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Le interviste del Direttore: Armando Carcaterra di Anima Sgr

armando carcaterra

Intervista ad Armando Carcaterra, Responsabile Investment Support & Principles e membro del Comitato ESG di Anima Sgr.

Nonsoloambiente.it si pone da sempre come obiettivo quello di fornire un’informazione chiara e contestualizzata su primari argomenti di attualità che abbiano ricadute dirette o indirette sull'ambiente. In tal senso – da oggi 9 giugno e per ogni martedì – Maria Grazia Persico intervisterà le prime linee di aziende direttamente coinvolte nel tema che desideriamo approfondire. La prima intervista è ad Armando Carcaterra di ANIMA Sgr, che ci ha parlato di ESG e finanza sostenibile.

Maria Grazia Persico

Nonostante l’emergenza Covid-19 degli ultimi tre mesi i fondi sostenibili registrano incrementi in termini di investimenti registrati e performance realizzate. A vostro avviso quali sono i fattori che determinano questo trend?

L’afflusso di capitali verso i fondi sostenibili e più in generale i fondi cosiddetti responsabili è un fenomeno in corso da tempo, guidato anche da una crescente conoscenza delle tematiche ESG (Environment, Social, Governance). Secondo una ricerca che abbiamo condotto con Eumetra*, oggi il 60% delle persone ha almeno sentito parlare di prodotti ESG; erano poco più del 30% un anno fa. Fra gli investitori, poi, il 73% dichiara familiarità con il concetto di investimento ESG e il 15% dichiara di avere investito in prodotti ESG, rispetto al 6% di un anno fa. Questa maggiore conoscenza degli aspetti ambientali e sociali degli investimenti a sua volta è il frutto di importanti sforzi dei media e degli attori finanziari, che incontrano una forte domanda e sensibilità verso il tema. Le persone, poi, stanno comprendendo che anche nelle scelte di investimento possono coniugare obiettivi finanziari e valori.

ESG anima 2020

*Ricerca basata su 1.063 interviste a italiani bancarizzati con accesso al web, effettuate a marzo 2020 con metodologia Cawi.

La Sostenibilità sta entrando in forma stabile nelle linee programmatiche del governo e questo fa pensare che costituirà sempre più un driver di scelta in relazione a dove e come investire i propri risparmi. Quali sono gli aspetti premianti di un fondo sostenibile?

Prima ancora del Governo, è l’Unione Europea l’istituzione che più si è mossa per regolamentare e promuovere il ruolo della finanza come agente di cambiamento. Lo ha fatto sia attraverso una serie di Direttive, sia pubblicando nel marzo 2018 un Piano d’azione per la Finanza Sostenibile. Questo Piano si propone di migliorare il contributo del settore finanziario alla crescita sostenibile e inclusiva e di consolidare la stabilità finanziaria dell’Unione Europea, integrando nel processo di valutazione delle imprese da parte di asset manager e investitori istituzionali criteri non finanziari ma di tipo ambientale, sociale e di corretta governance delle imprese.

Il processo normativo internazionale è tuttora in corso e, al di là dei passaggi tecnici, possiamo dire con certezza che nei prossimi anni ci sarà una spinta forte, e con effetti molto concreti, sugli attori dell’industria finanziaria per adottare criteri e politiche di investimento di tipo responsabile. Preferiamo parlare di responsabilità al posto di sostenibilità perché è un termine più ampio, che abbraccia tutte le forme di investimento che integrano criteri non solo finanziari, ma anche ambientali sociali e di governance nei processi decisionali. L’idea sottostante – che noi condividiamo e che è supportata da studi accademici – è che un approccio integrato è associato a una maggiore robustezza del portafoglio, riducendone i rischi a parità di rendimento. È questo in sintesi il messaggio di fondo: investire in modo responsabile non penalizza le performance e potrebbe mitigare i rischi.

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Dinanzi ad una richiesta di investire in fondi sostenibili quanto pesano performance e consapevolezza? O meglio quanto sapere di contribuire con i propri investimenti a progetti che fanno anche “del bene” a livello ambientale mette il risparmiatore in area di comfort nonostante vi sia pensiero comune che si tratti di investimenti rischiosi?

La finanza sostenibile si colloca tra la finanza tradizionale, orientata solo a massimizzare il rapporto rischio/rendimento, e la filantropia, orientata solo alla creazione di valore sociale. Esistono molte proposte diverse lungo questo spettro. Un fondo a impatto, ad esempio, mira a finanziare un progetto sociale o ambientale specifico, subordinando al suo raggiungimento il rendimento finanziario che se ne può ricavare.

Ben diverso lo scopo di un fondo responsabile, che incorpora nelle decisioni allocative i criteri ESG con l’obiettivo di gestire meglio i rischi e le opportunità connesse alla sostenibilità. Serve creare una consapevolezza su queste differenze, ma ci vuole del tempo. Sotto il profilo del rischio e del rendimento, l’incertezza rispetto ai risultati è un aspetto intrinseco di qualunque investimento: tutti gli investimenti hanno una qualche componente di rischio. Gli investimenti sostenibili e quelli responsabili non sono più rischiosi degli altri (a parità di altre caratteristiche), sembrano anzi ridurre l’esposizione almeno a determinati tipi di rischio. E per quanto riguarda le performance, sembra sfatato il mito che investire in modo responsabile comporti accettare performance minori.

 

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Armando Carcaterra

Armando Carcaterra è Responsabile Investment Support & Principles e membro del Comitato ESG di Anima. Vanta un’esperienza di oltre venticinque anni nell'industria del risparmio gestito. È stato, dal 2001 al 2016, Responsabile della Divisione Investimenti di ANIMA Sgr, dopo aver ricoperto, dal 1996 al 2001, diversi incarichi di gestione in Bipiemme Gestioni, come portfolio manager sui mercati azionari europei e globali. In precedenza, dal 1990 al 1996, ha lavorato come analista finanziario e assistant portfolio manager in Azimut Gestione Fondi e presso il New Zealand Department of Statistics a Wellington, in Nuova Zelanda (1989). Armando Carcaterra ha conseguito, con lode, la laurea in Discipline Economiche e Sociali all'Università Bocconi di Milano (1988).

 

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Tags: CSR & Imprese Sostenibili