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La finanza sostenibile interessa poco ai fondi pensione europei

La finanza sostenibile interessa poco ai fondi pensione europei

Dal rapporto realizzato dal think-thank InfluenceMap, emerge una diffusa mancanza di impegno da parte dei player del comparto nei confronti delle tematiche legate agli investimenti green.

Sono pochi i fondi pensione europei che hanno dimostrato di avere un impegno significativo nella politica di finanza sostenibile. E’ quanto ha messo in luce un nuovo rapporto realizzato dal think-thank InfluenceMap proprio per capire quali siano le posizioni in tema di regolazione europea sul fronte della sostenibilità ambientale dei principali fondi pensione del Vecchio Continente. Una questione non di secondo piano, considerando che i fondi pensione sono tra i più importanti investitori del mercato finanziario. Nel 2021 il loro patrimonio è tra l’altro risultato ancora in crescita, con asset amministrati che hanno raggiunto un valore di 3.347 miliardi di euro, 95 miliardi in più rispetto ai 3.252 miliardi dei tre mesi precedenti. Secondo le statistiche rese pubbliche dalla Bce, alla fine dello scorso anno i destinatari degli impieghi totali dei fondi pensione erano per il 46,1% i fondi di investimento, per il 27,2% le obbligazioni e per il 10,8% il mercato azionario. Da quanto emerge dall’indagine di InfluenceMap, che ha coinvolto i 25 più importanti fondi pensione in Europa per patrimonio insieme a 10 associazioni nazionali di fondi pensione e a PensionsEurope, l’organismo che rappresenta l’industria dei fondi pensione a livello continentale, solo quattro tra i fondi interpellati e cinque associazioni hanno dimostrato un impegno significativo nella politica di finanza sostenibile.

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I fondi pensione: capofila e fanalini di coda

Tra i primi figurano la norvegese Norges Bank Investment Management, il fondo olandese Pensioenfonds Metaal en Techniek (PMT) e i fondi con sede nel Regno Unito Universities Superannuation Scheme (USS) e BT Pension Scheme (BTPS), mentre tra le associazioni si distingue la britannica Pension and Lifetime Savings Association (PLSA).Ci sono ,invece, alcune associazioni del settore pensionistico che sono molto resistenti alle politiche di finanza sostenibile, giungendo persino a opporsi ad alcune regolamentazioni proposte dall’Unione europea. I fondi e le associazioni di settore che hanno tra i propri membri un numero elevato di fondi pensione aziendali sono risultate, tra l’altro, quelle meno sensibili alle tematiche green, come aba (BASF, Bayer, Bosch e Volkswagen), PensioPlus (ExxonMobil, Unilever e Nokia) e il fondo pensione della Shell. Tra le ultime realtà in classifica figura anche Mefop, l’associazione di riferimento per il mercato pensionistico italiano, controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Secondo InfluenceMap PensionsEurope invece, se da un lato è impegnato su diversi dossier ambientali e ha appoggiato differenti politiche green delle istituzioni europee, dall’altro si è pubblicamente espresso contro la loro obbligatorietà, promuovendo piuttosto meccanismi premiali e volontaristici. 

Finanza sostenibile, il ruolo dell'Europa

Il quadro che emerge dalla ricerca di InfluenceMap collide con il ruolo che l’Europa sta giocando oggi a livello globale nella diffusione della finanza sostenibile. Alla fine del 2021, i fondi green domiciliati in Europa hanno raggiunto infatti un patrimonio netto globale del valore pari a 2.000 miliardi di euro, in aumento del 71% rispetto al 2020 e, soprattutto, con una quota pari all’83% del patrimonio netto globale dei fondi verdi.
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Tags: finanza