni sono stati posti temi quali la distanza delle aree di consumo dei prodotti agroalimentari dalle sedi di produzione, la naturale evoluzione che anche la domanda dei consumatori ha e sta continuamente subendo rispetto al passato, la globalizzazione dei mercati e la necessità di una radicale riorganizzazione delle imprese coinvolte. Il comparto logistico dell’intero settore ha assunto negli ultimi anni un ruolo di prim'ordine, importantissimo soprattutto in relazione alle merci deperibili. È diventato un aspetto di primaria importanza per il commercio di tali prodotti, da non considerare più soltanto come lo spostamento di merci da un punto A a un punto B.

L’evoluzione e l’internazionalizzazione del mercato agroalimentare rendono oggi necessario l’impiego di tecniche evolute per quanto riguarda tutte le fasi che compongono il trasporto merci. I mercati si sono ampliati e sono aumentati a dismisura i volumi delle merci che quotidianamente viaggiano per il pianeta. Soprattutto per questo diventa oggi necessario prendere le distanze da tutte quelle soluzioni vecchie e ormai superate in favore di un sistema che possa essere il più efficiente e sostenibile possibile.

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In questo mercato l’Emilia Romagna riveste un ruolo centrale, la regione funge infatti da Hub nazionale dell'agroalimentare sia per via della sua posizione geografica strategica che la vede vicina tanto al Mediterraneo, quanto all'Europa Continentale e agli sbocchi verso l’Oriente, sia per merito della presenza sul territorio regionale di importanti infrastrutture ferroviarie e stradali. È in virtù di questa situazione che la regione intera chiede che venga fatto qualche sforzo, dei passi avanti per mettere in moto un meccanismo evolutivo che coinvolga le infrastrutture e i processi organizzativi utili per l’interfacciamento con le imprese del settore. Il rinnovamento dell’intero sistema logistico è fondamentale per far sì che la competitività del settore agroalimentare italiano possa sempre crescere e competere sia con gli altri settori del commercio, sia con i corrispettivi di altri paesi europei.

A questo proposito, durante la conferenza, sono state significative le parole dell’assessore regionale all'agricoltura Simona Caselli secondo la quale “Occorre organizzare sul territorio il sistema dei trasporti e della gestione delle merci, migliorando l’organizzazione con punti di smistamento efficaci: questa la scommessa per una logistica ‘amica’ dei mercati e realmente competitiva. Tra le priorità sicuramente c’è il superamento della frammentazione nell'operatività dei privati e delle imprese. Un caso per tutti la Spagna, il cui comparto ortofrutticolo appare economicamente più competitivo rispetto a quello nazionale grazie alla minore incidenza dei costi di logistica dovuti, per una parte rilevante, a una migliore organizzazione del sistema. Il nostro Paese sconta ancora un serie di ritardi infrastrutturali che rischiano di aumentare ulteriormente il divario con altre realtà”.

Un obiettivo che fa bene all'economia e anche all'ambiente: infrastrutture più efficienti significa anche meno chilometri percorsi, mezzi meno inquinanti e, di conseguenza, una riduzione delle emissioni di CO2 nell'atmosfera.

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Tags: Filiera sostenibile