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La Carbon Footprint: che cos’è e perché è un valido alleato in un percorso verso la sostenibilità

img redazionale Luglio

La Carbon Footprint (impronta di carbonio) è uno strumento per misurare, gestire e comunicare le emissioni di gas serra (GHG) correlate ai propri prodotti o servizi, il cui obiettivo finale è quello di ridurre le emissioni di CO2 aziendali.

Questo parametro è di fondamentale importanza e utilità per molti organismi: da un lato permette di quantificare e valutare gli impatti emissivi in materia di cambiamento climatico, dall’altro permette di monitorare l’efficienza ambientale delle proprie strutture. La Carbon Footprint è inoltre cruciale, nell’attuale contesto che vede premiati i fornitori di prodotti o servizi a basse emissioni, per valorizzare le proprie attività e promuovere le proprie politiche di responsabilità sociale ed ambientale, secondo i criteri ESG (Environmental, Social and Governance). Grazie ad essa, le aziende conducono l’analisi e la contabilizzazione delle proprie emissioni di CO2 e si impegnano a definire un sistema di Carbon Management che vada a identificare e realizzare gli interventi di riduzione delle emissioni che utilizzano tecnologie e basso contenuto di carbonio, ovvero che siano economicamente efficienti.

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Il calcolo dell’impronta di carbonio considera le emissioni di tutti i gas ad effetto sera (GHG), che vengono convertite in CO2 equivalente tramite dei parametri stabiliti dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC). Esso prende in considerazione tutti i processi correlati al prodotto o ai servizi, dalla fase di produzione delle materie prime, ai trasporti, al packaging, fino allo smaltimento dei rifiuti generati per ridurre le emissioni aziendali, secondo l’approccio del Life Cycle Assessment (LCA – analisi del ciclo di vita).

La norma di riferimento per il calcolo dell’impronta di carbonio è la UNI CEN ISO/TS 14067:2014 “Gas ad effetto serra – Impronta climatica dei prodotti (Carbon Footprint dei prodotti) – Requisiti e linee guida per la quantificazione e comunicazione”, entrata in vigore l’11 settembre 2014. Tramite questa norma si ha la possibilità di quantificare le emissioni di GHG associate all’intero ciclo di vita del prodotto, partendo dall’estrazione delle risorse, l’approvvigionamento delle materie prima, le fasi di produzione, utilizzo e fine vita. Per valutare la carbon footprint di un’organizzazione esistono due standard internazionali, uno emesso dal WRI/WBCSD (GHG Protocol) e l’altro dall’ISO (ISO 14064-1): entrambi prevedono l’obbligatorietà di considerare le emissioni di GHG prodotte direttamente dall’organizzazione e quelle indirettamente generate nella produzione dell’energia elettrica e termica che l’organizzazione utilizza. Le altre emissioni indirette (non collegate ai consumi elettrici e termici) possono essere contabilizzate su base volontaria, e appartengono a un quadro più ampio degli standard ISO della famiglia 14060 sulla Carbon Footprint.

I benefici apportati dall’applicazione di una Carbon Footprint sono diversi:

  • Definizione di un indicatore sintetico dell’efficienza ambientale dei prodotti
  • Miglioramento dei propri prodotti e servizi
  • Identificazione delle fasi del ciclo di vita del prodotto che maggiormente contribuiscono all’impronta di carbonio
  • Attuazione strategie di green marketing e green communication
  • Accrescimento della propria green reputation
  • Raggiungimento della Carbon Neutrality

Alens, società di consulenza di efficienza energetica e sostenibilità ambientale, sostiene e accompagna la tua azienda nell’elaborazione della Carbon Footprint attraverso il Carbon Audit Certificate secondo la ISO/TS 14067.

Per informazioni scrivere a comunicazione@nonsoloambiente.it

 

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Tags: Cambiamenti Climatici, Ambiente