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Le interviste del Direttore: Rossella Cardone

Le interviste del direttore Rossella Cardone

Intervista a Rossella Cardone di Ericsson.

Nonsoloambiente.it si pone da sempre come obiettivo quello di fornire un’informazione chiara e contestualizzata su primari argomenti di attualità che abbiano ricadute dirette o indirette sull'ambiente. La rubrica, realizzata su base settimanale e pubblicata nella giornata del martedì,  si basa sulla realizzazione di interviste condotte dal direttore in modo autonomo o a fronte di valutazione di temi o iniziative particolari, corredati di dati. Per informazioni scrivete a: direzione@nonsoloambiente.it

Ericsson è stata nominata recentemente tra le aziende più sostenibili. Nel Rapporto di Sostenibilità relativo all’anno 2020 ha stabilito il raggiungimento di importanti traguardi quali: Aumentare l’efficienza dei prodotti 5G entro il 2022; Permettere a 500 milioni di persone nel mondo di connettersi con la banda ultra-larga entro il 2024; Fare in modo che anche i vostri fornitori dimezzino le proprie emissioni entro il 2030 tramite l’iniziativa 1,5°C Supply Chain Leaders. Quali sono i progetti per il futuro?

Per il futuro Ericsson è talmente attenta alla sostenibilità e ai diritti umani che ha fatto un assessment con cui invita tutto l’ecosistema a lavorare insieme per prevedere e risolvere gli eventuali problemi che potrebbe causare il 5G se non gestito nel modo efficiente. Ericsson adotta da sempre un approccio proattivo nei confronti della sostenibilità e del rispetto dei diritti umani. Da un punto di vista di sostenibilità ambientale lo standard 5G di Ericsson è realizzato in modo da garantire alte performance limitando i consumi.

Già nel 2020 Ericsson era 6.6 volte più efficiente rispetto al 4G nel 2017. Inoltre, Ericsson ha raggiunto una riduzione energetica del 34% per il nostro portfolio Ericsson Radio System, in perfetta linea con gli obiettivi prefissati di ridurre i consumi energetici del 35% entro il 2022. Sempre nel 2020 abbiamo ampiamente raggiunto, e superato, l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 derivanti dalle nostre attività del 35% tagliando il 57% delle emissioni rispetto al 2016

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Per quanto riguarda l’accesso alla rete, la connessione ad internet non è ancora disponibile e accessibile a tutti. Nonostante sia in continua crescita, solo il 50% della popolazione mondiale può vantare di una connettività affidabile. Forti differenze si vedono anche all’interno dei singoli Paesi dove spesso sono le aree rurali a non avere connessione. La conseguenza è che ancora oggi 2.2 miliardi di bambini e ragazzi non abbiano accesso a internet come stimato dal report “Connecting Learners, narrowing the educational divide” del The Economist Intelligence Unit. Disparità di accesso a internet nelle scuole porta differenze nella qualità dell’educazione tra e all’interno dei Paesi. I risultati del report dimostrano che l’assenza di connessione internet a scuola porta a una minore qualità dell’offerta formativa. Connettere le scuole, dunque, ci permetterà di ridurre sostanzialmente il digital divide per le fasce più giovani della popolazione e di dare una spinta allo sviluppo e alla crescita di aziende locali.

L’impegno di Ericsson in una connettività più giusta ed equa si concretizza anche nell’individuare e nell’anticipare eventuali aspetti negativi che potrebbero sorgere con la diffusione a larga scala delle tecnologie 5G. I benefici che il 5G può portare alla società, alle industrie e ai singoli sono moltissimi ma, è necessario che ne sia fatto un uso responsabile e rispettoso nei confronti dei diritti umani. Per questo Ericsson ha realizzato un assessment per individuare i possibili aspetti negativi e realizzare, in anticipo, strategie di mitigazione insieme ai verticals potenzialmente coinvolti.

L’Unione europea ha posto al centro del proprio piano strategico sia la transizione verde che quella digitale. Gli Stati membri difatti per poter accedere ai fondi messi a disposizione dal pacchetto Next Generation UE dovranno destinare almeno il 20% delle risorse alla transizione digitale. L’Italia ha un triste primato a riguardo: secondo alcuni recenti studi è tra i Paesi europei con i più bassi livelli di digitalizzazione. Secondo Lei a cosa è dovuto il fenomeno e ritiene che i finanziamenti europei saranno sufficienti a colmare il gap di cui soffre il nostro Paese?

Il PNRR è l’occasione per l’Italia di realizzare un percorso di transizione digitale ed ecologica. Le misure previste sono epocali: una grande parte degli investimenti infatti coinvolge le reti ultraveloci, tassello importante anche per il futuro del 5G. Il DL 31 maggio 2021, n. 77, introduce misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure necessarie alla realizzazione delle infrastrutture. Questo favorirà moltissimo la diffusione delle reti 5G, importantissima piattaforma d’innovazione, fondamentale per una ripresa economica inclusiva oltre che per una rapida trasformazione digitale d’industria e pubblica amministrazione. Tra i vincoli ancora da superare c’è il limite di esposizione ai campi elettromagnetici. Le restrizioni stabilite per il suolo italiano in questi anni, superiori alla media europea, rappresentano un limite per la realizzazione di nuove reti mobili in molte aree del paese. Riportando il livello delle soglie allo standard europeo, già estremamente prudenti, l’Italia potrebbe dotarsi di una connettività 5G competitiva. 

La digitalizzazione può essere considerato un giano bifronte: da un lato permette a milioni di persone di comunicare e restare in contatto anche se fisicamente collocati in poli opposti del mondo, dall’altro però genera fenomeni di isolamento tali per cui alcuni soggetti credono che la dimensione digitale/virtuale possa in qualche modo sostituire quella reale. Quale è la sua opinione a riguardo? Cosa si può fare nel concreto per arginare un fenomeno che dilaga soprattutto tra i più giovani?

Avvicinare i giovani alle discipline STEM ed alle competence digitali fin da piccoli, formarli e prepararli a riconoscere le opportunità del mondo digitale. Questo è lo strumento migliore che abbiamo a disposizione per insegnare ai giovani che il digitale è uno strumento potentissimo ma che pone anche delle sfide. Le potenzialità di una connessione internet sempre affidabile e disponibile sono moltissime e i vantaggi innegabili. Ma come ogni strumento tra le nostre mani deve essere adoperato con consapevolezza. Il rischio per i giovani è di restare isolati e non trovare un equilibrio tra mondo online e realtà offline.

Una soluzione per loro potrebbe essere quella di imparare a vivere la dimensione digitale non solo come un’esperienza individuale ma condivisa. Il progetto Digital Lab di Ericsson fa leva proprio sulla comunità che può essere creata intorno al digitale. Indirizzato agli studenti delle scuole superiori, i laboratori del Digital Lab permettono ai ragazzi e alle ragazze di lavorare in gruppo e scoprire i principi della programmazione, dell’informatica e della robotica digitale. Le squadre vengono messe di fronte a progetti concreti che richiedono tutta la loro inventiva, il loro impegno e la loro collaborazione per essere portati a termine. Il progetto è finalizzato anche ad agevolare il loro ingresso nel mondo del lavoro grazie allo sviluppo di competenze digitali sempre più richieste.

 

Rossella Cardone

Rossella Cardone è driver di progetti innovativi di sostenibilità in partnership pubblico-privato con clienti, attori industriali, istituzioni e mondo accademico che mirano a sostenere il valore del 5G e dell’IoT come abilitatori di un mondo intelligente, sostenibile e pienamente connesso.
Rossella ha una laurea in Matematica e un Master of Science in Probabilità e Statistica. Lavora in Ericsson da 20 anni ed ha ricoperto diverse posizioni di responsabilità nella ricerca e sviluppo, Customer Operations Management, Strategy Innovation, Marketing e Sostenibilità.

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Tags: CSR & imprese